A CHI SPETTA NOMINARE IL VICE-COMANDANTE



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REQUISITI PER LA VALIDITA' DELLE DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE



































































































n n. 3316/06 Reg. Sent. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO   Il Tribunale Amministrativo Regionale Per La Campania - Sede di Napoli, Sezione Interna Quinta, composto dai Signori Magistrati: - Dr. Carlo d’Alessandro - Presidente; - Dr. Ugo De Maio – Giudice; - Dr. Michelangelo Francavilla – Giudice relatore estensore ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 11675/04 R.G. proposto da PICCOLO SEBASTIANO elettivamente domiciliato in Napoli, piazza Bovio n. 14 presso lo studio dell’avv. Francesco Maglione e rappresentato e difeso nel presente giudizio dagli avv.ti Settimio Di Salvo e Luigi Travaglino CONTRO COMUNE DI BRUSCIANO, in persona del Sindaco p.t., elettivamente domiciliato in Napoli, via Cavallerizza a Chiaia n. 60 presso lo studio dell’avv. Arcangelo D’Avino che lo rappresenta e difende nel presente giudizio E NEI CONFRONTI DI - MARITATO ANTONIO – non costituito in giudizio; - IANNELLI FRANCESCO – non costituito in giudizio;   per l’annullamento dei decreti n. 94 prot. n. 11537 e n. 95 prot. n. 11539, entrambi emessi dal Comune di Brusciano il 28/06/04, e del Regolamento Comunale del Servizio di Polizia Municipale del Comune di Brusciano approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 6 del 07/04/04;     Visti gli atti e documenti contenuti nel fascicolo processuale; Designato il dott. Michelangelo Francavilla quale relatore per la pubblica udienza del 09 febbraio 2006; Uditi gli Avvocati delle parti come da verbale; Ritenuto, in FATTO, e considerato, in DIRITTO, quanto segue: FATTO Con ricorso notificato il 07/10/04 e depositato il 22/10/04 Piccolo Sebastiano, dipendente del Comune di Brusciano con la qualifica di Brigadiere di Polizia Municipale, ha impugnato i decreti n. 94 prot. n. 11537 e n. 95 prot. n. 11539, entrambi emessi dal Comune di Brusciano il 28/06/04 sulla base dell’art. 8 (anch’esso impugnato) del Regolamento del Servizio di Polizia Municipale, con cui i controinteressati Maritato Antonio e Iannelli Francesco sono stati nominati Vice – Comandanti di Polizia Municipale. In particolare, il ricorrente ha dedotto l’illegittimità degli atti impugnati in relazione ai seguenti vizi: 1) violazione dei principi generali di diritto ed eccesso di potere per mancanza dei presupposti e sviamento; 2) violazione e falsa applicazione della L. n. 65/86 e dell’art. 97 Cost. e della legge quadro sul pubblico impiego come richiamata dal testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali; 3) eccesso di potere e violazione di legge per assoluta mancanza di motivazione; 4) eccesso di potere per sviamento e per contrasto con altre manifestazioni di attività amministrativa da parte della stessa autorità con lo stesso oggetto; 5) violazione e falsa applicazione del D. Lgs. n. 29/93 e del D. Lgs. n. 165/01 con riferimento agli accordi collettivi di comparto. Il Comune di Brusciano, costituitosi con memoria depositata il 03/11/04, ha chiesto il rigetto del ricorso. I controinteressati Maritato Antonio e Iannelli Francesco, benchè ritualmente intimati, non si sono costituiti in giudizio. All’udienza pubblica del 09 febbraio 2006 il ricorso è stato trattenuto in decisione.   DIRITTO Il ricorrente, dipendente del Comune di Brusciano con la qualifica di Brigadiere della Polizia Municipale, impugna i decreti n. 94 e n. 95, entrambi del 28/06/04, con cui il Sindaco del Comune di Brusciano ha conferito ai controinteressati Iannelli Francesco e Maritato Antonio l’incarico di Vice – Comandante di Polizia Municipale con grado di Tenente, e il presupposto art. 8 del Regolamento per il Servizio di Polizia Municipale approvato con delibera del Consiglio Comunale. 6 del 07/04/04. Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione nella parte in cui ha ad oggetto l’impugnazione dei decreti di nomina dei controinteressati costituenti atti di gestione del rapporto di lavoro la cognizione della cui legittimità è devoluta dall’art. 63 D. Lgs. n. 165/01 alla giurisdizione del Giudice Ordinario. Infatti, il criterio di riparto della giurisdizione tra Giudice Ordinario e Giudice Amministrativo deve essere individuato nel "petitum" sostanziale, ossia considerando l'intrinseca consistenza della posizione soggettiva dedotta in giudizio ed accertata dal Giudice stesso con riguardo alla sostanziale protezione accordata a quest'ultima dal diritto positivo (in questo senso, tra le altre, Cass. SS.UU. n. 6743/05; Cass. SS. UU. n. 6404/05; C.d.S. sez. IV n. 8211/04). Poichè, pertanto, la pretesa del ricorrente ad essere nominato Vice – Comandante in luogo dei controinteressati trova la sua “causa petendi” nel rapporto di lavoro esistente tra il Piccolo e l’amministrazione e, d’altra parte, i provvedimenti di nomina impugnati attengono alla gestione del rapporto di lavoro e sono espressione della capacità privatistica dell’ente secondo quanto previsto dall’art. 5 D. Lgs. n. 165/01 (Cass. n. 23760/04), la controversia sulla legittimità di tali ultimi atti è devoluta alla giurisdizione del Giudice Ordinario. A ciò consegue la declaratoria d’inammissibilità, in parte qua, del ricorso per difetto di giurisdizione. Deve, invece, ritenersi sussistente, per espressa disposizione normativa (art. 63 comma 1° terzo periodo D. Lgs. n. 165/01), la possibilità di impugnare davanti al Giudice Amministrativo i provvedimenti amministrativi presupposti come gli atti di macro – organizzazione previsti dall’art. 2 comma 1° D. Lgs. n. 165/01 ed aventi ad oggetto le linee fondamentali di organizzazione degli uffici in relazione ai quali la situazione giuridica soggettiva del privato ha natura di interesse legittimo. Tale è il caso, nella fattispecie in esame, del Regolamento per il Servizio di Polizia Municipale, approvato con delibera del Consiglio Comunale di Brusciano n. 6 del 07/04/04, il cui art. 8 è stato impugnato dal Piccolo quale atto presupposto dei decreti di nomina dei controinteressati. L’atto in esame, infatti, detta la disciplina fondamentale del Servizio di Polizia Municipale in attuazione di quanto previsto dagli artt. 4 e 7 L. n. 65/85 e, anche per la sua natura regolamentare, costituisce esplicazione della potestà macro – organizzatoria dell’ente locale. Deve, pertanto, ritenersi sussistente la giurisdizione del Tribunale a conoscere della legittimità dell’impugnata disposizione regolamentare. Va, poi, esaminata l’eccezione d’inammissibilità per carenza d’interesse sollevata dall’ente locale secondo cui la nomina quale Vice – Comandante di Polizia Municipale non comporta alcuna qualifica superiore a quella rivestita dal Piccolo nè determina un vincolo gerarchico di talchè il ricorrente non avrebbe alcun interesse giuridicamente tutelabile al conseguimento della stessa.