ANCHE IL COSTO DEL LAVORO PER VALUTARE L'OFFERTA ANOMALA



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Uso delle entrate per cassa aventi specifica destinazione



































































































N N. 03807/2011REG.PROV.COLL. N. 06759/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso in appello iscritto al numero di registro generale 6759 del 2010, proposto da: AMA S.P.A., in personale del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dall'avv. Damiano Lipani, con domicilio eletto presso l’avv. Damiano Lipani in Roma, via Vittoria Colonna, n. 40; contro ROMA MULTISERVIZI S.P.A., in proprio e quale capogruppo mandataria della costituenda A.T.I. con Caldani s.r.l., in persona del legale rappresentante in carica, nonché CALDANI S.R.L., in proprio e quale mandante della costituenda A.T.I. con Roma Multiservizi S.p.A., in persona del legale rappresentante in carica, entrambe rappresentate e difese dagli avv. Francesco Lilli, Stefano Baccolini e Andrea Manzi, con domicilio eletto presso l’avv. Francesco Lilli in Roma, via di Val Fiorita, n. 90; nei confronti di CONSORZIO FORMULA AMBIENTE SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE, in proprio e quale capogruppo della costituenda A.T.I, con ECOFLORA 2 S.R.L., nonché quest’ultima, ognuna in persona del proprio legale rappresentante in carica, non costituite in giudizio; per la riforma della sentenza del T.A.R. LAZIO – ROMA, Sez. II ter, n. 18980 del 18 giugno 2010, resa tra le parti, concernente APPALTO SERVIZIO DI DECORO E MANUTENZIONE DEL VERDE PUBBLICO NEI CIMITERI CAPITOLINI PER UN PERIODO DI TRENTASEI MESI;   Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Roma Multiservizi Spa, in proprio e quale capogruppo mandataria del Raggruppamento temporaneo di imprese con Caldani Srl, e di quest’ultima; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 14 gennaio 2011 il Cons. Carlo Saltelli e uditi per le parti gli avvocati Lipani, Baccolini e Manzi; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.   FATTO 1. AMA S.p.A. con avviso pubblicato sulla G.U.C.E. in data 13 marzo 2009 indiceva una gara a procedura aperta per l’affidamento del “Servizio decoro e manutenzione del verde pubblico nei cimiteri capitolini per un periodo di 36 mesi”, da aggiudicarsi col sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa. All’esito della gara il servizio veniva aggiudicato, prima provvisoriamente e poi definitivamente, alla costituenda A.T.I. tra il Consorzio Formula Ambiente Società Cooperativa Sociale e Ecoflora 2 s.r.l., la cui offerta aveva conseguito complessivamente punti 73,195 (punti 25,00 per la parte tecnica e punti 48,195 per quella economica). 2. Roma Multiservizi S.p.A. e Caldani s.r.l., che in costituenda A.T.I. Roma Multiservizi avevano partecipato alla predetta gara, classificandosi al secondo posto con punti 70,216 (di cui 40 per l’offerta tecnica e 30,126 per quella economica), chiedevano al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio l’annullamento delle note con le quali era stato loro reso noto l’esito della gara in questione, deducendone l’illegittimità alla stregua di due motivi di censura, entrambi imperniati sulla violazione e falsa applicazione degli articoli 86 ss. del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, eccesso di potere, illogicità manifesta, difetto di istruttoria, ingiustizia, e sviamento, e avanzando domanda di risarcimento dei danni subiti: in sintesi lamentavano l’illegittimità e l’erroneità della valutazione dell’anomalia dell’offerta dell’aggiudicataria, nonché l’inaffidabilità della stessa, erroneamente non apprezzata dall’amministrazione, essendo essa, a loro avviso, del tutto insufficiente a coprire integralmente i costi del personale impiegato nell’esecuzione dell’appalto in ragione delle ore di lavoro necessarie e dei minimi retributivi fissati dalla contrattazione collettiva di settore. L’A.T.I. controinteressata (tra Consorzio Formula Ambiente Società Cooperativa Sociale e Ecoflora 2 s.r.l.), oltre a costituirsi in giudizio per resistere all’avversa domanda giudiziale, spiegava ricorso incidentale, chiedendo l’annullamento degli stessi atti già impugnati in via principale, nella parte in cui non era stata disposta l’esclusione dalla gara dell’A.T.I. Roma Multiservizi, giacché quest’ultima, in quanto società affidataria diretta di servizi pubblici, non avrebbero potuto neppure partecipare a procedure ad evidenza pubblica ai sensi dell’art. 23 bis del decreto – legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 25 giugno 2008, n. 133. L’A.T.I. Roma Multiservizi proponeva poi motivi aggiunti, chiedendo l’annullamento anche della determina dell’amministratore delegato di AMA S.p.A. n. 271 del 19 ottobre 2009, recante l’aggiudicazione definitiva dell’appalto in questione alla costituenda A.T.I. Consorzio Formula Ambiente Società Cooperativa Sociale e Ecoflora 2 s.r.l., denunciandone l’illegittimità per violazione dei principi del giusto procedimento, violazione degli artt. 87 e 88 del D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, eccesso di potere nella forma del travisamento, dell’erronea valutazione, interpretazione ed applicazione dei presupposti, violazione del principio di par condicio dei concorrenti, reiterando sostanzialmente le censure sollevate col ricorso principale ed osservando in particolare che le giustificazioni fornite dall’A.T.I. aggiudicataria erano state erroneamente valutate in maniera positiva dall’amministrazione appaltante. 3. L’adito tribunale, sez. II ter, con la sentenza 18980 del 18 giugno 2010, disposta una verificazione in relazione alle denunciate anomalie dell’offerta presentata dall’A.T.I. aggiudicataria, dopo aver respinto il ricorso incidentale per infondatezza della censura con esso sollevata, ha accolto il ricorso principale, ritenendo, sulla scorta delle conclusioni della relazione di verificazione, effettivamente incongrua l’offerta presentata dall’A.T.I. aggiudicataria in riferimento al costo della mano d’opera non conforme alla disciplina vigente, tanto più che non potevano condividersi le argomentazioni sviluppate nel corso del procedimento di verifica dell’anomalia circa il cumulo degli sgravi contributivi per l’utilizzazione di lavoratori svantaggiati; è stata altresì respinta la domanda di risarcimento del danno. 4. Con atto di appello notificato a mezzo del servizio postale il 16 luglio 2010 AMA S.p.A. ha chiesto la riforma di tale sentenza, lamentandone l’erroneità e l’ingiustizia all......