ANNULLAMENTO DIA PREVIO AVVISO PREVENTIVO



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TERMINI PER L’IMPUGNATIVA DELLA CONCESSIONE EDILIZIA



































































































REPUBBLICA ITALIANA   REPUBBLICA ITALIANA N.              Reg.Sent. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Anno IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE N.         Reg.Ric. PER IL LAZIO - SEZIONE II ter Anno composta dai Signori: Consigliere                  Roberto           SCOGNAMIGLIO           Presidente Consigliere                  Paolo              RESTAINO                    Correlatore Consigliere                  Carlo               TAGLIENTI                   Relatore ha pronunciato la seguente SENTENZA Sul ricorso n. 5721   del 2001  proposto dalla società T.AUTO p.a.,in persona del legale rppresentante, rappresentata e difesa dagli avvocati Riccardo Lavitola e Livio Lavitola, presso lo studio dei quali ha eletto domicilio in Roma,  viale Giulio Cesare n. 71; CONTRO il comune di ROMA, in persona del sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Angela Raimondo dell’Avvocatura comunale, presso la quale risulta domiciliato in Roma, via del Tempio di Giove n. 21; per l’annullamento del provvedimento adottato con determinazione dirigenziale n.6026 dell’ 8 febbraio 2001 con il quale è stato negato l’accglimento della denuncia inizio attività (D.I.A.) presentata il 21 novembre 2000 per un deposito a cielo aperto; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione resistente; vista la propria ordinanza collegiale n.4579 del 12 luglio 2001; Viste le memorie prodotte dalle parti; Visti gli atti tutti di causa; Uditi, alla pubblica udienza del  5 aprile 2004, con designazione del Cons. Carlo Taglienti relatore della causa, gli avv.ti come da verbale di udienza; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: FATTO Con ricorso notificato il 13 aprile 2001 e depositato il giorno 11 maggio successivo, la società T.AUTO p.a. ha impugnato il provvedimento comunale con il quale si respinge la  “denuncia inizio attività” (D.I.A.) presentata dalla ricorrente nel novembre 2000, significando che: era sta annullata in autotutela la concessione edilizia rilasciata per un fabbricato sito nell’area; l’attività in questione necessita di autorizzazione amministrativa; l’area ricade in zona industriale, secondo il P.R.G. Deduce la società ricorrente: 1)      violazione degli articoli 19 e 20 della legge n. 241/90, dell’art. 2 comma 10 della legge n. 537/93 e della legge n. 127/97; eccesso di potere per erroneità dei presupposti e manifesta illogicità: il diniego è avvenuto tardivamente, decorsi i sessanta giorni previsti dalle norme; un eventuale atto di autotutela avrebbe dovuto annullare il silenzio-accoglimento formatosi; non è indicato l’interesse pubblico; 2)      violazione dell’art. 3 della legge n. 241/90, dell’art. 5 della legge regionale Lazio n. 57 del 22.10.90, in relazione all’art. 28 dello Statuto comunale; eccesso di potere per difetto di motivazione: non sono indicati i presupposti di diritto sui quali si fonda il provvedimento; 3)      eccesso di potere per erroneità e carenza dei presupposti, illogicità ed ingiustizia, carenza d’istruttoria; trattasi di attivazione di deposito a cielo aperto senza alcuna opera edilizia, talchè non appare necessaria l’autorizzazione; l’annullamento in autotutela della concessione edilizia rilasciata per manufatto sito nell’area è stato sospeso con ordinanza del Tribunale amministrativo; 4)      violazione degli articoli 7 ed 8 della legge n. 241/90: non è stato inviato l’avviso di avvio del procedimento; 5)      violazione dell’art. 3 della legge n. 241/90: nell’atto non sono indicati l’autorità a cui ricorrere  ed i termini entro i quali proporre il gravame. Si è costituito in giudizio il comune di Roma che ha chiesto la reiezione del ricorso. Con motivi aggiunti è stato impugnato altro provvedimeto di diniego emesso, sulla base delle stesse ragioni, -oltre ad una precisazione riguardante la fase processuale dell’impugnazione dell’annullamento in autotutela- a seguito di diffida inoltrata dalla ricorrente. Le ragioni del gravame sono sostanzialmente le stesse dell’atto introduttivo del giudizio. Con ordinanza collegiale n.4579 del 12 luglio 2001 è stata accolta l’istanza cautelare. Risulta depositata in atti nota comunale nella quale si assume di dover rilasciare, a seguito di sentenza TAR ritenuta non suscettibile d’impugnativa, la concessione edilizia annullata in autotutela. Con memoria predisposta per l’udienza di discussione il comune sostiene che restano comunque fondate le altre ragioni del diniego, tra cui in particolare il contrasto con il P.R.G., e che non si può ritenere formato il silenzio assenso, conservando sempre il comune il potere di intervenire. Con propria memoria la ricorrente insiste sull’avvenuta formazione del silenzio assenso e nega qualsiasi contrasto con il P.R.G., non comportando l’attività denunciata alcun intervento edilizio Alla pubblica udienza del 5 aprile 2004 la causa è stata spedita in decisione. DIRITTO Con il ricorso in epigrafe s’impugna il rigetto di una “denuncia inizio attivit......