ADEMPIMENTI PER LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI PER IL RICICLO DEI RIFIUTI



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POTERE DI RIESAME DEI PROVVEDIMENTI



































































































Ricorso del 25 novembre 2004 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee Ricorso del 25 novembre 2004 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee. (Causa C-486/04) (Lingua di procedura: l'italiano) Il 25 novembre 2004, la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai signori M. Van Beek, F. Louis e A. Capobianco, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana. La ricorrente conclude che la Corte voglia: - constatare che la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi derivanti dall'articolo 2, comma 1, e dall'articolo 4, commi 1, 2 e 3 della direttiva 85/337/CEE1 come modificata dalla direttiva 97/11/CEE2 : 1 - non avendo sottoposto a procedura di valutazione di impatto ambientale ai sensi degli articoli da 5 a 10 della direttiva 85/337/CEE modificata, il progetto di impianto di incenerimento di CDR e biomasse di Massafra, il quale è un impianto compreso nell'allegato I della direttiva 85/337/CEE modificata dalla direttiva 97/11/CEE, 2 - avendo adottato una normativa (articolo 3, comma 1, lettere i) ed l), del DPCM 3 settembre 1999 che modifica l'allegato A del DPR 12.4.1996) che esclude dalla procedura di valutazione di impatto ambientale alcuni progetti ricadenti nell'allegato I della direttiva 85/337/CEE come modificata (progetti di impianti di recupero di rifiuti pericolosi e di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 100 tonnellate al giorno, se sottoposti a procedura autorizzativa semplificata ai sensi dell'articolo 11 della direttiva 75/442/CEE, e 3 - avendo adottato una normativa (articolo 3), comma 1, lettere i) ed l), del DPCM 3 settembre 1999 che modifica l'allegato A del DPR 12.4.1996) che, al fine di stabilire se un progetto ricadente nell'allegato II della direttiva 85/337/CEE modificata debba essere o meno sottoposto a valutazione di impatto ambientale, fissa un criterio non adeguato, in quanto può portare all'esclusione dalla VIA di progetti che hanno un impatto ambientale significativo; - condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio. Motivi e principali argomenti: La Commissione sostiene che la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in base alla direttiva 85/337/CEE come modificata dalla direttiva 97/11/CEE per i motivi esposti nelle sue conclusioni. ____________ 1 - G.U. n. L 175 del 05/07/1985, pag. 40 2 - G.U. n. L 073 del 14/03/1997, pag. 5 ____________________________________--   CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE DÁMASO RUIZ-JARABO COLOMER presentate il 30 maggio 2006 1(1) Causa C‑486/04 Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana «Ricorso per inadempimento – Repubblica italiana – Tutela dell’ambiente – Valutazione di impatto ambientale – Direttiva 85/337/CEE – Rifiuti – Direttiva 75/442/CEE – Impianti di recupero – Autorizzazione – Procedura semplificata – Impianto per la produzione di energia elettrica mediante incenerimento di combustibili derivati dai rifiuti e di biomasse in Massafra (Taranto) – Normativa italiana che esonera dalla valutazione di impatto ambientale i progetti di recupero di rifiuti autorizzati con la procedura semplificata» I –    Introduzione 1.     Nella presente causa, instaurata ai sensi dell’art. 226 CE, la Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte constati l’inadempimento, da parte della Repubblica italiana, degli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 2, n. 1, e 4, nn. 1‑3, della direttiva del Consiglio 27 giugno 1985, 85/337/CEE (2), concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, come modificata dalla direttiva del Consiglio 3 marzo 1997, 97/11/CE (3). 2.     Al detto Stato membro vengono addebitate due violazioni, consistenti nel permettere il funzionamento di impianti di riciclaggio senza previa valutazione del loro impatto ambientale. Una delle violazioni, a carattere astratto, trae origine dalla normativa nazionale, che esonera da tale valutazione gli impianti per il recupero (4) di rifiuti autorizzati mediante procedura semplificata. L’altra violazione, di natura specifica, si riferisce ad un impianto, sito in Massafra, provincia di Taranto, per la produzione di energia elettrica mediante incenerimento di combustibile derivato dai detti materiali e di biomasse. 3.     Ai fini della soluzione della controversia, occorre del pari tenere presente la direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE (5), relativa ai rifiuti, modificata dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE (6). II – Contesto normativo A –