ANNULLAMENTO D'UFFICIO DELLA AGGIUDICAZIONE DI UN APPLATO



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Diritto di superficie/diritto di proprietà



































































































N N. 3997/2002 Reg. Dec. N. 6770 Reg. Ric. Anno 2001 R  E  P  U  B  B  L  I  C  A     I  T  A  L  I  A  N  A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO             Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso iscritto al n.r.g. 6770/2001 proposto dal Consorzio Nazionale di Cooperative di Produzione e Lavoro “Lavoro, Patria e Famiglia”, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Ferdinanzo Scotto e Aniello Mele, elettivamente domiciliato in Roma, via Giuseppe Mercalli n. 13, presso Gianmarco Grez; contro lo I.A.C.P., Istituto Autonomo Case Popolari, della Provincia di Benevento, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Mario Chiusolo e Pierpaolo Forte, domiciliato - ai sensi dell’art. 35, II comma, R.D. 26.6.1924, n. 1054 - presso la Segreteria di questa Sezione; per l’annullamento della sentenza del T.A.R. Campania, Sezione I, 30.3.2001, n. 1428. Visto il ricorso, con i relativi allegati; Visti gli atti tutti del giudizio; Relatore, all’udienza del 18 dicembre 2001, il Consigliere Ermanno de Francisco; Uditi altresì i difensori costituiti, come da verbale d’udienza; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. FATTO Viene in decisione l’appello avverso la sentenza indicata in epigrafe, che ha respinto il ricorso dell’odierno appellate avverso la determina n. 86 del 13.11.2000, con la quale il Direttore generale dello I.A.C.P. di Benevento ha annullato la determina del Presidente della giuria di gara del 23.3.1999, di aggiudicazione della gara di appalto per la costruzione di una scuola elementare con annesso asilo nido in Benevento, località Pace Vecchia, in favore del Consorzio ricorrente ed ha ritenuto inefficace e privo di ogni effetto il contratto di appalto stipulato in data 13 luglio 1999, rep. n. 4675; nonché avverso ogni altro atto o provvedimento preordinato, collegato, connesso e conseguente lesivo degli interessi del ricorrente, ivi incluse le relazioni del D.L., del progettista e del Presidente della commissione di gara, di estremi ignoti. All’odierna udienza la causa è stata trattenuta in decisione. DIRITTO 1. – Questo, in breve, è stato l’antefatto della causa, per quale risultante dalla sentenza di primo grado e dall’atto impugnato. “La stazione appaltante ha ritenuto di dover annullare l’aggiudicazione sul rilievo che le offerte proposte dalle ditte partecipanti sarebbero state falsate …, risultando tutte, ivi inclusa quella aggiudicataria, riferite solo a una parte delle categorie di lavori necessarie a realizzare l’opera, mentre erano mancanti di quelle relative al … capitolo 1/S, costituente quasi il 20 % dell’appalto”, che è “relativo alle strutture in fondazioni ed elevazione nel corpo delle aule della scuola, per un ammontare di £ 775.163.633” (la base di gara era di oltre 5 miliardi di lire, il ribasso di aggiudicazione del 25,6 %). L’errore, che fu comune a tutti gli offerenti, era dovuto alla stessa S.A. che, nella lista delle categorie di lavori – inviata ai concorrenti ai sensi dell’art. 5 della legge 2 febbraio 1973, n. 14 – aveva “omesso, per mero errore materiale, l’intero capitolo 1/S”, di cui si è detto. “Nessuna delle imprese partecipanti ha fatto rilevare tale manifesto errore che poteva essere facilmente riscontrabile”; sicché lo I.A.C.P. – dato che “i ribassi offerti dalle imprese partecipanti non sono riferiti a tutte le categorie dei lavori costituenti il complesso dell'opera da realizzare, ma solo da una parte di essi” e “rilevato che negli appalti a misura, a differenza di quelli a corpo, il rischio della quantità dei lavori occorrenti per la esecuzione dell'opera grava sul committente e, di conseguenza, l'importo per la realizzazione di tutte le altre opere in c.a. è a carico di questo Ente” – autoannullava l’aggiudicazione, “rilevato che sussistono validi e legittimi motivi di interesse pubblico all’annullamento della gara e [a] provvedere ad un nuovo esperimento”. Il T.A.R. ha ravvisato un legittimo esercizio dei propri poteri di autotutela da parte dello I.A.C.P. di Benevento che, con l’atto qui impugnato, ha annullato l’aggiudicazione in favore del Consorzio ricorrente della gara per la costruzione dell’opera di cui alla narrativa che precede, nonostante i lavori fossero iniziati dal 28 giugno 1999. L’appellante propone quatto motivi di gravame: 1) error in iudicando; violazione e falsa applicazione artt. 7 e 10 L. 7.8.1990, n. 241; violazione dei principi del giusto procedimento; difetto assoluto di istruttoria; travisamento; 2) error in iudicando; violazione art. 25 L. 1.2.1994, n. 109; violazione L. 2.2.1973, n. 14; difetto di motivazione; contraddittorietà; perplessità dello iter logico-giuridico; superficialità dell’istruttoria; 3) violazione art. 26 L. 1034/1971; error  in procedendo; e......