ADOZIONE STRUMENTO URBANISTICO



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COMPUTO DEI MATERIALI PER IL RISPARMIO ENERGETICO



































































































REPVBBLICA ITALIANA REPVBBLICA  ITALIANA IN  NOME  DEL  POPOLO  ITALIANO  IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE N.         Reg. Sent. Anno N. Reg. Gen. Anno                                     PER IL LAZIO, SEZ. II ha pronunciato la seguente                                               S E N T E N Z A sul ricorso n. 13273/99, proposto dal sig. Giuseppe LOMBARDI, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni VALERI e Luisa FONTI ed elettivamente domiciliato in Roma, alla via Pasubio n. 2;                                                     CONTRO - il COMUNE DI POMEZIA, in persona del sig. Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Giovanni DI BATTISTA ed elettivamente domiciliato in Roma, alla via della Giuliana n. 38 e - la REGIONE LAZIO, in persona del sig. Presidente pro tempore della Giunta regionale, rappresentata e difesa dagli avvocati Giuseppe BOTTINO e Maria Pia MONTANARO ed elettivamente domiciliata in Roma, alla via M. Colonna n. 27                                           E   NEI   CONFRONTI dei sigg. Leonardo ANTONINI e Berenice PETRELLI controinteressati, non costituiti nel presente giudizio;                                       PER   L’ANNULLAMENTO A) – della determinazione della Giunta regionale del Lazio, recante l'approvazione tacita ex art. 4, u.c. della l.r. 36/1987 del piano particolareggiato «Pomezia Centro»; B) – della deliberazione n. 85 del 25 ottobre 1995 n. 85, con cui il Consiglio comunale di Pomezia ha adottato detto piano; C) – della deliberazione consiliare n. 73 del 28 giugno 1996, recante le controdeduzioni alle osservazioni a detto piano; D) – della deliberazione consiliare n. 28 del 23 marzo 1999, recante l’approvazione, per decorrenza del termine ex art. 4 della l.r. 36/1987, del piano stesso. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione nel presente giudizio delle sole Amministrazioni intimate; Visti gli atti tutti della causa; Relatore all’udienza pubblica del 24 gennaio 2007 il Cons. dott. Silvestro Maria RUSSO e uditi altresì, per le parti costituite, solo gli avvocati FONTI e DI BATTISTA; Ritenuto in fatto che il sig. Giuseppe LOMBARDI assume d'esser proprietario di un’area sita in Pomezia, tra le vie Roma ed Armellini, su cui dal 1969 insiste un fabbricato adibito a sua abitazione ed all’esercizio della sua attività commerciale di rivendita di elettrodomestici; Rilevato che il sig. LOMBARDI dichiara, in relazione al fatto che il proprietario frontistante sig. Leonardo ANTONINI realizzò sulla sua area un fabbricato, d’aver più volte denunciato al Comune di Pomezia come costui avesse occupato una porzione di via Armellini e dell’annessa piazzola per la manovra dei veicoli, ma senza mai ottener risposta, neppure dopo che il sig. ANTONINI ebbe ampliato l’edificio occupando altri pezzi della predetta strada; Rilevato altresì che il sig. LOMBARDI rende nota l’emanazione della deliberazione n. 85 del 25 ottobre 1995 n. 85, con cui il Consiglio comunale di Pomezia adottò il piano particolareggiato «Pomezia Centro»; Rilevato ancora che, non avendo la Regione Lazio provveduto alcunché sulla deliberazione consiliare n. 85/1995, detto piano fu approvato per silentium, sicché il Comune di Pomezia, con deliberazione consiliare n. 28 del 23 marzo 1999, ne accertò l’approvazione per decorrenza del termine ex art. 4, III c. della l. reg. Lazio 20 luglio 1987 n. 36; Rilevato inoltre che detto piano previde per la via Armellini una larghezza di m 6, con marciapiedi solo dal lato della proprietà del sig. ANTONINI, con eliminazione della piazzola trapezoidale già esistente, non indicatane negli elaborati grafici, né nelle norme tecniche d’attuazione; Rilevato quindi che il sig. LOMBARDI si grava avverso tutti i citati atti innanzi a questo Giudice, con il ricorso in epigrafe, all’uopo deducendo in punto di diritto due articolati gruppi di censure; Considerato in diritto che è manifestamente infondata l’eccezione d'irricevibilità del ricorso in epigrafe, per mancata tempestiva impugnazione della deliberazione consiliare n. 85/95, in quanto l’immediata impugnazione dell'atto di adozione d’uno strumento urbanistico costituisce per il soggetto da esso inciso mera facoltà e non obbligo, trattandosi di rimedio inteso ad ampliare l'area di tutela di costui prima che la definitiva volontà dell'amministrazione si formalizzi nella determinazione finale (cfr., da ultimo, Cons. St., IV, 27 giugno 2006 n. 4166); Considerato, inoltre ed ancora in via preliminare, che sussiste l'interesse attoreo alla presente impugnazione, perché il piano particolareggiato qui gravato, ancorché non abbia soppresso la strada denominata via Armellini, ne ha reso più disagevole l’uso e la circolazione e non ha dato seria contezza in ordine agli sconfinamenti da parte dei controinteressati; Considerato nel merito che, con le sentenze n. 5725 e n. 5726 del 19 luglio 2005, la Sezione, in accoglimento di questioni in parte analoghe a quelle qui prospettate con il ricorso in epigrafe, ha annullato i provvedimenti comunali gravati in questa sede; Considerato in particolare che le impugnate deliberazioni s'appalesano altresì affette dall’evidente violazione dell’art. 290 del RD 4 febbraio 1915 n. 148 (ora, dell’art. 78 del Dlg 18 agosto 2000 n. 267), essendo state assunte con la partecipazione al voto del consigliere comunale Renzo ANTONINI, figlio ......