ANNULLAMENTO DI GARA IN AUTOTUTELA



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Procedura per revoca CdA di una partecipata



































































































N N. 00780/2011REG.PROV.COLL. N. 08535/2009 REG.RIC. N. 09283/2009 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente SENTENZA sui ricorsi numero di registro generale 8535/2009 e 9283/2009, proposti dal Ministero delle Politiche Agricole, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato presso cui domicilia per legge in Roma, via dei Portoghesi 12, contro lo studio legale Biamonti, in proprio e quale mandatario dell’ATI con lo studio legale dell’Avv. Prof. Cesare Galli, con lo Studio Bufere, Pintò, Ruiz e del Valle, rappresentato e difeso dall'Avv. Mario Sanino, con domicilio eletto presso lo Studio Legale Sanino in Roma, viale Parioli 180, e lo studio legale Grieco e Associati, in proprio e quale mandatario dell’ATI con lo studio degli avv.ti Franzosi, Dal Negro, Pensato, Setti, rappresentato e difeso dall'avv. Franco Gaetano Scoca, con domicilio eletto presso lo stesso in Roma, via Giovanni Paisiello 55; per la riforma della sentenza del T.a.r. Lazio – Roma, Sezione seconda Ter, n. 6527 del 7 luglio 2009, resa tra le parti, concernente REVOCA AGGIUDICAZIONE GARA PERLA FORNITURA DI SERVIZI LEGALI – RISARCIMENTO DANNI; Visti i ricorsi in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio, con appello incidentale, dello studio legale Biamonti e dello studio legale Grieco e Associati, nelle qualità dianzi indicate; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore, nell'udienza pubblica del giorno 30 novembre 2010, il Cons. Paolo Buonvino; Uditi, per le parti, l’avv. dello Stato Urbani Neri, l’avv. Sanino e l'avv. Vetrò, per delega dell'avv. Scoca; Ritenuto e considerato, in fatto e diritto, quanto segue: FATTO e DIRITTO 1. Con la sentenza impugnata il TAR, previa riunione dei ricorsi nn. 9038/2008 e 1236/2009, ha dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo n. 9308/2009, ha respinto i relativi motivi aggiunti unitamente al ricorso n. 1236/2009 ed ha accolto la domanda di risarcimento del danno formulata in primo grado, con cui è stata dedotta la sussistenza di una responsabilità precontrattuale del Ministero delle Politiche agricole, condannando l’Amministrazione al pagamento di 30.000 euro, in favore di ciascuna associazione temporanea, ricorrente in primo grado. 2. Con il ricorso introduttivo n. 9308/2008, in particolare, proposto dallo studio legale Grieco e Associati, in proprio e nella qualità di mandataria dell’ATI con lo studio legale “Avvocati associati Franzosi, Dal Negro, Pensati, Setti” (nel prosieguo, ATI Grieco), è stato chiesto l’annullamento del provvedimento n. 004439 del 4 agosto 2008 con cui il Ministero intimato ha revocato l’aggiudicazione della gara per la fornitura di servizi legali relativi alla protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, con rifusione dei danni asseritamente patiti; con i relativi motivi aggiunti è stato chiesto l’annullamento del decreto n. 9698 del 27 novembre 2008 con cui il Capo del Dipartimento delle Politiche di sviluppo economico e rurale del Ministero intimato ha revocato, in via di autotutela, il bando di gara per la fornitura di servizi legali relativi alla protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche pubblicato sulla GUCE in data 17 febbraio 2007 e sulla GURI (Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana) del 2 marzo 2007. Con il ricorso n. 1236/2009, lo studio legale Biamonti, in proprio e nella qualità di mandataria dell’ATI con lo studio legale Galli e lo studio legale Bufere Pintò Ruiz & Del Valle (in seguito: ATI Biamonti), ha chiesto l’annullamento dell’anzidetto decreto n. 9698 del 27 novembre 2008, di tutti gli atti connessi, presupposti e consequenziali ed, in particolare, del parere dell’Avvocatura dello Stato n. 119799 del 15 ottobre 2008, oltre alla condanna del Ministero al risarcimento dei danni. Con bando pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana del 2 marzo 2007, il Ministero resistente (Dipartimento delle Politiche di sviluppo economico e rurale) aveva indetto una gara avente ad oggetto la fornitura (per la durata di un triennio e per un importo a base d’asta di euro 2.700.000,00) “dei servizi legali comprensivi di quelli di assistenza nelle procedure contenziose, relativi alla protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche in Italia, in Europa e nel mondo” (art. 1 del capitolato d’oneri), rivolta agli studi legali associati con le caratteristiche indicate nell’art. 5 del predetto capitolato (in particolare, erano ammessi a partecipare studi legali con un numero di associati, iscritti all’albo degli avvocati, non inferiore a venti alla data di pubblicazione del bando sulla GUCE, ovvero il 17 febbraio 2007). In un primo momento (30 maggio 2008), la gara era stata aggiudicata all’ATI ricorrente (ATI Grieco), ma, in seguito alle verifiche sul possesso dei requisiti previsti dal art. 5 del capitolato d’oneri (ovvero il numero di associati, iscritti all’albo degli avvocati, non inferiore a venti alla data di pubblicazione del bando sulla GUCE), il Ministero aveva revocato, con provvedimento n. 4439 del 4 agosto 2008, l’affidamento in favore dell’ATI Grieco ed aggiudicato il servizio alla seconda classificata, l’ATI Biamonti. In particolare, l’amministrazione resistente aveva ritenuto che la documentazione presentata, in sede di verifica, dall’ATI Grieco non fosse sufficiente a provare il possesso, alla data di pubblicazione del bando sulla GUCE (17 febbraio 2007), del requisito previsto dal citato art. 5 del capitolato d’oneri, relativo al numero minimo di associati (venti) iscritti all’albo degli avvocati. Di tale atto l'ATI Grieco ha chiesto l'annullamento ed, in via subordinata, la condanna del Ministero al risarcimento dei danni. A seguito dell’acquisizione, da parte del Ministero, del parere 15 ottobre 2008 dell’Avvocatura Generale dello Stato (con cui, dopo aver chiarito che la decisione di affidare il servizio di che trattasi a studi legali non rispettava l’art. 1 del R.D. n. 1611/1933, ha proposto allo stesso Dicastero di procedere alla revoca, in autotutela, del bando di gara), il Ministero stesso, con decreto n. 9608 del 27 novembre 2008, ha revocato il bando di gara in argomento; provvedimento, questo, impugnato dall’ATI studio legale Grieco con motivi aggiunti depositati in giudizio il 20 febbraio 2009. Con il ricorso RG n. 1236/2009, l’ATI studio legale Biamonti ha chiesto, a sua volta, l’annullamento del decreto n. 9698 del 27 novembre 2008 di revoca del bando di gara di che tratta......