AMBITO DI APPLICAZIONE COMMA 28, ART. 2, LEGGE N. 244/2007



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  Lombardia         SCHEMA DI DELIBERAZIONE   Oggetto: applicazione dell’art. 2, comma 28, legge n. 244/2007.   Relazione   Ponendosi finalità di “semplificazione della varietà e della diversità delle forme associative comunali e del processo di riorganizzazione sovraccomunale dei servizi, delle funzioni e delle strutture” l’art. 2, comma 28 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 viene a incidere in modo significativo sull’ordinamento degli Enti locali. Data la rilevanza che detta disposizione assume circa l’autonomia decisionale dei Comuni rispetto alle modalità di gestione dei servizi e di espletamento delle funzioni, per una sua corretta applicazione si pone la necessità di valutare attentamente la portata della norma e il suo corretto inserimento nel contesto legislativo vigente. Tre sono le considerazioni di cui il Consiglio comunale deve tener conto per deliberare in materia: -         L’art. 117, comma 6 della Costituzione della Repubblica sancisce che “… i Comuni, le Province e le città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite”. Si tratta di un principio fondamentale, che garantisce l’autonomia decisionale degli Enti locali circa le forme e le modalità di erogazione dei servizi e di svolgimento delle funzioni, nel rispetto, ovviamente, delle normative vigenti in materia; -         l’art. 1, comma 4 del Testo unico sull’ordinamento degli Enti locali, di cui al D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, prescrive che “ai sensi dell’art. 128 della Costituzione le leggi della Repubblica non possono introdurre deroghe al presente testo unico se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni”. Tale normativa continua a porsi alla stregua di principio di ordine generale in materia di ordinamento degli Enti locali anche se la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (art. 9, comma 2) ha abrogato il suddetto art. 128. Poiché la legge costituzionale n. 3/2001 è tesa ad ampliare – e non a comprimere – il livello di autonomia degli Enti locali, deve ritenersi che permanga l’obbligo per il legislatore di modificare o derogare in modo espresso alle disposizioni di cui al D.lgs. n. 267/2000. -         l'art. 2, comma 28 della legge n. 244/2007 interviene in una materia – quella delle forme associative tra gli Enti locali – che l’art. 4, comma 3 del D.lgs. n. 267/2000 affida alla competenza regionale (“La legge regionale indica i principi della cooperazione dei Comuni e delle Province tra loro e con la Regione, al fine di realizzare un efficiente sistema delle Autonomie locali al servizio dello sviluppo economico sociale e civile”). La Regione Lombardia, se da un lato non ha mai dato corso a quanto previsto dal comma 3, art. 33 del D.lgs.  n. 267/2000 (“Le Regioni predispongono, concordandolo con i Comuni nelle apposite sedi concertative,  un programma di individuazione degli ambiti per la gestione associata sovraccomunale di funzioni e servizi …”), dall’altro – con la L.R. 27 gennaio 2008, n. 19 (art. 17) – è intervenuta nella materia prescrivendo che: a)      per ogni funzione o servizio il Comune può partecipare ad un’unica forma associativa; b)      ogni Comune può aderire ad una sola Unione di Comuni; c)      per l’esercizio associato di funzioni o servizi i Comuni possono scegliere le tipologie di aggregazione “in base all’adeguatezza territoriale della funzione e del servizio, anche aderendo a più forme associative”.   Alla luce delle considerazioni sopra esposte si ritiene che l’attuale adesione del Comune a diverse modalità di cooperazione sovracomunale sia rispettosa delle normative in essere e non richieda alcun intervento rispetto alle forme associative previste dagli artt. 31, 32 e 33 del D.lgs. n. 267/2000 cui il Comune aderisce. Il Consiglio comunale   -         udita la relazione introduttiva e fattala propria; -         visto l’art. 117, comma 6 della Costituzione; -         atteso che l’art. 2, comma 28 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 non prevede una deroga espressa ovvero un’esplicita modifica alle disposizioni di cui al D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, e che quindi, ai sensi dell’art. 1, comma 4 del Tuel, l’art. 2, comma 28 della legge n. 244/2007 non può ampliare il divieto già previsto dall’art. 31, comma 6 del D.lgs. n. 267/2000 di costituire più di un consorzio tra gli stessi Enti locali per gli stessi servizi o funzioni, ma si limita a sanzionare la violazione di tale divieto; -         considerato che la Regione Lombardia, in attuazione del combinato disposto degli artt. 4, comma 4 e 33, comma 4 del D.lgs. n. 267/2000, è intervenuta con L.R. 27 giugno 2008, n. 19 , definendo che per l’esercizio associato di funzioni e servizi i Comuni possono scegliere le tipologie di aggregazione “in base all’adeguatezza territoriale della funzione e del servizio, anche aderendo a più forme associative”. -         dato atto che, ai sensi dell’art. 49 del D.lgs. n. 267/2000 sono stati richiesti e formalmente acquisiti agli atti i pareri in ordine alla regolarità tecnica e contabile del presente atto   delibera   di dare atto che le forme associative previste dagli artt. 31, 32 e 33 del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, cui il Comune aderisce: -         hanno come scopo statutario lo svolgimento di funzioni e servizi diversi l’uno dall’altro; -         hanno ambiti territoriali non coincidenti, e che, pertanto, l’art. 2 comma 28 non presenta incidenza o rilevanza per il Comune.