BLOCCO DELLE ASSUNZIONI E PATTO DI STABILITÀ 2001



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Adunanza della Sezione Prima 3 Luglio 2002 Adunanza della Sezione Prima   3 Luglio 2002   N. Sezione  1849/02                               La Sezione  ________________   oggetto: Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – Quesito concernente il divieto di procedere ad assunzioni per l’anno 2002 disposto dall’art. 19, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. VISTA la relazione prot. n. 1316/ROSSI II del 14 maggio 2002 (pervenuta alla Sezione in data 31 maggio 2002), con la quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni – Serv. per il trattamento normativo – chiede il parere del Consiglio di Stato in ordine al quesito indicato in oggetto; ESAMINATI gli atti e udito il relatore-estensore Presidente f.f. Giuseppe Faberi; PREMESSO : Il richiedente Dipartimento della funzione pubblica espone che alcune amministrazioni dello Stato ed enti pubblici non economici nazionali hanno chiesto il parere del Dipartimento stesso circa la possibilità di procedere, nel corrente anno, ad assunzioni di unità di personale dirigenziale nel caso in cui la procedura concorsuale si sia conclusa nel 2001, ma per le quali non si sia proceduto alla sottoscrizione del contratto individuale di lavoro entro il 31 dicembre 2001. Al riguardo si premette che il divieto di procedere alle assunzioni per il 2002 disposto dall’art. 19, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, ed applicabile alle amministrazioni dello Stato ed agli enti pubblici non economici nazionali, concerne tutte le assunzioni, pure in esito a procedure concorsuali concluse nel 2001 o deliberate sempre nel 2001, per le quali non si sia proceduto alla effettiva sottoscrizione del contratto individuale di lavoro entro il 31 dicembre 2001, in quanto è con la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro medesimo che si realizza la fattispecie dell’assunzione alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 35, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (mentre l’effettiva presa di servizio, che comporta l’opzione per il nuovo impiego per coloro che sono già dipendenti di pubbliche amministrazioni, può essere posticipata anche ad un momento successivo). La sottoscrizione del contratto individuale di lavoro è necessaria qualora l’assunzione avvenga in seguito a procedura di reclutamento per concorso pubblico, procedura distinta da quella riservata solo agli interni, trattandosi in quest’ultimo caso di progressione di carriera, e la stipulazione del contratto individuale, sempre secondo il Dipartimento, appare necessaria anche per le unità dirigenziali da assumere che siano già dipendenti della stessa pubblica amministrazione che ha bandito il concorso ovvero di altra pubblica amministrazione, in quanto in un concorso pubblico, l’attuale dipendenza di alcuni candidati da pubbliche amministrazioni non rileva né ai fini della procedura concorsuale, né ai fini della successiva eventuale assunzione, (dovendosi di contro considerare i partecipanti al concorso pubblico, che siano già dipendenti pubblici, alla stregua di quelli esterni all’amministrazione, salvo che la legge non disponga diversamente con puntuali disposizioni). Costituisce, pertanto, assunzione quella disposta a seguito del superamento di un concorso pubblico, pur con riserva per i candidati interni, dovendosi intendere per procedura concorsuale pubblica un procedimento nettamente distinto da quello costituente mera procedura di avanzamento in carriera, secondo la distinzione operata dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale (Ordinanza n. 2 del 2001) e della Corte di Cassazione (Cassazione, Sezione Unite, 11 giugno 2001, n. 7859). Pertanto non costituisce assunzione sia l’inquadramento in una qualifica superiore che derivi dal superamento di una procedura per la progressione interna nell’ambito del sistema di classificazione ovvero di un concorso riservato esclusivamente ai dipendenti dell’amministrazione che lo bandisce, sia l’inquadramento disposto ai sensi di disposizioni legali o contrattuali. Tanto premesso, si pone in concreto la questione relativa al blocco delle assunzioni anche per i candidati vincitori o idonei di concorsi pubblici banditi ai sensi dell’art. 28 del d.lgs. n. 29 del 1993, ed ora ai sensi dell’art. 28 del d.lgs. n. 165 del 2001, già dipendenti dell’amministrazione che bandisce il concorso o di altre pubbliche amministrazioni, nel caso in cui questi – come si ritiene – debbano considerarsi alla stregua dei candidati esterni alla pubblica amministrazione, con la conseguenza che in entrambi i casi le assunzioni configurano una nuova assunzione, come tale soggetta al divieto di cui in oggetto. In effetti, la “ratio” del blocco delle assunzioni disposto dall’art. 19 della legge 448/2001 è quella di impedire, nell’ottica di un contenimento della spesa pubblica e di un riassetto dell’organizzazione amministrativa, l’assunzione di ulteriore (o più remunerato) personale – sia pure già in servizio presso pubbliche amministrazioni – a copertura di posti vacanti presso le singole amministrazioni pubbliche, onde assicurare l’invarianza non solo delle unità in servizio, ma anche, nei limiti tracciati dalla legge, della spesa complessiva per oneri di personale a tempo indeterminato, in presenza, oltretutto, di eventuali eccedenze risultanti in alcuni settori (come è reso evidente, del resto, dalla deroga al blocco in caso di incremento del personale a seguito dei processi di mobilità). Nondimeno, il richiedente Dipartimento della Funzione Pubblica ritiene che tali conclusioni, relative all’applicabilità del blocco delle assunzioni per l’anno 2002 anche ai vincitori o idonei di concorsi pubblici per la qualifica di dirigente che siano già dipendenti della medesima o di altra pubblica amministrazione, necessitino di opportuna verifica, trattandosi, comunque, di procedure selettive per la progressione in carriera, anche se diversa, e pertanto viene richiesto il parere del Consiglio di Stato in materia. CONSIDERATO : La questione sottoposta, in questa sede, al parere del Consiglio di Stato può – in buona sostanza – così venire sintetizzata ne......