ANNULLAMENTO ORDINANZA DEL SINDACO DA PARTE DEL PREFETTO



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IMPUGNATIVA DI UNA DELIBERA DI GIUNTA DA PARTE DI UN ASSESSORE



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N.3076/08 Reg.Dec. N. 1663 Reg.Ric. ANNO   2007 Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello proposto dal Comune di Azzano Decimo, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall' avv.to Roberto Longo, ed elettivamente domiciliato presso l’Avv. Giovanni Pallottino, in Roma, via Oslavia, n. 14; contro Ministero dell’interno e Prefettura di Pordenone, non costituitisi in giudizio; per l’annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia, n. 645/2006; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 15-4-2008 relatore il Consigliere Roberto Chieppa. Nessuno è comparso per le parti; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: F A T T O    E    D I R I T T O 1. Con l’impugnata sentenza il Tar ha respinto il ricorso proposto dal Comune di Azzano Decimo avverso il decreto del 9 settembre 2004, con cui il Prefetto di Pordenone ha annullato l’ordinanza n. 24/2004 del Sindaco del predetto comune. Con l’atto annullato dal Prefetto il Sindaco, in qualità di ufficiale del governo, aveva ordinato di adeguarsi alle norme che fanno divieto di comparire mascherati in pubblico, includendo tra i mezzi idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona anche il velo che copre il volto. Il Tar ha ritenuto che l’annullamento dell’atto rientrasse tra i poteri del Prefetto e fosse giustificato dall’illegittimità di tale ordinanza. Il Comune di Azzano decimo ha proposto ricorso in appello avverso tale sentenza per i motivi che saranno di seguito esaminati. Il Ministero dell’interno e la Prefettura di Pordenone non si sono costituiti in giudizio. All’odierna udienza la causa è stata trattenuta in decisione. 2. L’oggetto del presente giudizio è costituito dalla contestazione da parte del Comune appellante dell’esercizio del potere prefettizio di annullamento di una ordinanza emessa dal sindaco nella qualità di ufficiale di governo. L’ordinanza annullata era stata adottata in materia di pubblica sicurezza dal Sindaco, che aveva precisato che il divieto di comparire mascherati in luogo pubblico, di cui all’art. 85, comma 1, del R.D. n. 773/1931, doveva intendersi derogato “durante il periodo carnascialesco, i festeggiamenti di halloween e le altre occasioni esplicitamente stabilite” e che il divieto di utilizzo di "mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona" va riferito anche al "il velo che copra il volto". Con un primo motivo l’appellante contesta la sussistenza del potere di annullamento delle ordinanze sindacali in capo al prefetto, rilevando che non vi è alcuna dipendenza funzionale del sindaco dal prefetto. Il motivo è infondato.