APPOSITO CONTRATTO PER L'INQUADRAMENTO DEI DIRIGENTI



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RICHIESTA MODIFICHE DEL PATTO DI STABILITA'



































































































Giuseppe S Giuseppe S. dipendente dell’Agenzia delle Entrate è stato sospeso in via cautelare dal servizio, nell’agosto del 2000, in seguito al suo rinvio a giudizio in sede penale per fatti direttamente attinenti al rapporto di lavoro. La sospensione è stata disposta in base all’art. 27 del contratto collettivo per il personale non dirigente del comparto ministeri. Il lavoratore ha chiesto al Tribunale di Genova di dichiarare illegittimo il provvedimento, in quanto emanato in base ad un contratto collettivo non applicabile nei suoi confronti, dal momento che egli doveva ritenersi dirigente per aver superato nel 1992 il relativo concorso. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello di Genova hanno ritenuto la domanda priva di fondamento, rilevando che il ricorrente, pur avendo superato il concorso per dirigente ed essendo stato iscritto nel ruolo unico della dirigenza delle amministrazioni statali, non aveva la qualifica di dirigente perché questa si acquista solo mediante contratto individuale con l’Amministrazione avente ad oggetto la prestazione di attività dirigenziale. Giuseppe S. ha proposto ricorso per cassazione, censurando la decisione della Corte di Genova per vizi di motivazione e violazione di legge.           La Suprema Corte (Sezione Lavoro n. 3003 del 12 febbraio 2007, Pres. Est. De Luca) ha rigettato il ricorso affermando che – base all’art. 19 del decreto legislativo 3 febbraio 1993 n. 29, confluito nell’art. 19 decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 – il vincitore del concorso per la dirigenza nelle amministrazioni statali risulta bensì in possesso dell’idoneità professionale a svolgere le mansioni corrispondenti, ma acquista tuttavia la qualifica dirigenziale soltanto mediante contratto individuale di lavoro, per la stessa qualifica, con l’amministrazione. Peraltro né l’esito delle procedure concorsuali, né l’atto unilaterale e non recettizio di conferimento dell’incarico dirigenziale costituiscono titolo per l’insorgenza del diritto a stipulare contratto, in quanto si tratta di atti preliminari; in relazione a tali atti – ha precisato la Corte – sono configurabili posizioni di interesse legittimo di diritto privato, come tali suscettibili di tutela giurisdizionale.             La sentenza impugnata – ha concluso la Cassazione – non merita censure, laddove ha ritenuto che al ricorrente, sebbene iscritto nel ruolo unico della dirigenza delle amministrazioni statali, dovesse trovare applicazione la disciplina della sospensione cautelare dal servizio prevista per il personale non dirigente anche per quanto riguarda l’identificazione dell’organo competente ad adottarla. ......