APPROVAZIONE CONVENZIONE ATO DIFFORME DAL MODELLO-TIPO REGIONALE



(continua a leggere)


Progressioni di carriera: modalità di effettuazione



































































































N N. 04901/2011REG.PROV.COLL. N. 03859/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3859 del 2010, proposto da: Comune di Bassiano, rappresentato e difeso dall'avv. Alberto Costantini, con domicilio eletto presso Alberto Costantini in Roma, corso D'Italia 19; contro Acqualatina Spa, rappresentato e difeso dall'avv. Fabrizio Pietrosanti, con domicilio eletto presso Fabrizio Pietrosanti in Roma, via di Santa Teresa, 23; Provincia di Latina, Autorita' D'Ambito Territoriale Ottimale N. 4 Lazio Meridionale - Latina; per la riforma della sentenza del T.A.R. LAZIO - SEZ. STACCATA DI LATINA: SEZIONE I n. 00124/2009, resa tra le parti, concernente DETERMINAZIONI SERVIZIO IDRICO INTEGRATO   Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Acqualatina Spa; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 7 giugno 2011 il Cons. Eugenio Mele e uditi per le parti gli avvocati Costantini e Pietrosanti; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO Il presente appello è proposto dal Comune di Bassiano e si dirige contro la sentenza indicata in epigrafe, con la quale il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sezione staccata di Latina, ha accolto un ricorso ivi presentato da Acqualatina s.p.a. avverso la deliberazione del Consiglio comunale dello stesso Comune di non approvare la convenzione di cooperazione per la gestione del servizio idrico integrato. Premesso che il provvedimento consiliare è scaturito dal fatto che la convenzione in parola era difforme dalla convenzione-tipo formulata dalla Regione Lazio, l’appellante formula i seguenti motivi di gravame: Inammissibilità del ricorso di primo grado per difetto di interesse e carenza di giurisdizione del giudice amministrativo; rivestendo la deliberazione in parola carattere endoprocedimentale; Carenza di legittimazione attiva; essendo Acqualatina soltanto il gestore del servizio idrico integrato che fa capo ad una struttura amministrativa, quale è l’ATO 4; Ultrapetizione della sentenza ed errore in ordine alla violazione del principio di leale collaborazione; avendo deciso il primo giudice senza che vi fosse un preciso motivo sul difetto di leale collaborazione; Inesistenza della violazione del principio di leale collaborazione e inesistenza del difetto di motivazione della deliberazione impugnata; essendo intrinseco nel potere di approvare la convenzione anche quello di non approvarla, mentre la motivazione della deliberazione è “per relationem” ad un voluminoso allegato, che elenca le modificazioni apportate rispetto alla convenzione-tipo che hanno determinato la disapprovazione consiliare. Si costituisce in giudizio la società Acqualatina , la quale si oppone a tutti i motivi dell’appello, soffermandosi su ciascuno di essi, rilevando in particolare come l’atto contenente le ragioni della disapprovazione non era uno degli allegati alla delibera impugnata. La stessa Acqualatina propone, poi, appello incidentale, incentrato sul seguente motivo: Insussistenza dei comuni ad approvare o meno la convenzione di gestione, violazione e falsa applicazione del d.lgs. n. 152 del 2006 e della legge regionale n. 6 del 1996, nonché incostituzionalità dell’art. 17, comma 3, dello schema di convenzione allegato alla legge regionale n. 6 del 1996; in quanto i Comuni sono tenuti ad aderire alla società costituita per il servizio idrico integrato, senza alcuna possibilità (salvo abbiano una popolazione inferiore a 1000 abitanti) di dissociarsene. Sia l’appellante Comune che la resistente Società Acqualatina presentano una successiva memoria illustrativa, con le quali, ulteriormente argomentando, insistono per le proprie, contrapposte tesi. La causa passa in decisione alla pubblica udienza del 7 giugno 2011. DIRITTO Nella successione dell’esame dell’appello principale e dell’appello incidentale, va esaminato per primo il motivo dell’appello principale, relativo al difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, successivamente si può procedere all’esame dell’appello incidentale ed infine può passarsi alla disamina dell’appello principale. Per quanto concerne il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, la relativa censura non è fondata, in quanto nella specie non si verte sulla utilizzazione dell’acqua pubblica, ma su un provvedimento di carattere autoritativo, quale è quello della non approvazione da parte del Consiglio comunale, della convenzione elaborata dall’Ato in difformità dallo schema predisposto dalla Regione, per cui la fattispecie rientra pacificamente nell’ambito di quelle che generano situazioni di interesse legittimo. Affermata la giurisdizione del giudice amministrativo, occorre ora esaminare il motivo dell’appello incidentale, relativo alla necessarietà dell’approvazione da parte dei comuni ricadenti nell’ambito della convenzione predisposta all’uopo, in quanto se lo stesso fosse fondato, ciò determinerebbe la inutilit......