ATTO ILLEGITTIMO: NON C'E' COLPA SE L'ERRORE E' SCUSABILE



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VALUTAZIONE ELEMENTI SOGGETTIVI DEL CONCORRENTE



































































































R  E  P  U  B  B  L  I  C  A     I  T  A  L  I  A  N  A N.3727/2009 Reg. Dec. N. 10912 Reg. Ric. Anno 2003 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente D E C I S I O N E sul ricorso iscritto al NRG 10912/2003 proposto dai sig.ri Donnini Annalisa, Donnini Enrico e Fabbroni Vanda, in proprio e quali proprietari dell’ Azienda agricola Mimmole, rappresentati e difesi dagli avvocati Francesco Grignolio e Fabio Lorenzoni ed elettivamente domiciliati presso lo studio del secondo in Roma, via del Viminale 43;  contro -    la Prefettura di Firenze, in persona del Prefetto in carica, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato con domicilio per legge in Roma, via dei Portoghesi n. 12; -    Rete Ferroviaria Italiana – RFI s.p.a. (già Soc. Ferrovie dello Stato S.P.A.), rappresentata e difesa dall’avv. Francesco Alcaro con domicilio eletto in Roma, via Taro n. 35; per l'annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, n. 5056 del 2003, con la quale è stato respinto il ricorso per la condanna della S.P.A Ferrovie dello stato al pagamento del risarcimento del danno subito dalla ricorrente, derivato dalla illegittima esecuzione di opera pubblica ed accessione invertita, nonché dell’illegittima occupazione, conseguente alla sentenza del Consiglio di Stato, A.P. 24.1.2000 n°3. Visto il ricorso in appello; visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno e di R.F.I.; viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; visti gli atti tutti della causa; relatore, alla pubblica udienza del 26 maggio 2009 il consigliere Armando Pozzi, e uditi, per le parti, l’avvocato Cocco, su delega dell’avvocato Lorenzoni, l’avvocato dello Stato De Felice, e l’avvocato Paradisi, su delega dell’avvocato Alcaro; ritenuto e considerato quanto segue: F A T T O Con ricorso al TAR Toscana gli attuali appellanti, essendosi verificata una accessione invertita dei beni di loro proprietà a seguito di procedura espropriativa finalizzata all’esecuzione di lavori di ripristino della sede ferroviaria della linea Firenze – Faenza tra il Km 4+ 207 e il Km 30+168., hanno chiesto l’integrale risarcimento di tutti i danni patiti e patiendi, in proprio e nella loro qualità di titolari dell’Azienda Agricola di Mimmole, secondo le regole generali di cui all’art. 2043 cod. civ. e art. 35 del  D. Lgs.  31.3.1998, n. 80, conseguenti all’illegittima occupazione delle aree per l’esecuzione dei lavori di ripristino della sede ferroviaria della linea Firenze – Faenza tra il Km 4 + 207 e il Km 30 + 168,  intervenuta il 23.1.1996. Con l’esecuzione dell’opera, si sono verificati i seguenti fatti lamentati come  produttivi di danno: a)       perdita di un’area di terreno agricolo facente parte dell’azienda agricola, pari a valore di mercato calcolato su aree di identico valore, localizzazione e produttività; b)       diminuizione del valore complessivo dell’impresa agricola per la perdita delle aree oggetto di accessione invertita, nonché di quelle che sono state anche parzialmente intercluse; c)       perdita della proprietà o costituzione di servitù su strada, parco resede dell’abitazione e accessori quali fossi, recinzioni e alberi, anche non destinati all’agricoltura, con contestuale deprezzamento degli immobili di cui costituivano pertinenza; d)       risarcimento danni per la riduzione della produttività aziendale dalla data di immissione in possesso e sino alla scadenza dei termini di cui alla convenzione con il Comune di Fiesole del 4.3.1989 con durata ventennale; e)       diminuzione di valore del complesso immobiliare per la presenza di una stazione ferroviaria; f)       ogni ulteriore danno causato dall’esecuzione dell’opera pubblica come provato ed accertato in corso di causa; g)       il danno conseguente all’occupazione degli immobili. Tutti i danni come indicati (sempre secondo i ricorrenti in primo grado, attuali appellanti) ammontano ad una somma complessiva pari a £ 572.000.000.  Con l’appello i danni vengono quantificati in euro 321,711,00  ovvero 297.954,00 oltre l’importo del danno per occupazione illegittima, interessi e rivalutazione. Avverso la sentenza con cui il TAR ha rigettato la domanda di risarcimento del danno per mancanza dell’elemento psicologico della fattispecie dell’illecito, gli stessi proprietari hanno proposto il presente appello, lamentando l’erroneità della sentenza sia sul piano del riparto dell’onere probatorio, gravante a detta del Tribunale sui ricorrenti in primo grado, sia sul piano della sussistenza dell’elemento psicologico della colpa Si sono costituiti in giudizio l’amministrazione dell’Interno e RFI per contestare la fondatezza del ricorso. All’udienza del 26 maggio 2009 la causa, sentiti gli avvocati delle parti costituite, è stata trattenuta in decisione. D I R I T T O 1  -  Al fine del decidere vale ricordare che con sentenza dell’Adunanza Plenaria  di questo ......