AFFIDAMENTO DIRETTO DEGLI INCARICHI DI PROGETTAZIONE



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INTERESSI PER RITARDATO PAGAMENTO CONTRIBUTI INPS



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                N.  7089/06  REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                   N. 3190 REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,  Sezione Quinta          ANNO  2005  ha pronunciato la seguente DECISIONE Sul ricorso in appello n. 3190/2005 del 20 aprile 2005, proposto dalla sig.ra CLEMENTINA FERRARO rappresentata e difesa dall’avv. Luigi Diego Perifano con domicilio eletto in Roma via Cosseria n. 12 presso l’avv. Alfredo Placidi; CONTRO - il sig. FORGIONE MENNATO rappresentato e difeso dall’avv. Filippo Masotta con domicilio eletto in Roma via dei Vaccinari n. 19 presso l’avv. Cosimo Rillo, - la COMUNITA’ MONTANA del TABURNO rappresentata e difesa dagli avv.ti Fabrizio Crisci, Lucio Crisci con domicilio eletto in Roma via Nicastro, n. 3 presso Carlo Voccia, per la riforma della sentenza del TAR CAMPANIA-NAPOLI: Sezione II n. 525/2005, concernente AFFIDAMENTO INCARICO PROGETTAZIONE REALIZZAZIONE PIANO FORESTALE 2004; Visto l’atto di appello con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del sig. FORGIONE MENNATO e della COMUNITA’ MONTANA DEL TABURNO; Vista l’ordinanza n. 26835/2005; Viste le memorie difensiove, Visti gli atti tutti della causa; Visto il dispositivo di decisione n. 594/2005, Alla pubblica udienza del 25 novembre 2005, relatore il Consigliere Nicola Russo ed uditi, altresì, gli avv.ti CeceroG. per delega Perifano e L. Crisci; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO Con ricorso al TAR Campania, sede di Napoli, il sig. Forgiane Mennato impugnava gli atti della procedura selettiva indetta dalla Comunità Montana del Taburno (BN) in vista dell’affidamento dell’incarico di progettazione di rimboschimento e di manutenzione ai rimboschimenti di cui al piano forestale 2004. All’esito dell’espletata gara, cui partecipavano solo due concorrenti, l’incarico in argomento veniva conferito alla controinteressata, dr.ssa Clementina Ferraro. Avverso i suddetti atti, il ricorrente articolava le seguenti censure: 1) violazione di legge per falsa applicazione dell’art. 17 comma 12 della legge 109/1994; La tipologia degli interventi da realizzare – rimboschimento e manutenzione del rimboschimento -renderebbe inconferente il rinvio alla disciplina prevista per la progettazione di lavori pubblici; 2) violazione di legge per mancata applicazione dell’art. 151 comma 4°, dell’art. 183 commi 8 e 9, del d. lgs. 267/2000; violazione di legge per vizio del procedimento; Difetterebbe il visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria. 3) violazione di legge per mancata applicazione del combinato disposto dell’art. 17 comma 12 della legge 109/1994 e dell’art. 62 comma 1 del d.p.r 554/1999; violazione del principio costituzionale di trasparenza dell’azione amministrativa e dell’art. 1 della legge 241/1990; violazione di legge per mancata applicazione dell’art. 17 commi 10, 11 e 13 della legge 109/1994; eccesso di potere per travisamento del dato fattuale e giuridico; L’Amministrazione intimata non avrebbe dato adeguata pubblicità all’avviso selettivo; 4) violazione di legge per mancata applicazione del combinato disposto dell’art. 17 comma 12 della legge 109/1994 e dell’art. 62 del d.p.r 554/1999; violazione di legge per mancata applicazione dei principi costituzionali di imparzialità, di trasparenza e di buona amministrazione; L’Amministrazione intimata avrebbe omesso di predeterminare i criteri di valutazione dei curricula dei partecipanti; 5) violazione di legge per mancata applicazione dell’art. 17 comma 12 della legge 109/1994; violazione di legge per mancata applicazione dell’art. 3 della legge 241/1990; violazione di legge per mancata applicazione del principio di trasparenza, sancito dall’art. 97 della Costituzione; eccesso di potere per difetto di istruttoria, per motivazione insufficiente, incongrua, contraddittoria, apodittica, dubbiosa ed illogica. Non risulterebbe esplicitata la motivazione circa l’indefettibile attività di verifica dell’esperienza e della capacità professionale dei partecipanti. 6) violazione della lex specialis per assoluta genericità dell’avviso di selezione; violazione del principio costituzionale di trasparenza; violazione di legge per mancata applicazione dell’art. 17 comma 14 ter e comma 14 quater della legge 109/1994; eccesso di potere per sviamento, per ingiustizia ed illogicità manifesta; Gli atti di gara non indicherebbero il valore dei lavori da eseguire e, quindi, non consentirebbero di determinare il criterio seguito per la fissazione dei corrispettivi posti a base di gara. Sulla scorta delle suesposte censure la parte ricorrente chiedeva, dunque, l’annullamento degli atti di gara ed il risarcimento dei danni da liquidare in via equitativa. Si costituiva in giudizio la Comunità Montana del Taburno, che chiedeva il rigetto del ricorso, mentre non si costituiva la controinteressata, dr.ssa Clementina Ferraro. Il TAR adìto, con sentenza n. 525/2005 del 31 gennaio 2005, resa in forma semplificata, disattesa l’eccezione di inammissibilità formulata dalla Comunità Montana del Taburno, riteneva il ricorso parzialmente fondato e, pertanto, lo accoglieva nei limiti indicati in motivazione, annullando gli atti impugnati e, invece, respingeva la contestuale richiesta di risarcimento danni azionata dal ricorrente, compensando le spese di lite. Con ricorso notificato il 18 aprile 2005 e depositato il 20 aprile successivo, la controinteressata dr.ssa Clementina Ferraro ha impugnato la prefata sentenza, deducendone l’erroneità e l’ingiustizia e chiedendone l’annullamento e/o la riforma, con ogni conseguente statuizione, anche in ordine alle spese del doppio grado. Successivamente, con ricorso notificato in data 30 maggio 2005, ha proposto appello incidentale la Comunità Montana del Taburno, che ha chiesto l’annullamento della predetta sentenza, con conseguente rigetto del ricorso di primo grado e con vittoria delle spese, diritti ed onorari del doppio grado di giudizio. Anche il dr. Mennato Forgiane, nel costituirsi in giudizio, ha proposto appello incidentale con ricorso notificato il 15 giugno 2005, chiedendo che, in riforma parziale della sentenza di primo grado, vengano condannati la Comunità Montana e la dr.ssa Ferraro al risarcimento dei danni in suo favore, da liquidarsi mediante apposita C.T.U., o, comunque, in via equitativa. Con ordinanza n. 2685 del 7 giugno 2005 è stata accolta la domanda cautelare di sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata. Le parti hanno depositato memorie illustrative in vista dell’udienza di discussione, tenutasi il 25 novembre 2005, data in cui la causa è stata trattenuta in decisione. In data 26 novembre 2005 è stato pubblicato il dispositivo con il n. 594/2005.