ANCORA SUL DIRITTO DI ACCESSO DEI CONSIGLIERI



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DANNO ERARIALE PER APPROPRIAZIONE INDEBITA



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                N.  2716/04 REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                    N. 4608 REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,  Sezione Quinta,          ANNO  2003  ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 4608/2003, proposto dal Comune di Villasor, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dagli avv.ti Massimo Fenza, Antonello Rossi e Giorgio Vasi, con i quali è elettivamente domiciliato in Roma, via Sardegna, n. 29 (studio avv. Giorgio Vasi), giusta procura a margine del ricorso, conferita in conformità alla delibera della Giunta comunale 12 maggio 2003, n. 102; contro il sig. Sergio Serra, costituitosi in proprio, senza l’assistenza di legale; e nei confronti dei sig.ri Efisio Meloni e Walter Marongiu, non costituitisi; per l’annullamento e/o la riforma della sentenza del T.A.R. Sardegna n. 495/03 del 12 marzo 2003, depositata il 29 aprile 2003; Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’appellato Sergio Serra; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 27 gennaio 2004, relatrice cons. Rosalia Maria Pietronilla Bellavia, udito l’avv. Vasi; Ritenuto e considerato, in fatto ed in diritto, quanto segue: FATTO e DIRITTO I°- Sul piano pregiudiziale, va osservato che l’appellato, sig. Sergio Serra, si è costituito in giudizio in proprio, senza l’assistenza di legale. Ciò posto, va precisato che, a norma dell’art. 6 del R.D. 17 agosto 1907, n. 642, il ricorso davanti al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale deve “contenere…. la sottoscrizione delle parti o di una di esse e dell’avvocato ammesso al patrocinio in Corte di cassazione, ovvero del solo avvocato, indicandosi, in questo caso, la data del mandato speciale”. In tale situazione di fatto e di diritto, la costituzione del sig. Sergio Serra risulta inammissibile e lo stesso va, conseguentemente, estromesso dal presente procedimento. II°- Circa il merito del ricorso in appello si considera quanto appresso. Con la sentenza n. 495/03 del 12 marzo 2003, depositata il 29 aprile 2003, il T.A.R. Sardegna ha accolto il ricorso del predetto sig. Sergio Serra contro l’omessa esibizione di atti ed il mancato rilascio delle relative copie da parte del Comune di Villasor, da esso richiesti, con varie istanze, nella sua veste di consigliere comunale, ed ha, conseguentemente, ordinato al menzionato Comune di esibire al ricorrente i documenti indicati nelle sue domande e di rilasciargli le copie richieste. Contro tale sentenza è diretto il presente ricorso in appello, proposto dal Comune di Villasor. III°- In punto di fatto, si precisa che il sig. Sergio Serra davanti al T.A.R. aveva impugnato il provvedimento del Vice-Segretario del Comune di Villasor 20 dicembre 2002, n. 11609, con il quale, a riscontro di alcune sue domande di accesso ad atti del Comune con rilascio delle relative copie, gli era stata comunicata l’impossibilità di esaudire tali sue richieste, salvo ad assumere qualificato personale “ad hoc” e che, comunque, la motivazione delle sue istanze (“espletamento di mandato”) non era sufficiente a consentire il rilascio o la presa visione di atti, specie se riguardanti dati sensibili, quali i cedolini paga. Con lo stesso provvedimento è stato, poi, fatto presente al richiedente che, in attesa di apposito Regolamento, necessario per stabilire le precise fattispecie di diniego e quelle di accoglimento e fino a quando le relative istanze non fossero state giustificate da motivazioni specifiche e dettagliate, non gli sarebbero state rilasciate copie di atti. Infine, con il medesimo provvedimento, l’istante è stato informato che, per le esposte motivazioni, non gli venivano trasmesse le copie delle determinazioni adottate dai responsabili dei servizi, delle quali, comunque, gli sarebbe stato trasmesso l’elenco, e che, inoltre, gli sarebbero stati trasmessi gli atti adottati dalla Giunta comunale e dal Consiglio comunale. Il ricorrente, nell’impugnare l’illustrato provvedimento, aveva anche chiesto al T.A.R. l’accertamento del diritto di accesso e la condanna dell’Amministrazione comunale ad esibirgli gli atti da lui richiesti, con rilascio delle relative copie. Il T.A.R. ha giudicato il ricorso fondato, a norma dell’art. 43, comma 2, del D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267, e del Regolamento comunale vigente all’epoca dell’emissione dell’atto impugnato e atteso, altresì, che il diritto di accesso non può essere negato sulla base di difficoltà materiali ad eseguire la relativa incombenza. IV°- L’appellante, con il primo mezzo di gravame, assume che il T.A.R. avrebbe errato nel ritenere il diritto di accesso dei consiglieri comunali non sottoposto ad alcun limite, trattandosi di diritto riconosciuto nell’ambito dell’utilità all’espletamento del mandato, come precisato nell’art. 43, comma 2, del D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267. Secondo l’appellante, il diritto di accesso dei consiglieri comunali troverebbe, comunque, un argine nei diritti tutelati dall’ordinamento. Sempre secondo l’appellante, anche in base al Regolamento comunale il diritto di accesso troverebbe un limite, per motivi di riservatezza, nei casi specificati nell’art. 10. Donde, ad avviso dell’appellante, l’erroneità dell’impugnata sentenza laddove vi è stato affermato che il diniego di accesso al consigliere comunale Sergio Serra gli sarebbe stato negato senza legittime giustificazioni. Tali prospettate tesi difensive mancano di fondamento. La “subiecta materia “ è disciplinata dall’art. 43 del D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267, che individua i diritti dei consiglieri comunali e provinciali connessi all’espletamento della loro carica. Per quanto qui interessa, il citato art. 43, al comma 2, statuisce: “I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge”. Dal contenuto di tale norma emerge chiaramente che i consiglieri comunali hanno diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento del loro mandato, senza alcuna limitazione. Dal contenuto della stessa norma consegue, altresì, che una richiesta di accesso avanzata da un consigliere comunale a motivo dell’espletamento del proprio mandato risulta congruamente motivata e non può essere disattesa dall’Amministrazione. Poiché la surriportata norma attribuisce il diritto ai consiglieri comunali di chiedere i documenti ravvisati utili all’espletamento del mandato, la precisazione che la richiesta di accesso è avanzata per l’espletamento del mandato basta a giustificarla, senza che occorra alcuna ulteriore precisazione circa le specifiche ragioni della richiesta. ......