ACCERTAMENTO ICI: OBBLIGATORIA LA NOTIFICA



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ATTI IMPUGNABILI DAL CITTADINO



































































































Corte di Cassazione – Sentenza n Corte di Cassazione – Sentenza n. 20357/2007 Cassazione – Sezione tributaria – sentenza 4 luglio – 27 settembre 2007, n. 20357 Presidente Paolini – Relatore Virgilio Pm Cafiero – conforme – Ricorrente G. Ritenuto in fatto Che Giuseppina G. impugnò dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Vibo Valentia la cartella di pagamento emessa dal Comune di Mileto e concernente l’Ici dovuta per gli anni dal 1993 al 1997, contestando preliminarmente la validità della notificazione degli avvisi di accertamento richiamati in cartella, in quanto privi della data della notificazione; che la Commissione adita rigettò il ricorso; che l'appello proposto dalla contribuente venne respinto, con la sentenza indicata in epigrafe, dalla Commissione tributaria regionale della Calabria, la quale osservò, per quanto qui interessa, che non era da prendere in considerazione la mancata notifica lamentata dall'appellante, “perché ciò è rilevabile dalla cartella esattoriale e dai tabulati delle notifiche in possesso del Comune”, e che “la nullità lamentata è stata sanata dalla costituzione in giudizio del destinatario dell'atto notificato”; che avverso tale sentenza la G. propone ricorso per cassazione; che l’intimato Comune di Mileto non si è costituito. Considerato in diritto che, con il primo motivo, la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 148 e 156 c.p.c, nonché vizio di motivazione, lamentando che la prova dell'avvenuta notifica degli avvisi di accertamento non poteva essere fornita da elementi indiretti; con il secondo motivo, si duole ancora della mancata conoscenza degli avvisi di accertamento (i quali avrebbero dovuto essere emessi nei confronti di tutti i comproprietari dei beni), la cui nullità della notificazione non poteva essere sanata a seguito della proposizione del ricorso; con il terzo motivo, infine, denuncia "difetto di motivazione ed omessa pronuncia" in relazione a richieste istruttorie non accolte dal giudice di merito; che il ricorso è manifestamente fondato limitatamente alle assorbenti censure relative alla validità della notificazione degli avvisi di accertamento, poiché, da un lato, la data della notificazione - la cui mancanza determina la nullità della stessa, trattandosi di elemento essenziale della relata, ai sensi dell'art. 148 cod. proc. civ. - non può essere dedotta, come ha affermato il giudice a quo, da documenti estrinseci, bensì esclusivamente dalle risultanze della copia dell'atto consegnata al destinatario (Cass., nn. 6309 del 1994 e 4358 del 2001), e, dall'altro, la sanatoria, per raggiungimento dello scopo ex art. 156 cod. proc. civ., della nullità della notificazione di un avviso di accertamento si verifica solo a seguito dell'impugnazione dello stesso atto invalidamente notificato, ma non certo di un atto diverso, quale la cartella di pagamento, della quale il primo costituisce l’atto presupposto (Cass. n. 15849 del 2006); che, in conclusione, il ricorso va accolto nei limiti indicati, con assorbimento di ogni altra censura, la sentenza impugnata deve essere cassata e la causa rinviata ad altra sezione della commissione tributaria regionale della Calabria, la quale procederà a nuovo esame della controversia, uniformandosi agli enunciati principi, oltre a provvedere anche in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità. PQM La Corte accoglie il ricorso per quanto di ragione, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Calabria.     ......