ATTI DI RESPONSABILI DI SERVIZIO CON INCARICO DEL SINDACO



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Subappalti e legislazione antimafia sui pagamenti



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Sezione staccata di Brescia - ha pronunciato la seguente SENTENZA su ricorso n. 1009 /1999 proposto da GABBIANI RENZO rappresentato e difeso dall’Avv. Antonino Rizzo ed elettivamente domiciliato presso l’Avv. Giovanni Onofri in Brescia, Via Ferramola n. 14; contro IL COMUNE DI SOLAROLO RAINERIO in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Piergiuseppe Storti, ed elettivamente domiciliato presso la Segreteria della Sezione in Brescia, Via Malta n. 12; per l’annullamento, previa sospensione del provvedimento in data 18.6.1999 prot. n. 1544, con il quale il Responsabile del servizio tecnico rigetta l'istanza di aggiornamento delle limitazioni contenute nell'autorizzazione edilizia n. 2/92 del 6.7.1995; Visti i ricorsi con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del comune di Solarolo Rainerio; Visti gli atti tutti della causa; Designato, quale relatore alla pubblica udienza del 25.3.2003, il Dott. Gianluca Morri;   Uditi i difensori delle parti; Ritenuto in fatto il diritto quanto segue: FATTO Con provvedimento in data 6.7.1995, prot.n. 1956, Aut. Ed. n. 2/92, il ricorrente venne autorizzato dal Sindaco del Comune di Solarolo Rainerio ad eseguire le opere necessarie per la riconversione e il recupero dei terreni identificati ai mappali 75-76-81, foglio 11, del NCT, al fine di ottenere vasche per l'allevamento di pesci. In tale provvedimento era contenuto l'invito al ricorrente, qualora i lavori autorizzati avessero comportato l'eliminazione della vegetazione spontanea protetta, ad ottenere preventivamente le necessarie autorizzazioni della Regione Lombardia a norma degli articoli 17 e 21 della L.r. 27.7.1977 n. 33 e successive modificazioni. A seguito dell'entrata in vigore della L.r. n. 14 del 8.8.1998, il ricorrente inoltrò, al comune di Solarolo Rainerio, istanza rivolta ad ottenere l'aggiornamento dell'invito contenuto della citata autorizzazione, in relazione a quanto disposto dall'art. 36 comma 3 di detta L.r., secondo cui: “Gli interventi finalizzati ad attuare bacini idrici per irrigazione, piscicoltura e pesca sportiva, ad esclusione della loro manutenzione, sono soggetti all'autorizzazione regionale ai fini della commercializzazione del materiale estratto”. Con l'impugnato provvedimento l'Amministrazione intimata rigetta detta istanza, declinando in sostanza la propria competenza al rilascio dell'autorizzazione di cui agli artt. 17 e 21 della L.r. n. 33 del 1977, allegando al riguardo parere dell'Amministrazione provinciale di Cremona. Contro il predetto diniego sono rivolte le seguenti censure: 1) incompetenza relativa, in quanto il provvedimento impugnato sarebbe stato emesso da responsabile del servizio tecnico comunale non dipendente dell'Amministrazione, ma incaricato esterno attraverso un rapporto di collaborazione; 2) eccesso di potere per contradditorietà e incongruità della motivazione, in quanto il Comune avrebbe recepito acriticamente il parere espresso dalla Provincia senza svolgere le proprie considerazioni in relazione al risultato da raggiungere; 3) violazione dell'art. 36 comma 3 della L.r. n. 14 del 1998, in quanto l'Amministrazione si sarebbe implicitamente limitata a confermare l'invito contenuto nell'autorizzazione edilizia senza tenere conto delle normativa sopravvenuta; 4) eccesso di potere per sviamento, in quanto il provvedimento impugnato non si sarebbe limitato alla valutazione degli aspetti più strettamente urbanistico-edilizi e concretizzerebbe elusione dell’ordinanza cautelare n. 384 del 1995 emessa da questa Sezione. Resiste al ricorso il Comune di Solarolo Rainerio, eccependo preliminarmente l'inammissibilità dello stesso in quanto rivolto contro atto di natura confermativa e, comunque, non notificato all'Amministrazione provinciale in qualità di controinteressata, contestando, altresì, nel merito le censure di parte ricorrente e chiedendone il rigetto in quanto infondate. All'udienza del 25.3.2003 la causa è stata trattenuta per la decisione. DIRITTO 1. È necessario esaminare preliminarmente le eccezioni di inammissibilità del ricorso sollevate dall'Amministrazione resistente. Dette eccezioni sono infondate. Contrariamente a quanto prospettato dalla difesa dell'Amministrazione, al provvedimento impugnato non può essere data qualificazione meramente confermativa, poiché esso risulta emanato a seguito di istanza proposta dal ricorrente sulla base di normativa sopravvenuta rispetto alla data del rilascio dell'autorizzazione edilizia n. 2/92. Ciò ha comportato, indubbiamente, una nuova attività istruttoria seppure svolta acquisendo un parere dell'Amministrazione provinciale a fronte del mutato quadro normativo, così come prospettato dal ricorrente, a seguito della quale il provvedimento deve essere qualificato conferma c.d. "propria" (o conferma-provvedimento), oggetto di autonoma impugnativa. Parimenti infondata risulta l'eccezione di inammissibilità per mancata notifica all'Amministrazione provinciale in qualità di controinteressata, in quanto le censure mosse sono rivolte verso un provvedimento dell'Amministrazione comunale che invita semplicemente il ricorrente a munirsi dell'autorizzazione di cui agli articoli 17 e 21 della L.r. n. 33 del 1977, in ordine al quale non emerge alcuna posizione qualificata dalla Provincia. 2. Nel merito il ricorso è infondato. 3. Con la prima censura il ricorrente deduce incompetenza relativa, in quanto il provvedimento impugnato sarebbe stato emesso dal responsabile del servizio tecnico comunale il quale non è dipendente dell'Amministrazione, ma mero incaricato esterno attraverso un rapporto di collaborazione. Detta censura non può essere condivisa. L’Amministrazione intimata ha prodotto in giudizio la deliberazione di Giunta Comunale n. 44 del 19.5.1998, con la quale è stato confermato l'incarico di responsabilità del servizio tecnico per il periodo 1.6.98 - 30.6.99, regolato dal disciplinare approvato con deliberazione n. 61 del 26.5.1997. L’Amministrazione ha altresì prodotto copia del provvedimento del Sindaco in data 17.9.1998 con il quale sono stati nominati i responsabili degli uffici e dei servizi ai sensi dell'art. 36 comma 5-ter, della Legge n. 142 del 8.6.1990, fra i quali è compreso il tecnico comunale che sottoscritto provvedimento impugnato. Dall'esame di tali atti emerge che l'Amministrazione comunale, pur istituendo l'area tecnica e servizi, nell'ambito della propria struttura organizzativa, alla quale competono gli atti gestionali riguardanti l'ufficio tecnico e l'adozione degli atti riferiti alla gestione del territorio e dell'ambiente, ha attribuito il relativo incarico dirigenziale ad un libero professionista attraverso la costituzione un rapporto di collaborazione professionale. In sostanza l'organizzazione dell'ufficio tecnico del Comune di Solarolo Rainerio è stata strutturata come segue: a) l'ufficio tecnico costituisce unità organizzativa apicale (area tecnica e servizi) nell'ambito della struttura dell'ente, alla quale sono attribuite tutte le competenze in materia tecnica, gestione del territorio e dell'ambiente; b) il relativo responsabile viene nominato dal Sindaco ai sensi dell'art. 36 comma 5-ter della Legge n. 142 del 1990 ed esercita tutte le funzioni dirigenziali di cui all'art. 51 della medesima Legge; c) nel caso specifico l’incarico di responsabilità dell'area in oggetto è stato attribuito ad un professionista legato all'ente attraverso contratto di collaborazione, e non di lavoro subordinato ancorché a tempo determinato. Al riguardo occorre premettere che la riforma della pubblica amministrazione locale (ma non solo) avviata con la Legge n. 142 del 1990, ha apportato sostanziali modificazioni sia nell'organizzazione degli uffici e dei servizi, che nella gestione della forza lavorativa.