ABUSI EDILIZI: OBBLIGO DI DIFFIDA



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PICCOLI COMUNI: COMPETENZE GESTIONALI AGLI AMMINISTRATORI



































































































R  E  P  U  B  B  L  I  C  A     I  T  A  L  I  A  N  A N.177/2009 Reg. Dec. N. 8262 Reg. Ric. Anno 2008 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente D E C I S I O N E sul ricorso in appello n. 8262 del 2008, proposto da Valentino Michele e Pota Giovannina, rappresentati e difesi dall’avv. Guglielmo Abbate, con domicilio eletto in Roma, via Alessandro III, 6, presso l’avv. Francesco Mangazzo, contro il Comune di S. Nicola la Strada, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito, e nei confronti di Ponsillo Antonietta, rappresentata e difesa dall’avv. Giovanni Tagliatatela, con domicilio eletto presso lo stesso in Roma, viale Castrense, 7, per l’annullamento in parte qua della sentenza del T.A.R. Campania – Napoli, sezione VIII, nr. 5151 del 29 maggio 2008, non notificata. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio della appellata Ponsillo Antonietta; Vista la memoria prodotta dalla appellata in data 2 dicembre 2008 a sostegno delle proprie difese; Visti gli atti tutti della causa; Relatore, all’udienza pubblica del 16 dicembre 2008, il Consigliere Raffaele Greco; Uditi l’avv. Lofoco, in sostituzione dell’avv. Abbate, per gli appellanti e l’avv. Romano, in sostituzione dell’avv. Tagliatatela, per l’appellata Ponsillo Antonietta; Ritenuto e considerato quanto segue: FATTO  E  DIRITTO I sigg.ri Michele Valentino e Giovannina Pota, proprietari di un fabbricato sito nel Comune di S. Nicola la Strada, hanno impugnato la sentenza con la quale il T.A.R. della Campania ha accolto solo in parte il ricorso da essi proposto, ai sensi dell’art. 21-bis della legge 6 dicembre 1971, nr. 1034, avverso il silenzio serbato dal Comune predetto a fronte della loro istanza volta a sollecitare l’esercizio dei poteri sanzionatori per presunti abusi edilizi posti in essere dalla loro vicina, sig.ra Antonietta Ponsillo. A sostegno dell’appello, hanno evidenziato come la motivazione con la quale il T.A.R. ha disatteso in buona parte il ricorso, e cioè la circostanza che la maggior parte degli interventi edilizi su cui i ricorrenti avevano chiesto all’Amministrazione di provvedere trovasse fondamento in titoli abilitativi (concessione edilizia nr. 66 del 1972, concessione edilizia nr. 48 del 1995, autorizzazione nr. 29 del 2002, concessione in sanatoria nr. 10 del 1998) non tempestivamente impugnati a suo tempo, con conseguente insussistenza dell’obbligo del Comune di provvedere sull’istanza, non potesse valere anche per la balconata sita al lato sud dell’immobile della sig.ra Ponsillo, sorretta da pilastri non ancorati alle fondazioni e perciò pericolosi, di cui al punto 5) della diffida notificata all’Amministrazione dagli odierni appellanti: intervento, quest’ultimo, che non trovava fondamento nei suindicati titoli concessori e autorizzatori. Pertanto, gli appellanti hanno chiesto riformarsi in parte qua la sentenza impugnata, ordinandosi al Comune di S. Nicola la Strada di pronunciarsi sulla loro istanza-diffida anche per quanto concerne le opere da ultimo indicate. L’appellata sig.ra Antonietta Ponsillo, nel costituirsi, si è motivatamente opposta all’accoglimento dell’appello, concludendo per la conferma della sentenza di primo grado. L’appello è fondato, e pertanto meritevole di accoglimento. Ed invero, il giudice di primo grado ha correttamente ritenuto – in linea con la consolidata giurisprudenza in subiecta materia – l’insussistenza di un obbligo dell’Amministrazione comunale di provvedere sull’istanza con la quale veniva sollecitato l’esercizio dei suoi poteri sanzionatori in materia edilizia, laddove questi ultimi trovassero fondamento in provvedimenti concessori o autorizzatori ormai inoppugnabili; pertanto, il ricorso di primo grado è stato dichiarato meritevole di accoglimento soltanto per l’adibizione dei locali de quibus a palestra e sala da ballo, mutamento di destinazione d’uso che non trovava apparente fondamento in alcuno dei provvedimenti amministrativi ex adverso prodotti. Seguendo l’impostazione del primo giudice, parte appellante evidenzia come analoga mancanza di riscontro, nei provvedimenti depositati dalla controinteressata, investa anche la particolare modalità di realizzazione della balconata assentita con la concessione edilizia nr. 48 del 1995, a dire degli appellanti appoggiata su pilastri non ancorati alle fondazioni e quindi pericolosi per la pubblica e privata incolumità. Il rilievo è esatto, né appaiono risolutivi gli argomenti in contrario addotti dall’appellata Ponsillo, sostanzialmente riconducibili all’affermazione secondo cui le opere de quibus sarebbero totalmente conformi al titolo concessorio. Infatti, oggetto del presente contenzioso non è certo la sussistenza o meno degli abusi affermati dagli appellanti, ma unicamente la sussistenza o meno di un obbligo del Comune di riscontrare l’istanza con la quale essi hanno segnalato l’esistenza degli abusi medesimi, chiedendo l’attivazione dei relativi poteri sanzionatori.