ATTENERSI AI CRITERI DEL BANDO NELLA VALUTAZIONE DELLE OFFERTE



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N N. 05157/2011REG.PROV.COLL. N. 09401/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 9401 del 2010, proposto dalla società Autovie Venete S.p.A., rappresentato e difeso dagli avvocati Roberto Adamo, Caterina Belletti e Lorenzo Presot, con domicilio eletto presso il primo in Roma, viale Mazzini 117; contro Sysdata Italia Spa in proprio e quale Mandataria della Costituenda Ati-Age Consulting Srl, rappresentata e difesa dall'avv. Renato Fusco, con domicilio eletto presso la Segreteria della VI sezione del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro 13; nei confronti di Alfa Sistemi Srl; per la riforma della sentenza del T.A.R. FRIULI-VENEZIA-GIULIA – TRIESTE, SEZIONE I, n. 00355/2010, resa tra le parti, concernente AGGIUDICAZIONE GARA PER LA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATICO   Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Sysdata Italia Spa in proprio e quale Mandataria della Costituenda Ati-Age Consulting Srl; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 12 luglio 2011 il Cons. Gabriella De Michele e uditi per le parti gli avvocati Adamo, Presot e Fusco; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:   FATTO e DIRITTO Attraverso l’atto di appello in esame, notificato il 28.10.2010 e depositato il 12.11.2010, la società Autovie Venete s.p.a. impugnava la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia, Trieste, n. 355/2010 del 27.5.2010 (che non risulta notificata), con la quale veniva accolto il ricorso proposto dalle società Sysdata Italia s.p.a. e Age Consulting s.r.l. avverso l’aggiudicazione, a favore della società Alfa Sistemi s.r.l. di una gara, indetta per l’affidamento in cottimo fiduciario della realizzazione del sistema DataWareHouse dedicato alle attività di “Budgeting, Controlling e Reporting” (ovvero all’individuazione di uno strumento software, per omogeneizzare e raccogliere in unico ambiente tutti i dati aziendali ritenuti rilevanti per l’alimentazione del modello). Alla gara erano invitate 7 ditte (4 soltanto delle quali partecipanti), che avrebbero dovuto presentare – oltre alla valutazione tecnica richiesta dal capitolato – anche una scheda di autovalutazione, contenente i 55 requisiti tecnico-funzionali (denominati ITEM) richiesti al futuro sistema, predisposti a valore zero. La questione contestata concerne una fase di analisi comparativa delle due offerte rimaste in campo (dopo l’esclusione delle due restanti, una per carenza dei requisiti dell’impresa e un’altra per inidoneità del prodotto offerto): tale fase si era resa necessaria, avendo le imprese restate in gara offerto prodotti uguali, forniti dal medesimo soggetto Oracle, produttore della piattaforma software Oracle Hyperion, di modo che la Commissione incaricata riteneva di poter individuare la migliore offerta solo esaminando le soluzioni di dettaglio, ovvero le modalità di organizzazione dei dati e di mappatura nel software dei processi (operazione, quella appena indicata, definita dalla stessa Commissione come di passaggio dal “Software selection” a “Solution selection”). Nella sentenza appellata si respingevano le argomentazioni difensive, riferite ad atipicità della procedura, in quanto – in presenza di due sole offerte, coincidenti nel “prodotto base” – la comparazione non avrebbe potuto che riguardare le utilità ulteriori, o accessorie, senza che mancasse il confronto, essendo prevista una fase di dimostrazione tecnica (DEMO), in contraddittorio fra l’offerente e la Commissione. Non vi sarebbe stata, inoltre, modifica successiva dei punteggi, ma solo espressione posticipata di giudizi, in un primo tempo non resi e formulati dopo l’avvenuta conoscenza in dettaglio dell’offerta dell’altro concorrente. Sotto quest’ultimo profilo, tuttavia, il Giudice di primo grado ravvisava “un’evidente violazione dei principi generali in tema di gare”, dovendo ritenersi contraria alle regole l’attribuzione di punteggi parziali, con valutazione di alcuni elementi solo una volta conosciuta l’offerta concorrente. In tale situazione, l’intera procedura di gara avrebbe dovuto essere ripetuta, ma – essendo la causa giunta in decisione a fornitura già eseguita – veniva individuata come unica soluzione perseguibile quella risarcitoria, fissata in misura pari alla metà degli utili, che l’impresa vincitrice della gara avrebbe ragionevolmente percepito (misura corrispondente, in pratica, al 5% del prezzo oggetto di offerta da parte della ricorrente). In sede di appello, le conclusioni sopra sintetizzate venivano contestate, sulla base dei parametri indicati dall’art. 83 del D.Lgs. n. 163/2006, dovendo ammettersi la massima discrezionalità operativa e valutativa della Commissione, nel rispetto dei principi di par condicio dei concorrenti e di trasparenza procedurale. In tale contesto non potrebbe ritenersi viziato un “confronto a coppie”, implicante esame incrociato delle offerte delle singole imprese, con punteggi assegnati appunto con procedura di confronto concorrenziale tra le imprese partecipanti. Nel caso di specie, essendo le offerte tecniche identiche, si sarebbero rese necessarie integrazioni e chiarificazioni, sia in sede di dimostrazione DEMO SW, sia in via successiva, con necessaria sospensione del giudizio su alcuni parametri delle offerte stesse e assegnazione di punteggio solo in presenza di tutti gli elementi utili per la valutazione da effettuare, previo apprezzamento delle eventuali differenze, circa l’adattamento del software alle esigenze gestionali dell’appaltante. Fermo restando, dunque, il divieto di procedere all’apertura delle offerte economiche prima di avere completato la disamina di quelle tecniche, non avrebbe potuto non essere riconosciuta all’Amministrazione facoltà di scelta dei criteri da applicare per l’assegnazione dei punteggi: criteri sindacabili solo in caso di manifesta irrazionalità. Veniva ribadito dall’attuale appellata, tuttavia, come dai verbali risultasse un giudizio più favorevole per l’originaria ricorrente, con successivo immotivato incremento di punteggio per alcuni item della controinteressata. Vi sarebbero stati quindi, secondo la parte resistente nella presente fase di giudizio, un primo esame delle schede con assegnazione di punteggi (“0” per alcune voci, senza alcuna precisazione sul fatto che si trattasse di “giudizio sospeso”, come in seguito sostenuto) e poi ulteriore inammissibile valutazione delle schede stesse, dopo il confronto in contraddittorio, con innalzamento del punteggio assegnato ad Alfa Sistemi srl e rovesciamento del giudizio previamente espresso.