AREA PRIVATI IN ZONA F: VIGENZA DEI VINCOLI URBANISTICI



(continua a leggere)


Per il condono è indispensabile l'abilità



































































































N N. 3999/2002 Reg. Dec. N.  1109     Reg. Ric. Anno 2002 R  E  P  U  B  B  L  I  C  A     I  T  A  L  I  A  N  A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO             Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente D E C I S I O N E sul ricorso in appello iscritto al NRG 1109 dell’anno 2002 proposto dal COMUNE DI CONSELVE, in persona del sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avvocato Alberto Cartia, con il quale è elettivamente domiciliato in Roma, via del Viminale n. 43, presso lo studio dell’avv. Fabio Lorenzoni; contro MARTISSA MARIA GRAZIA ved. BERTOLI, BERTOLI MARIA LUISA e BERTOLI MARIA ELENA, tutte rappresentate e difese dagli avvocati Cesare Janna, Luigi Manzi e Andrea Manzi, con i quali sono elettivamente domiciliate in Roma, via F. Confalonieri n. 5; per l’annullamento della sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Veneto, sez. I,  n. 4410 del 24 dicembre 2001;             Visto il ricorso in appello con i relativi allegati;             Visto l’atto di costituzione in giudizio delle signore Martissa Maria Grazia, vedova Bertoli, Bertoli Maria Luisa, Bertoli Maria Elena, che hanno spiegato anche appello incidentale;             Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;             Visti tutti gli atti di causa;             Relatore alla pubblica udienza del 16 aprile 2002 il consigliere Carlo Saltelli;             Udito l’avvocato Lorenzoni, su delega dell’avvocato Cartia, per il Comune di Conselve .             Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. F A T T O             Le signore Martissa Maria Grazia, vedova Bertoli, Bertoli Maria Luisa, Bertoli Maria Elena, proprietarie nel comune di Conselve di un appezzamento di terreno di circa 6355 metri quadrati, in via Mascagni (in catasto sezione unica, foglio 16, mappale 1575), destinato per effetto della previsione contenuta nel vigente piano regolatore, approvato con decreto del Presidente della Regione Veneto n. 1525 del 20 marzo 1991, ad aree attrezzate a parco gioco e sport, rilevando che tale destinazione urbanistica implicava un vincolo di inedificabilità preordinato all’esproprio e che essa, già decaduta e reiterata, doveva considerarsi definitivamente inefficace per inutile decorso del quinquennio previsto dalla legge 19 novembre 1968 n. 1167, con atto notificato il 12 luglio 2001 diffidavano l’amministrazione comunale di Conselve ad adottare gli atti deliberativi necessari per assegnare all’area di loro proprietà la destinazione urbanistica più confacente. Deducevano, infatti, che l’area in questione aveva una naturale vocazione edificatoria e che la mancata attuazione della previsione urbanistica dimostrava l’inesistenza di un interesse pubblico al mantenimento del vincolo; inoltre un’eventuale reiterazione, oltre che illegittima, avrebbe imposto la liquidazione dell’indennizzo, come statuito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 179 del 20 maggio 1999. Aggiungevano poi che era rimasta senza seguito la nota della stessa amministrazione comunale n. 6129 del 30 marzo 2000 che, riscontrando una loro precedente diffida, aveva assicurato la propria intenzione di tenere in considerazione la richiesta. Anche la diffida del 12 luglio 2001 rimaneva senza riscontro, atteso che con nota n. 19270/2001 dell’8 ottobre 2001 si limitava a confermare la propria intenzione di procedere alla revisione del piano regolatore, nell’ambito del quale sarebbe stata valutata la richiesta delle proprietarie. Con ricorso notificato il 13 novembre 2001 le predette signore Martissa Maria Grazia, vedova Bertoli, Bertoli Maria Luisa, Bertoli Maria Elena chiedevano al Tribunale amministrativo regionale del Veneto, ai sensi dell’articolo 21 bis della legge 6 dicembre 1971 n. 1034, la declaratoria dell’illegittimità del silenzio rifiuto formatosi sull’atto di diffida notificato il 12 luglio 2001 con conseguente obbligo del Comune di Conselve di determinarsi sulla richiesta di attribuire una nuova confacente destinazione urbanistica all’area di loro proprietà, disponendo per il caso di persistente inerzia la nomina del commissario ad acta. Nella resistenza dell’intimata amministrazione, l’adito Tribunale, con la sentenza n. 4410  del 24 dicembre 2001, accoglieva il ricorso, ritenendo meramente soprassessoria la nota n. 19270/2001 dell’8 ottobre 2001, dichiarava l’illegittimità del silenzio – rifiuto formatosi e ordinava, per l’effetto, al Comune di Conselve di adottare entro il termine di novanta giorni (dalla comunicazione o notificazione della sentenza) con apposita deliberazione le determinazioni sulla richiesta di variante al piano regolatore vigente circa la destinazione dell’area di proprietà delle ricorrenti, riservandosi di nominare un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia. Avverso tale statuizione ha proposto appello il Comune di Conselve rilevandone l’erroneità in quanto, così come precisato nella decisione n. 1 del 9 gennaio 2002 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, il giudice amministrativo avrebbe potuto solo dichiarare l’illegittimità del silenzio rifiuto serbato dall’Amministrazione, senza sostituirsi ad essa e alle sue scelte, come avevano fatto i primi giudici ordinando all’amministrazione comunale l’adozione di una variante al piano regolatore generale. In ogni caso, ad avviso dell’appellante, il vincolo gravante sulla proprietà delle ricorrenti  non aveva natura espropriativa, consistendo in un mero azzonamento, così che non esso non era scaduto, ciò senza contare che, trattandosi di “c.d. zona bianca” sussisteva comunque la possibilità di edificare; inoltre era errata ed esagerata anche il capo della sentenza relativa alla condanna al pagamento delle spese di giudizio. Le appellate si sono costituite in giudizio deducendo l’assoluta infondatezza dell’avverso gravame, spiegando a sua volta appello incidentale per la omessa immediata nomina del commissario ad acta e chiedendo la correzione della sentenza n......