APPROVAZIONE STRUMENTI URBANISTICI E OBBLIGO DI ASTENSIONE



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Casellario informatico: segnalazione imprese escluse



































































































N N.2826/2003 Reg. Dec. N. 1638 Reg. Ric. Anno 2002 N.2826/2003 Reg. Dec. N. 1638 Reg. Ric. Anno 2002 R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente D E C I S I O N E sul ricorso in appello iscritto al NRG. 1638 dell'anno 2002 proposto dal COMUNE DI SAN FELICE SUL PANARO, in persona del sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avv. Gualtieri Pittalis, con il quale è elettivamente domiciliato in Roma, via Lungotevere Flaminio n. 46 (presso il dr. Gian Marco Grez); c o n t r o BERGAMINI ARRIGO, BERTELLINI ANSELMO, SILVESTRI ANDREA, RAGAZZI GIACOMO MARIO, BERGAMINI FEDERICA, ZUCCHI ANGELA, MORSELLI FAUSTO, MORSELLI GIACOMINO, VINCENZI ANDREA, EDGARDI LUCA, CAPPI ROBERTO, GAVIOLI GIUSEPPE, IEMMA RENZO, TAGLIATI FRANCO, MESCHIARI MARIO, BARALDI ILDEBRANDO, GUERZONI LUCA, BERGAMINI FRANCO, CARDINALI GIANFRANCO, TESTI RITA, REBECCHI MARIO, REBECCHI ROMOLO, PIGNATTI ALBERTO, CANTARELLI MARIA VENERIA, ROSSI QUINTO, CALZOLARI GIUSEPPE, ESPOSITO LUDOVICO, FONTANA LORIS, BERGAMINI PAOLO BERGAMINI FRANCESCO E GALLINI MAURO, rappresentanti e difesi dall’avv. Giorgio Fregni, con il quale sono elettivamente domiciliati in Roma, via Ugo Bassi n. 3, presso lo studio dell’avv. Ennio Mazzocco; nonché PELLACANI ALBERTO, MAGOGA MARIA GABRIELLA, BARALDI BRUNA, OCCHI AUGUSTO, BARBIERI ANDREA, ABBOTTONI ALVISE, CALZOLARI CESARE, GUERZONI MARIA E AGUGLIARO ROBERTO, non costituiti in giudizio; nei confronti della PROVINCIA DI MODENA, in persona del Presidente della Giunta provinciale in carica, rappresentato e difeso dall’avv. Corrado Marzullo, con il quale è elettivamente domiciliata in Roma, Lungotevere Flaminio n. 46 (presso il dr. Gian Marco Grez); e della REGIONE EMILIA ROMAGNA, in persona del Presidente della Giunta regionale in carica, non costituito in giudizio; per l'annullamento della sentenza del Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia Romagna, sez. I^, n. 1023 del 22 novembre 2001; Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio dei signori Bergamini Arrigo, Bertellini Anselmo, Silvestri Andrea, Ragazzi Giacomo Mario, Bermanini Federica, Zucchi Angela, Morselli Fausto, Morselli Giacomino, Vincenzi Andrea, Edgardi Luca, Cappi Roberto, Gavioli Giuseppe, Iemma Renzo, Tagliati Franco, Meschiari Mario, Baraldi Ildebrando, Guerzoni Luca, Bergamini Franco, Cardinali Gianfranco, Testi Rita, Rebecchi Mario, Rebecchi Romolo, Pignatti Alberto, Cantarelli Maria Veneria, Rossi Quinto, Calzolari Giuseppe, Esposito Ludovico, Fontana Loris, Bergamini Paolo, Bergamini Francesco, Gallini Mauro e della Provincia di Modena; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Relatore alla pubblica udienza del 4 febbraio 2003 il Consigliere Carlo Saltelli; Uditi, altresì, l’avv. Michele Lioi, su delega dell’avv. Pittalis, per il comune appellante, l’avv. E. Mazzocco, per delega dell’avv. G. Fregni e l'avv. P. Quinto su delega dell'avv. C. Marzullo per gli appellati; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: F A T T O Con ricorso notificato il 19 luglio 2000 i signori Bergamini Arrigo, Bertellini Anselmo, Pellacani Alberto, Silvestri Andrea, Ragazzi Giacomo Mario, Bermanini Federica, Zucchi Angela, Magoga Maria Gabriella, Morselli Fausto, Morselli Giacomino, Vincenzi Andrea, Edgardi Luca, Cappi Roberto, Gavioli Giuseppe, Iemma Renzo, Tagliati Franco, Meschiari Mario, Baraldi Bruna, Baraldi Ildebrando, Guerzoni Luca, Occhi Augusto, Bergamini Franco, Cardinali Gianfranco, Barbieri Andrea, Testi Rita, Rebecchi Mario, Rebecchi Romolo, Pignatti Alberto, Cantarelli Maria Veneria, Abbottoni Alvise, Rossi Quinto, Calzolari Cesare, Calzolari Giuseppe, Esposito Ludovico, Guerzoni Maria, Fontana Loris, Bergamini Paolo, Bergamini Francesco, Gallini Mauro e Agugliaro Roberto, tutti proprietari di immobili e/o cittadini residenti in fabbricati ubicati nel Comune di San Felice sul Panaro, chiedevano al Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia Romagna l’annullamento : a) della delibera del Consiglio comunale di San Felice sul Panaro n. 36 del 29 maggio 2000, concernente « Esame osservazioni ed approvazione variante delimitata al P.R.G. vigente (art. 15, comma 4) – Modifica tracciato strada primaria Cispadana (tratto ricadente nel territorio comunale), così come adottata con atto consiliare n. 88 del 29 ottobre 1999 » ; b) della delibera della Giunta provinciale di Modena n. 59 del 1° febbraio 2000, avente ad oggetto « Comune di San Felice sul Panaro – Variante specifica al P.R.G. - De1iberazione del consiglio comunale n. 88 del 29 ottobre 1999 – Osservazioni ai sensi dell’art. 15, comma 5, L.R. n. 47/78 e successive modificazioni; c) della delibera del Consiglio comunale di San Felice sul Panaro n. 88 del 29 ottobre 1999, recante « Delibera del Consiglio comunale n. 90 del 30 ottobre 1998 avente ad oggetto: « Variante delimitata al P.R.G. vigente – Modifica tracciato strada primaria Cispadana (tratto ricadente nel territorio comunale) » - Esame osservazioni – Provvedimenti » ; d) per quanto possa occorrere, delle altre delibere consiliari del Comune di San Felice sul Panaro n. 38 del 3 maggio 1999, recante « Variante Cispadana – Osservazioni presentate » e n. 90 del 30 ottobre 1998, avente ad oggetto « Variante delimitata al P.R.G. vigente – Modifica tracciato strada primaria Cispadana (tratto ricadente nel territorio comunale) - Adozione; e) nonché delle ulteriori delibere del Consiglio comunale di San Felice sul Panaro n. 57 del 21 febbraio 1998 e della Giunta Municipale n. 57 del 21 febbraio 1998 e n. 427 del 23 settembre 1999, oltre a tutti gli altri connessi, preordinati e conseguenti. I ricorrenti, mediante tredici articolati motivi di censura deducevano l’illegittimità della scelta dell’amministrazione comunale di San Felice sul Panaro di modificare parzialmente il tracciato della realizzanda strada regionale Cispadana, collocandola di circa un chilometro più a nord rispetto alle previsioni del progetto di massima, approvato con la precedente delibera consiliare n. 66 dell’8 aprile 1986. In particolare, con un primo gruppo di censure, riconducibili ai motivi I – VII e XI – XII, essi si dolevano dell’incoerenza, dell’inadeguatezza e della contraddittorietà della scelta, affetta anche da vizio di motivazione e da carente istruttoria, priva com’era non solo della necessaria valutazione d’impatto ambientale, pur essendo evidente la sua confliggenza con gli interesse ambientali dei luoghi così gravemente incisi, ma anche dell’indicazione delle ragioni che avevano indotto alla modifica del tracciato viario anche in relazione alle scelte operate dai comuni contermini e alle perplessità manifestate dalla stessa amministrazione provinciale di Modena; con un secondo gruppo di censure, imperniate sui motivi VIII – X, denunciavano, poi, che l’adozione e l’approvazione della variante in esame era avvenuta con la partecipazione ed il voto favorevole del sindaco, sig. Cestari Mauro, che, in quanto parente entro il quarto grado di cittadini interessati allo spostamento del tracciato di strada da realizzare (in quanto il nuovo tracciato dell’arteria stradale non incideva più sui beni di loro proprietà), aveva l’obbligo di astenersi, e aggiungevano che un’identica situazione di conflitto di interesse sussisteva anche nei confronti di alcuni componenti della c.d. Commissione Cispadana, istituita con le delibere n. 1 del 20 febbraio 1998 del Consiglio Comunale e n. 57 del 21 febbraio 1998 della Giunta Municipale, che con il proprio parere aveva contribuito alla scelta del nuovo tracciato stradale. L’adito Tribunale, nella resistenza del Comune di San Felice sul Panaro e della Provincia di Modena, per un verso, accoglieva il ricorso, annullando sia le delibere consiliari n. 88 del 29 ottobre 1999 e n. 36 del 29 maggio 2000 (rispettivamente di adozione e di approvazione della variante), con effetti travolgenti sulla delibera della Giunta provinciale di Modena n. 59 del 1° febbraio 2000, sia quelle relative alla costituzione della c.d. Commissione cispadana e alle conclusioni da essa raggiunte, e cioè la delibera consiliare n. 1 del 20 febbraio 1998, nonché le delibere n. 57 del 2 febbraio 1998 e n. 427 del 23 settembre 1999 della Giunta comunale di San Felice sul Panaro; per altro verso, poi, dichiarava inammissibile per carenza di interesse l’impugnazione delle delibere consiliari n. 90 del 30 ottobre 1998, relativa alla prima adozione della variante, e n. 38 del 3 maggio 1999, di presa d’atto delle osservazioni presentate e contestuale rinvio del loro esame. Ad avviso del Tribunale, erano innanzitutto fondati ed assorbenti nei confronti delle delibere di adozione e di approvazione della variante i motivi di censura relativi alla violazione dell’obbligo di astensione gravante sul sindaco, sig. Mauro Cestari, essendo stato documentalmente provato il suo rapporto di parentela entro il quarto grado con il sig. Arrigo Cestari, proprietario di un bene che, per effetto della modifica del tracciato stradale, non era più ricompresso nell’area necessaria per la realizzazione della strada Cispadana; erano inoltre fondati i motivi appuntati nei confronti delle delibere con cui era stata istituita la c.d. Commissione Cispadana, non solo perché, non essendo stati individuati i criteri per la effettiva scelta dei rappresentanti dei cittadini, la sig. Barbara Spaggiari risultava essere rappresentante solo di una determinata categoria di cittadini, portatori di un interesse particolare rispetto alla realizzazione della strada, per quanto anche sulla stessa, anch’essa proprietaria di un bene non più interessato alla realizzazione della strada Cispadana grazie alla contestata modifica del tracciato viario, gravava un obbligo di astensione. Avverso tale sentenza ha proposto appello il Comune di San Felice sul Panaro, asserendone la erroneità e chiedendone la riforma alla stregua di un unico articolato motivo di censura, con il quale ha sostanzialmente lamentato che i primi giudici avevano fatto cattiva applicazione al caso di specie delle norme e dei principi che regolano l’obbligo di astensione degli amministratori pubblici in materia di adozione e di approvazione degli strumenti urbanistici. In particolare, ad avviso dell’amministrazione comunale appellante, la modifica del precedente tracciato della realizzanda strada, per effetto della quale il bene di proprietà del sig. Arrigo Cestari, cugino del sindaco, sig. Mauro Cestari, non era più compreso tra i beni interessati alla realizzazione della strada Cispadana, non integrava gli estremi di quella correlazione diretta ed immediata tra il provvedimento assunti e gli interessi specifici dell’amministrazione, solo in presenza della quale sarebbe scattato per il predetto amministratore l’obbligo di astensione; tanto più che, per un verso, sarebbe mancata, nel caso di specie qualsiasi prova ed addirittura qualsiasi indizio circa il pregiudizio derivante al predetto cittadino dalla originaria localizzazione del tracciato e quindi del vantaggio ottenuto con la modifica del tracciato, e che, per altro verso, l’articolo 19 della legge 3 agosto 1999, n. 265, aveva significativamente ristretto l’obbligo di astensione in materia di adozione e approvazione di strumenti urbanistici all’esistenza di interessi specifici, di cui nel caso di specie non sarebbe stato fornito il benché minimo indizio, per non paralizzare il fondamentale esercizio della funzione di pianificazione urbanistica, con la conseguenza che una sua diversa interpretazione, come quella sostenuta dai giudici di primo grado, ne comportava l’illegittimità costituzionale per violazione degli articoli 5, 97, 118, 119 e 128 della Costituzione. Inoltre, sempre secondo le tesi dell’appellante, la delibera istitutiva della c.d. Commissione Cispadana conteneva effettivamente l’indicazione delle modalità della sua effettiva composizione, così che non sussisteva affatto il presunto vizio riscontro dai primi giudici, i quali poi avevano erroneamente ed illegittimamente esteso ad un suo componente, la sig. Barbara Spaggiari, l’obbligo di astensione letteralmente previsto dall’articolo 19 della legge n. 265 del 1999 solo per gli amministratori. Si sono costituiti nel giudizio di appello i signori Bergamini Arrigo, Bertellini Anselmo, Silvestri Andrea, Ragazzi Giacomo Mario, Bermanini Federica, Zucchi Angela, Morselli Fausto, Morselli Giacomino, Vincenzi Andrea, Edgardi Luca, Cappi Roberto, Gavioli Giuseppe, Iemma Renzo, Tagliati Franco, Meschiari Mario, Baraldi Ildebrando, Guerzoni Luca, Bergamini Franco, Cardinali Gianfranco, Testi Rita, Rebecchi Mario, Rebecchi Romolo, Pignatti Alberto, Cantarelli Maria Veneria, Rossi Quinto, Calzolari Giuseppe, Esposito Ludovico, Fontana Loris, Bergamini Paolo, Bergamini Francesco, Gallini Mauro, i quali hanno dedotto l’inammissibilità e l’infondatezza dei motivi posto a fondamento dell’avverso gravame, riproponendo i motivi del ricorso introduttivo del giudizio di primo grado non esaminati e dichiarati assorbiti dalla sentenza impugnata. Anche la Provincia di Modena si è costituita in giudizio, deducendo innanzitutto che nessuna censura era stata sollevata in primo grado avverso la delibera della Giunta provinciale n. 59 del 1° febbraio 2000, pure indicata tra gli atti impugnati, sostenendo in ogni caso la piena legittimità degli atti assunti dall’amministrazione comunale di San Felice sul Panaro circa la modifica dell’originario tracciato della realizzanda strada Cispadana e concludendo, quindi, per l’accoglimento del gravame. D I R I T T O I. E’ controversa la legittimità degli atti di pianificazione urbanistica assunti dal Comune di San Felice sul Panaro con le delibere specificamente indicate nella esposizione in fatto, attraverso le quali è stato modificato il tracciato originario della realizzanda strada Cispadana, il cui progetto esecutivo era stato approvato con delibera consiliare n. 66 dell’8 aprile 1986, spostandolo di circa un chilometro più a nord. Il Comune di San Felice sul Panaro ha chiesto la riforma della sentenza n. 1023 del 22 novembre 2001, con la quale il Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia – Romagna, sez. I, accogliendo il ricorso proposto da Bergamini Arrigo e dagli altri litisconsorti segnati in epigrafe, ha annullato i predetti piani di pianificazione urbanistica, ritenendoli – a suo avviso – erroneamente inficiati per la violazione dell’obbligo di astensione da parte del Sindaco con riferimento alle delibere, rispettivamente di adozione (consiliare n. 88 del 29 ottobre 1999) e di approvazione (consiliare n. 36 del 29 maggio 2000) della variante in discussione, e della Sig. Roberta Spaggiari, componente della c.d. Commissione Cispadana, quanto alle delibere, consiliare n. 1 del 20 febbraio 1998 e di Giunta comunale n. 57 del 21 febbraio 1998 e n. 427 del 23 settembre 1999; infatti, secondo l’amministrazione appellante, l’erronea convinzione dei primi giudici era il frutto di una inammissibile interpretazione dell’articolo 19 della legge 3 agosto 1999, n. 265, e di un’altrettanto superficiale valutazione del materiale probatorio in atti. Una parte degli originari ricorrenti, puntualmente indicati in epigrafe, si è costituita in appello, contestando l’ammissibilità e la fondatezza dell’avverso gravame di cui ha chiesto il rigetto, riproponendo tuttavia all’esame della Sezione le censure mosse in primo grado nei confronti degli atti impugnati e ritenute assorbite nella sentenza impugnata; la Provincia di Modena, invece, pur evidenziando preliminarmente la completa estraneità al giudizio de qua., non essendo stato fatto valere alcun vizio nei confronti della propria delibera di Giunta n. 59 del 1° febbraio 2000, pure indicata tra gli atti impugnati in primo grado, ha sostenuto la piena conformità alla legge dei contestati atti di pianificazione urbanistica assunti dal Comune di San Felice sul Panaro. II. Al riguardo la Sezione osserva quanto segue. II.1. Esaminando l’unico motivo di appello, nella parte cui è stato contestato che nel caso di specie sussistesse in capo al Sindaco, Sig. Cestari Mauro, l’obbligo di astenersi dalla partecipazione alla discussione ed alla votazione delle delibere di adozione e di approvazione della variante urbanistica recante la modifica all’originario tracciato della strada Cispadana, in punto di fatto deve rilevarsi che l’Amministrazione appellante non ha contestato la documentazione probatoria, versata in atti dai ricorrenti sin dal primo grado, da cui risulta innanzitutto che il Sindaco, sig. Cestari Mauro, è effettivamente parente entro il quarto grado del sig. Arrigo Cestari, essendo figli di due fratelli (rispettivamente, Cestari Dante e Cestari Agostino. Il signor Cestari Arrigo, sempre dall’esame della documentazione in atti, ed in particolare dalla visura per partita catastale dell’Ufficio del Territorio di Modena n. 68223 del 29 luglio 2000, risulta essere proprietario per ½ delle particelle n. 119 e 171 del foglio 8 del catasto terreni del Comune di San Felice sul Panaro, la prima delle quali (n. 119) ricompresa nell’area di rispetto e la seconda (n. 171), ricadente interamente addirittura nel tracciato del progetto originario della realizzanda strada Cispadana. Ugualmente non è stato contestato che, per effetto dei contes......