ANCHE LA T.I.A. E' UN TRIBUTO



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ANCHE LE CORNICI SONO UN MEZZO PUBBLICITARIO



































































































La tariffa di igiene ambientale è un tributo La tariffa di igiene ambientale è un tributo (commento a cura di Esatri informa)   E’ quanto si può rilevare dal contenuto di alcune sentenze di Commissioni tributarie provinciali, chiamate a pronunciarsi su ricorsi di soggetti ai quali erano state notificate fatture relative  alla tassa di igiene ambientale. La problematica sulla natura giuridica della T.I.A. è tema assai dibattuto alla base della soluzione di rilevanti questioni, come l’individuazione dell’autorità titolare della giurisdizione sulle relative controversie e l’assoggettamento della stessa all’Iva. Su tale punto sono utili alcune osservazioni. Innanzitutto occorre considerare che per tradizione amministrativa la tariffa costituisce il corrispettivo per la prestazione di un pubblico servizio liberamente richiesto, mentre la tassa costituisce il contributo alla spesa sostenuta dall’Ente per la gestione di un servizio pubblico. Confrontando le norme di legge da cui traggono origine le rispettive obbligazioni appare alquanto discutibile il carattere privato della tariffa. L’art. 62, comma 1 del D.lgs. 15-11-1993, n. 507 recita, infatti, che la Tarsu è dovuta per l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree verdi, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato. Per l’art. 49, comma 3 del D.lgs. 5-2-1997, n. 22, la tariffa deve essere applicata nei confronti di chiunque occupi oppure conduca locali o aree scoperte ad uso privato non costituenti accessorio o pertinenza dei locali medesimi, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale. Si deve concludere che la tariffa è una prestazione pecuniaria imposta per legge, diretta al finanziamento di un servizio pubblico qual è la gestione dei rifiuti. La raccolta dei rifiuti soliti urbani costituisce per il Comune un obbligo e, per tale prestazione, il cittadino è tenuto al pagamento di un tributo, dovuto indipendentemente dal fatto che l’utente utilizzi o meno il servizio. La funzione di tale tributo è quella di procacciare i mezzi necessari alla realizzazione delle finalità istituzionali del Comune e che, di riflesso, deve essere applicato uniformemente nei confronti di coloro che la legge individua quali soggetti passivi. Insomma, anche la tariffa è un tributo, sebbene la legge non abbia predisposto la struttura normativa tipica del tributo stesso (obblighi di dichiarazione e poteri autoritativi di accertamento). Chiarificatrice al riguardo risulta essere la sentenza 2-9-2004, n. 27/1/04, con la quale la CTP di Lucca, riprendendo le conclusioni  emesse dalla Commissioni tributaria provinciale di Venezia nella sentenza n. 5 del 28-2-2004, afferma che la tariffa di igiene ambientale ha natura tributaria: infatti la fonte dell’obbligazione tra le parti deriva dalla legge. Il servizio deve essere erogato obbligatoriamente dal Comune e l’importo della tariffa deve riguardare tutto il costo del servizio erogato. Il prelievo imposto, quindi, per il finanziamento del servizio, comunque lo si chiami, assume i caratteri che la dottrina ha sempre attribuito alla tassa; inoltre, la determinazione della tariffa avviene in via unilaterale, attraverso un atto amministrativo del Comune ed è altresì caratterizzata da procedure di riscossione proprie dei tributi; la riscossione della tariffa può infatti esere effettuata anche tramite ruolo secondo le disposizioni del DPR n. 602/1973. L’ulteriore previsione del mantenimento in vigore del tributo provinciale anche per la tariffa di igiene ambientale e la non applicabilità dell’Iva sono poi le ulteriori circostanze riportate dalla Commissione tributaria provinciale a conferma della propria decisione. ......