APPALTI INTEGRATI E CONCORRENZA



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INTERPRETAZIONE ESTENSIVA DELL'ISTITUTO DELL'AVVALIMENTO



































































































Sent Sent. 598/2009 n. 21815                         REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LOMBARDIA   composta dai Magistrati: Antonio            VETRO                                  Presidente Luisa                MOTOLESE                          Consigliere  Adelisa           CORSETTI                             Primo  Referendario relatore   nella pubblica udienza del 25 giugno 2009 ha pronunciato   SENTENZA nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 21815 del registro di segreteria ad istanza della Procura regionale per la Lombardia contro: 1)        Pietro CALTAGIRONE, nato a Santa Flavia (PA) il 13 maggio 1949, residente a Milano in via Renato Birolli n. 20, ex Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Vincenzo Avolio e Vittoria Luciano, con elezione di domicilio presso lo studio del primo in Milano, Via Gian Galeazzo, n. 16; 2)        Diego SCHIMMENTI, nato a Palermo il 12 febbraio 1952, residente a Milano in via Domenico Scarlatti n. 8, ex Dirigente Responsabile della U.O. Approvvigionamenti, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Carlo Nocita e Guido Bardelli ed elettivamente domiciliato presso lo studio del secondo in Milano, Via Visconti di Modrone, 12; 3)        Giuseppa BELLAVIA, nata a Palermo il 24 giugno 1955, residente in Milano, in via Trebbia n. 33, nella qualità di dirigente medico di I livello della direzione sanitaria, rappresentata e difesa dall’Avv. Paola Todisco, con elezione di domicilio presso il suo studio in Milano, alla Via Cesare Mangili, n. 3; 4)        Silvio KLUGMANN, nato a Trieste il 15 ottobre 1948, residente a Segrate (MI), via F.lli Cervi, Res. Poggio app. 751, nella qualità di Responsabile della III Divisione Cardiologia, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Michele Toniatti e Andrea Perron-Cabus, con elezione di domicilio presso il loro studio in Milano, Piazza San Babila n, 4/A; 5)        Angelo VANZULLI, nato a Germignaga (VA) il 2 marzo 1958 residente a Segrate (MI), via F.lli Cervi, Res. Cedri, nella qualità di Responsabile del Servizio di Radiodiagnostica, rappresentato e difeso dall’Avv. Paola Todisco, con elezione di domicilio presso il suo studio in Milano, alla Via Cesare Mangili, n. 3; 6)        Giuseppe Gregorio SCIALFA, nato a Catania il 16 gennaio 1942, residente a Monza (MI) in via Tommaso Grossi n. 15, nella qualità di Responsabile del Servizio di Neuroradiologia, rappresentato e difeso dall’Avv. Ileana Alesso, con elezione di domicilio presso il suo studio in Milano, alla Via Lamarmora, n. 40; 7)        Bolgè Lucapiero VALVASSORI, nato a Milano il 2 aprile 1960, residente ad Albairate (MI) in via Cascina Razzolo, nella qualità di Dirigente medico di I livello del Servizio di Neuroradiologia interventistica, rappresentato e difeso dall’Avv. Ileana Alesso, con elezione di domicilio presso il suo studio in Milano, alla Via  Lamarmora, n. 40; 8)        Antonio Gaetano RAMPOLDI, nato a Como il 24 gennaio 1954, residente a Cermenate (CO) in via Scalabrini n. 56, nella qualità di Dirigente medico di I livello del Servizio di Neuroradiologia interventistica, rappresentato e difeso dall’Avv. Fausto Maniàci, con elezione di domicilio presso il suo studio in Milano, Via Podgora, n. 12/B; 9)        Marco CIBOLDI, nato a Milano il 15 agosto 1959 e residente in Cernusco Sul Naviglio (MI) in via Don Milani n. 17, nella qualità di Responsabile dell’U.O. Ingegneria clinica, rappresentato e difeso dall’Avv. Giovanni Gobbi, con elezione di domicilio presso il suo studio in Milano, alla Via Cesare Mangili, n. 3; 10)    Salvatore GIOIA, nato a Siderno (RC) il 7 dicembre 1966 ed ivi residente in via Lungomare n. 12, domiciliato a Venegono Superiore (VA) in via F.lli Kennedy, Lotto 6/L, nella qualità di Funzionario competente della U.O. Approvvigionamenti, rappresentato e difeso dall’Avv. Rocco Mangia, con elezione di domicilio presso il suo studio in Milano, Corso Magenta, n. 45. VISTI: il r.d. 13 agosto 1933, n. 1038, art. 26; il r.d. 12 luglio 1934, n. 1214; il d.l. 15 novembre 1993, n. 453, convertito nella l. 14 gennaio 1994, n. 19; la l. 14 gennaio 1994, n. 20; il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito in l. 20 dicembre 1996, n. 639; il c.p.c., artt. 131 e 134. VISTO l’atto introduttivo; LETTI gli atti e i documenti di causa.  UDITI, nella pubblica udienza del 25 giugno 2009, il Primo Referendario relatore Adelisa Corsetti, gli Avv.ti Vincenzo Avolio, Guido Bardelli, Carlo Nocita, Fausto Maniàci, Ilaria Amici, su delega dell’Avv. Rocco Mangia, Michele Toniatti, Giovanni Gobbi e Ileana Alesso, ed il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale Nicola Ruggiero. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO La Procura regionale ha convenuto in giudizio i soggetti in epigrafe, con atto di citazione depositato il 18 ottobre 2004, per sentirli condannare al pagamento, in favore dell’Azienda Ospedaliera Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, della somma di € 2.386.017,21, oltre a rivalutazione monetaria, interessi e spese di giudizio, a titolo di responsabilità parziaria (nella misura del 75% del totale per CALTAGIRONE e SCHIMMENTI e del restante 25% suddiviso tra gli altri convenuti) per il danno da essi cagionato in sede di aggiudicazione e di esecuzione del contratto di appalto integrato (service) per la gestione, l’esecuzione dei lavori e la fornitura di servizi relativi a due reparti dell’Azienda Ospedaliera, appalto aggiudicato alla Società N.G.C. Medical S.p.A. con deliberazione n. 1359 del 12 ottobre 1999. I dirigenti medici vengono chiamati in giudizio per aver partecipato al Gruppo di lavoro nominato con la determina del Direttore generale 6 settembre 1999, n. 6, e per aver sottoscritto la relazione finale del 20 settembre 1999, per la valutazione della  congruità dell’offerta tecnica della N.G.C. Le diseconomie rilevate dalla Procura attrice sono state quantificate in base alla relazione eseguita dal Gruppo Servizi vari – S.A.RA.D.E. della Guardia di Finanza di Milano (pervenuta il 5 febbraio 2004) e alla perizia del consulente tecnico arch. Maurizio BRACCHI nel procedimento penale n. 2244/00.  Esse, ad avviso della Procura attrice, sono la diretta conseguenza di due gravi violazioni di legge nelle quali sono incorsi i convenuti: 1) l’art. 9, co. 3, del d.lgs. 24 luglio 1992, n. 358 (come modificato dall’art. 8 del d.Lgs. 20 ottobre 1998, n. 402), che autorizza il ricorso alla trattativa privata, in caso di pubblico incanto andato deserto, <<purché le condizioni iniziali della fornitura non vengano sostanzialmente modificate>>. Al riguardo, si precisa che: a) con deliberazione del Direttore generale 23 dicembre 1998, n. 1761, era stato indetto pubblico incanto per l’aggiudicazione della gestione completa dei servizi di Emodinamica, Radiologia interventistica e Neuroradiologia interventistica per la durata di cinque anni con prezzo a base d’asta di 50 mld. di vecchie lire; b) con deliberazione del Direttore generale 16 luglio 1999, n. 947, si indiceva una trattativa privata con invito a due delle società concorrenti al pubblico incanto, di cui solo la Società N.G.C. Medical S.p.A. presentava offerta ritenuta poi regolare; c) con deliberazione del Direttore generale 12 ottobre 1999, n. 1359, si aggiudicava il contratto alla N.G.C. Medical S.p.A. per i fabbisogni dei soli reparti Emodinamica e Radiologia interventistica per un valore complessivo (66.607.625.000 di vecchie lire) ben superiore al prezzo base di asta fissato per il service dei tre reparti e si escludeva la manutenzione delle apparecchiature di proprietà dell’Azienda. La condotta illecita, ad avviso della Procura, si materializza nella falsa attestazione della permanenza delle condizioni contrattuali di cui al Capitolato speciale di appalto, mentre si procedeva ad un’aggiudicazione <<parziale>>, rispetto al progetto originario, sotto il duplice profilo dell’esclusione del reparto di Neuroradiologia interventistica e della manutenzione delle apparecchiature ospedaliere; 2) l’art. 6 della l. 24 dicembre 1993, n. 537 (come modificato dall’art. 44 della l. 23 dicembre 1994, n. 724), secondo cui <<E’ vietato il rinnovo tacito dei contratti delle pubbliche amministrazioni per la fornitura dei beni e servizi, ivi compresi quelli affidati in concessione a soggetti iscritti in appositi albi. I contratti stipulati in violazione del predetto divieto sono nulli. Entro tre mesi dalla scadenza dei contratti, le amministrazioni accertano la sussistenza di ragioni di convenienza e di pubblico interesse per la rinnovazione dei contratti medesimi e, ove verificata detta sussistenza, comunicano al contraente la volontà di procedere alla rinnovazione>>. Nella specie, la proroga è stata concessa con deliberazione del Direttore generale 7 ottobre 2002, n. 1195 (previo accordo negoziale del 30 settembre 2002), ossia due anni prima della naturale scadenza (13 ottobre 2004), stanziando l’ulteriore somma di € 13.347.187,38 con reiterata lesione del superiore principio della tutela della concorrenza e del mercato. I predetti fatti sono stati indagati anche in sede penale. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, in data 27 dicembre 2004, ha chiesto il rinvio a giudizio di CALTAGIRONE e SCHIMMENTI unitamente all’amministratore delegato della N.G.C. Medical S.p.A CREMASCOLI ravvisando nella fattispecie i delitti di abuso d’ufficio e di false attestazioni in relazione alle predette violazioni delle norme in materia di contratti pubblici. A seguito di richiesta di applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p., il Tribunale ordinario di Milano pronunciava, in data 19 luglio 2005, sentenza di condanna alla pena di mesi 12 di reclusione nei confronti di SCHIMMENTI, con concessione del beneficio della sospensione condizionale, ritenendo che gli elementi a carico non consentissero di procedere al proscioglimento ex art. 129 c.p.p.. Nei confronti degli altri imputati, lo stesso Tribunale, sez. X p......