ANAGRAFE: COLLEGAMENTI ON-LINE



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CONTRASTO DEI CASI DI TURBATIVE DI GARA



































































































Ministero dell’Interno Ministero dell’Interno Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali Direzione Centrale per i Servizi Demografici Prot. n. 04002903-15100/340 Roma, OGGETTO: Collegamento on-line della Banca d'Italia con l'anagrafe comunale per le finalità di cui all’art. 71 del D.P.R. 445/2000. L'art. 34 del D.P.R. 30.5.1989, n. 223, consente il rilascio, anche periodico, di elenchi degli iscritti nell'anagrafe della popolazione residente alle amministrazioni pubbliche che ne facciano richiesta per esclusivo uso di pubblica utilità. L'art. 37 del medesimo D.P.R. fa divieto, alle persone estranee all'ufficio di anagrafe, di accedere a tale ufficio e di consultare direttamente gli atti anagrafici, escludendo, da detto divieto, le persone appositamente incaricate dall'autorità giudiziaria e gli appartenenti alle forze dell'ordine ed al Corpo di Guardia di Finanza che ne facciano apposita richiesta. Gli stessi soggetti possono essere anche autorizzati dal Comune a collegarsi, tramite terminale, alle anagrafi dotate di elaboratori elettronici. La successiva legge n. 63 del 17.3.1993, all'art. 2, estende la possibilità di attivazione dei collegamenti telematici con gli uffici anagrafici comunali a tutti gli organismi che esercitano attività di prelievo contributivo e fiscale, che erogano servizi di pubblica utilità o preposti all'informazione statistica pubblica, con l'osservanza dei princìpi di cui al D.P.C.M. 5.5.1994. In particolare, l'art. 4, comma 3, del D.P.C.M. citato, dispone che "…i dati, oggetto di scambio, devono rispondere alle esigenze degli adempimenti istituzionali dei singoli organismi e vengono definiti con provvedimenti degli organismi interessati…". E’ da considerare inoltre, da un lato, che in base al R.D. legge del 12 marzo 1936, n. 375, convertito nella legge 7 marzo 1938, n. 441, e al successivo statuto approvato con R.D. 11.6.1936, n. 1067, alla Banca d’Italia è stata riconosciuta la qualifica di Istituto di Diritto Pubblico e, dall’altro, che a tale istituto la normativa attribuisce funzioni fondamentali in materia di economia (cfr. emissione carta moneta, servizi tesoreria dello Stato, variazioni del tasso ufficiale). Alla luce della normativa suddetta e delle disposizioni dettate a tutela della riservatezza (decreto legislativo n. 196/2003) e di quelle previste per gli accertamenti di ufficio (D.P.R. n. 445/2000) e fermo restando che non è consentito in nessun caso il trasferimento dell'anagrafe presso enti diversi dal Comune, si ritiene che la richiesta di accesso all'archivio dei residenti avanzata dalla Banca d'Italia, potrà essere soddisfatta, di volta in volta, con il rilascio di elenchi e di supporti magnetici contenenti i soli dati strettamente necessari allo svolgimento delle attività istituzionalmente affidategli. Da ultimo, si richiama l'attenzione sulla circolare M.I.D.C.S.D. n. 3(2002) del 25.2.2002. IL DIRETTORE CENTRALE (Ciclosi) CG/rp.143-B(1,2) - 07.04.04   ......