ACCORDI TRANSATTIVI SU CONTENZIOSI GIUDIZIALI O STRAGIUDIZIALI



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MOTIVAZIONI PER IDENTIFICARE UN'OFFERTA ANOMALA



































































































Deliberazione n Deliberazione n. 26/pareri/2008   REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA   composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua                      Presidente dott. Antonio Caruso                             Consigliere dott. Giorgio Cancellieri                                   Consigliere dott. Giancarlo Penco                                     Consigliere avv. Giuliano Sala                                          Consigliere dott. Giancarlo Astegiano    Primo Referendario (relatore) dott. Gianluca Braghò                                     Referendario dott. Alessandra Olessina                       Referendario dott. Massimo Valero                             Referendario nell’adunanza del 16 aprile 2008 Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Vista la legge 21 marzo 1953, n. 161; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con le deliberazioni delle Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista la nota pervenuta il 9 aprile 2008, con la quale il Sindaco del Comune di Varese ha proposto un quesito ai sensi dell’art. 7, co. 8° della legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista la deliberazione n. 1/pareri/2004 del 3 novembre 2004 con la quale la Sezione ha stabilito i criteri sul procedimento e sulla formulazione dei pareri previsti dall’articolo 7, comma 8, della legge n. 131/2003; Vista l’ordinanza con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per l’adunanza odierna per deliberare sulla richiesta del Sindaco del Comune di Varese; Udito il relatore, dott. Giancarlo Astegiano;   PREMESSO CHE   Con deliberazione n. 11 del 20 febbraio 2008 questa Sezione ha dichiarato inammissibile una richiesta di parere proveniente dal Sindaco del Comune di Varese, avente ad oggetto la “possibile definizione transattiva del contenzioso esistente in relazione ad alcuni immobili ad uso residenziale, acquisiti al patrimonio comunale secondo la normativa di cui alla legge 5/4/1995”, sulla base della considerazione che la domanda avesse ad oggetto “una tipica attività gestoria dell’ente … “ e che, pertanto, il parere avrebbe potuto essere configurato come atto di cogestione, estraneo alla funzione dell’Istituto. Con una successiva nota, pervenuta il 9 aprile 2008, il Sindaco del Comune di Varese ha precisato che la precedente richiesta di parere non era diretta a travalicare i limiti di competenza della Corte dei conti, posto che la magistratura contabile “non può sostituirsi all’ente nel processo decisionale e nell’assunzione delle conseguenti determinazioni”, ma che era intenzione esclusiva dell’Amministrazione acquisire l’avviso della Sezione in ordine a quali siano le circostanze che, in generale e in astratto, giustifichino la prosecuzione di un contenzioso fino alla naturale conclusione ovvero il raggiungimento di un accordo transattivo prima della definizione giudiziale.   OSSERVA CHE   Il Sindaco del Comune di Varese, richiamando la norma  contenuta  nell’art. 7, comma 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131, ha formulato una richiesta diretta ad ottenere il parere della Sezione in ordine a quali siano le circostanze che, in generale e in astratto, giustifichino la prosecuzione di un contenzioso fino alla naturale conclusione ovvero il raggiungimento di un accordo transattivo che definisca la controversia prima della pronuncia giudiziale.   1) La Sezione, preliminarmente, è chiamata a pronunciarsi sull’ammissibilità della richiesta, anche in relazione alla particolarità della domanda proveniente dal Sindaco del Comune di Varese che, a seguito della pronuncia di inammissibilità resa da questa Sezione (delibera n. 11/08/pareri, in data 20 febbraio 2008), chiarisce i termini ed i limiti della richiesta originaria, specificando che il quesito è diretto ad appurare quali siano le circostanze che, in generale e in astratto, possano giustificare la prosecuzione di un contenzioso fino alla conclusione con la pronuncia giudiziale ovvero il raggiungimento di un accordo transattivo. 1.1) L’art. 7, co. 8 della legge 6 giugno 2003, n. 131 prevede che i Comuni possano chiedere alle Sezioni regionali della Corte dei conti “ulteriori forme di collaborazione … ai fini della regolare gestione finanziaria e dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa, nonché pareri in materia di contabilità pubblica”. La norma in esame, il cui contenuto risulta ancora poco approfondito sia dalla giurisprudenza contabile che dalla dottrina, mette in luce che i Comuni, così come le amministrazioni regionali e provinciali, possono rivolgere alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti due diverse tipologie di richieste. Da un lato, possono domandare l’intervento della magistratura contabile al fine di ottenere forme di “collaborazione”, non specificate dalla legge, dirette ad assicurare la regolare gestione finanziaria dell’ente ovvero l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa. Dall’altro possono richiedere pareri in materia di contabilità pubblica. La funzione consultiva, che nei primi anni di applicazione della legge è stata la principale forma di collaborazione attivata dalle amministrazioni locali, non esaurisce, quindi, come risulta dalla normativa richiamata, le possibilità di intervento delle Sezioni regionali della Corte dei conti, in seguito a specifiche richieste degli enti territoriali. Anzi, in base alla formulazione della norma non sembrerebbe neppure essere la principale forma di collaborazione poiché nella prima parte del comma ottavo dell’art. 7 è chiaramente specificato che gli enti territoriali possono domandare alle Sezioni regionali della magistratura contabile “ulteriori forme di collaborazione”, con l’unico limite della finalizzazione alla regolare gestione finanziaria dell’ente ed allo svolgimento dell’azione amministrativa secondo i parametri dell’efficienza e dell’efficacia. Il legislatore non ha specificato quali siano queste ulteriori forme di collaborazione ma ne ha indicato solo le finalità, lasciando in questo modo all’autonomia degli enti territoriali la libertà di definire l’ambito della richiesta di collaborazione, in relazione alle specifiche esigenze di ciascuna amministrazione. La soluzione appare ragionev......