ANNULLAMENTO AUTORIZZAZIONE PAESISTICA



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Entità incentivi ai dipendenti su pratiche condono edilizio



































































































N N. 00371/2011REG.PROV.COLL. N. 04621/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 4621 del 2010, proposto da: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggio e Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Napoli e provincia, rappresentati e difesi dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; contro Pasquale D'Avino, Maria Teresa Pastore, rappresentati e difesi dall'avv. Jacopo Fronzoni, con domicilio eletto presso Michele Carrelli Palombi in Roma, via San Nicola De Cesarini, 3; nei confronti di Comune di Anacapri; per la riforma della sentenza del T.A.R. CAMPANIA - NAPOLI: SEZIONE VI n. 01871/2009, resa tra le parti, concernente AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA   Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Pasquale D'Avino e di Maria Teresa Pastore; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 novembre 2010 il Cons. Roberto Giovagnoli e uditi per le parti l’avvocato dello Stato De Felice, e l’avvocato De Luca per delega di Fronzoni.; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO e DIRITTO 1). Con la sentenza di estremi indicati in epigrafe il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, in accoglimento di ricorso proposto da D'Avino Pasquale e Pastore Maria Teresa, disponeva l’annullamento del decreto dalla Soprintendenza per i beni architettonici, per il paesaggio e per il patrimonio artistico e etnoantropologico di Napoli e provincia con il quale - nell’ esercizio dei poteri previsti dal regime transitorio di cui all’art. 159 d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 - era stata dichiarata l’ illegittimità e in conseguenza annullata l’autorizzazione paesaggistica n. 5946 del 15 aprile 2008 rilasciata dal Comune di Anacapri di assentimento dell’autorizzazione alla realizzazione di una piscina nella villa dei ricorrenti, anche mediante eliminazione di parte della pavimentazione esistente, in Anacapri, alla via III traversa Dinaro n. 11. L’annullamento della Soprintendenza è motivato sul rilievo del contrasto dell’opera con le previsioni stabilite per la “zona di protezione integrale con restauro pesistico/ambientale” (P.I.R.). Avverso detta sentenza ha proposto appello il Ministero per i beni e le attività culturali per i seguenti motivi: - la realizzazione di un manufatto, ancorché interrato e non costituente volumetria, integra una costruzione edilizia a tutti gli effetti, non equiparabile ad un intervento di mera riqualificazione estetica; - sussiste contrasto dei lavori con l’ art. 9 del P.t.p. dell’ isola di Capri, che in tutte le zone interessate dal piano prevede la possibilità di inserimento di “elementi architettonici tipici e tradizionali del luogo che non costituiscano nuove volumetrie”; - l’ art. 11.3 del P.t.p. ammette i soli “interventi volti alla conservazione del verde agricolo residuale; gli interventi per la ricostituzione del verde secondo l’ applicazione di principi fitosociologici, che rispettino i principi dinamico evolutivi e della potenzialità della vegetazione dell’ area”; - la sottrazione del verde in zona di protezione integrale (P.I.) non può essere compensata, in misura eguale e corrispondente, con la destinazione a verde di un’ area già pavimentata compresa in zona R.U.A., che presenta maggiore antropizzazione ed è soggetta a un regime di tutela meno incisivo. All’ udienza del 5 novembre 2010 il ricorso è stato trattenuto per la decisione. 2). Si verte qui in appello dell’atto di annullamento – disposto nel 2008 dalla Soprintendenza per i beni architettonici, per il paesaggio e per il patrimonio artistico e etnoantropologico di Napoli e Provincia nell’esercizio dei poteri previsti dal regime transitorio dell’art. 159 d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – di un’autorizzazione paesaggistica, due volte rilasciata dal Comune di Anapri per la realizzazione di una piscina in area classificata come “zona di protezione integrale con restauro pesistico/ambientale” (P.I.R.) dal Piano territoriale paesistico (P.t.p.) di Capri e Anacapri. Con la sentenza qui appellata dall’Amministrazione, il Tribunale amministrativo regionale per la Campania ha accolto il ricorso del proprietario e annullato l’atto del Soprintendente, ritenendo che non esservi contrasto tra le prescrizioni del P.t.p. e l’intervento. Infatti questo non rientra tra gli interventi non consentiti, perché non comporta aumento di volume o modifiche dell’andamento del terreno: Anzi, si tratta di intervento ammesso in tutte le zone ai sensi dell’art. 9 delle Norme di Attuazione del P.t.p., perché di riqualificazione estetica degli immobili e delle aree pertinenziali. Né comporta eliminazione di essenze arboree e migliora significativamente l’impatto ambientale fortemente degradato, ed è insuscettibile di verticalizzazione e occlusione di visioni prospettiche d’insieme. L’Amministrazione nell’appello contesta tali assunti e ribadisce il contrasto dell’opera con le prescrizioni del Piano territoriale paesistico. L’ appello è fondato. 2.1). Il Piano territoriale paesistico (P.t.p.) di Capri ed Anacapri - approvato con d.m. 8 febbraio 1999 ai sensi dell’art. 1-bis, secondo comma, l. 8 agosto 1985, n. 431 - detta puntuali disposizioni di tutela del territorio dell’isola, per il suo speciale pregio paesaggistico già sottoposto alla norma di salvaguardia dell’art. 1-quinquies della stessa l. n. 431 del 1985, dallo stretto vincolo di inedificabilità. Queste disposizioni di “specifica normativa d’uso e di valorizzazione” (cfr. art. 1-bis l. n. 431 del 1985) del Piano – che hanno sostituito quel regime cautelativo provvisorio - manifestano, in ragione del particolare valore paesaggistico dell’isola e delle sue componenti (valutato nel suo insieme e non più episodicamente, mediante una considerazione previa e obiettiva, integrale e globale del contesto tutelato e della tollerabilità delle trasformazioni future), limiti rigorosi e generali alla valutazione concreta di compatibilità degli interventi modificativi dell’assetto dei luoghi. Per ciò che attiene all’uso, cioè alla trasformazione del territorio, il Piano paesistico ha del resto la sua funzione precipua nell’individuare in negativo gli interventi che, per l’inconciliabilità con il contesto, sono in posizione di incompatibilità assoluta con i valori salvaguardati dal vincolo; e per questi introduce un regime di immodificabilità per zone, o per categorie di opere reputate comunque incompatibili con i valori protetti, dunque non realizzabili (cfr. Cons. Stato, ......