AMBITO DELLA GIURISDIZIONE ORDINARIA DEL PUBBLICO IMPIEGO



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Risarcimento per mancata aggiudicazione



































































































N N. 05557/2010 REG.DEC. N. 02776/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 2776 del 2010, proposto da: Pietro Recchi, rappresentato e difeso dall'avv. Antonio Di Stasio, con domicilio eletto presso Amos Andreoni in Roma, via Bergamo, 3; contro Regione Marche, rappresentato e difeso dall'avv. Gabriella De Berardinis, con domicilio eletto presso Michele Romano in Roma, via Domenico Morichini N. 41; per la riforma della sentenza breve del T.A.R. MARCHE - ANCONA: SEZIONE I n. 01482/2009, resa tra le parti, concernente RIMBORSO SPESE LEGALI SOPPORTATE PER LA PROPRIA DIFESA.   Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Regione Marche; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 11 maggio 2010 il Cons. Marco Lipari e uditi per le parti gli avvocati Di Stasio e De Berardinis; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO e DIRITTO All’odierna camera di consiglio, le parti sono state ritualmente avvisate della opportunità di definire, in sede cautelare, il merito del presente appello. La sentenza impugnata ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in relazione alla domanda proposta dall’attuale appellante, ex dipendente della Regione Marche, volta a contestare la determinazione adottata dall’amministrazione di appartenenza, per la ripetizione delle somme liquidate all’interessato, a titolo di rimborso delle spese legali sostenute nell’ambito di un giudizio di responsabilità amministrativa, dinanzi alla Corte dei Conti, concluso con atto di archiviazione. Secondo il TAR, la presente controversia “dà luogo ad un’ordinaria causa di lavoro contro gli atti del procedimento di recupero, da parte della Regione, di somme erogate indebitamente, ad un proprio dipendente, in costanza e in esecuzione del rapporto lavorativo.” “Di conseguenza la relativa giurisdizione appartiene al Tribunale Civile competente per territorio in funzione di giudice del lavoro (cfr. Cass. civile, Sez. Un., 13.2.2008 n. 3413; T.A.R. Lazio Latina, 15.11.2007 n. 1232).” “Al riguardo deve considerarsi irrilevante la circostanza che il ricorrente, al momento di avvio della procedura di ripetizione del preteso indebito, si trovava in pensione, poiché analoga procedura, che presuppone l’esercizio di analoghi poteri, sarebbe stata comunque attivata dall’Amministrazione regionale anche in costanza di rapporto lavorativo; rapporto che rappresenta il presupposto del preteso diritto, qui azionato, al rimborso delle spese legali a favore dei dipendenti sottoposti a giudizio di responsabilità.” L’appello, che critica analiticamente la pronuncia declinatoria della giurisdizione, è infondato. L’appellante non contesta la premessa secondo cui, in linea generale, le questioni riguardanti il rimborso delle spese legali sostenute da un dipendente pubblico attengono alla gestione del rapporto di lavoro. Sostiene, però, che, nel caso concreto, la Regione Marche avrebbe posto in essere un’azione “squisitamente autoritativa”. Pertanto, a suo dire, la controversia in oggetto riguarderebbe interessi legittimi e non diritti soggettivi, affidati alla cognizione del giudice ordinario. La tesi non è condivisibile. La giurisdizione ordinaria resta ferma anche nel caso in cui la domanda miri a contestare una determinazione dell’amministrazione adottata in via di “autotutela”, purché essa risulti oggettivamente correlata alla gestione del rapporto di lavoro. Nel caso di specie, peraltro, l’atto contestato non costituisce esercizio di un potere autoritativo, ma rappresenta l’espressione di un’attività svolta dall’amministrazione nell’ambito dei poteri del privato datore di lavoro (Cassazione civile , sez. un., 17 novembre 2008 , n. 27305; Cassazione civile , sez. un., 18 marzo 2004 , n. 5501) e si collega alla gestione dei rapporti patrimoniali con un dipendente.. La giurisdizione ordinaria non viene meno, poi, nemmeno nel caso in cui l’amministrazione abbia avviato una procedura coattiva di riscossione, per la realizzazione del proprio diritto di credito. Infatti, anche in tale ipotesi, la controversia riguarda il diritto soggettivo fatto valere dall’interessato, correlato al rapporto di lavoro e incentrato sulla pretesa a non dover sostenere le spese legali sostenute nell’ambito del giudizio contabile (Cassazione civile, sez. un., 11 marzo 2005, n. 5332). In definitiva, quindi, l’appello deve essere respinto. Le spese possono essere compensate. P.Q.M. Respinge l’appello. Spese compensate; Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 maggio 2010 con l'intervento dei Signori: Calogero Piscitello, Presidente Filoreto D'Agostino, Consigliere Marco Lipari, Consigliere, Estensore Francesco Caringella, Consigliere Nicola Russo, Consigliere L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Il Segretario