CAMBI DI DESTINAZIONI D'USO PER CONFESSIONI RELIGIOSE



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RSU: ALIQUOTA IVA AGEVOLATA



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                     N. 7078/05 REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                         N. 1744/87- Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale, (Quinta Sezione)      702-703/88 REG.RIC. ha pronunciato la seguente DECISIONE - sul ricorso n. 1744/1987 (N.R.G. 5410/1987) proposto dalla CONGREGAZIONE CRISTIANA dei TESTIMONI di GEOVA della Val Gardena, con sede in Ortisei, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Sergio Dragogna, con il quale è elettivamente domiciliata in Roma, via A. Gramsci, n. 36, presso lo studio dell’avv. Maurizio Calò; contro il Comune di Ortisei, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avv. Roland Riz, con il quale è elettivamente domiciliato in Roma, via dei Prefetti, n. 46; per l’annullamento a) dell’ordinanza del Sindaco di Ortisei 24 luglio 1987, n. 3220, ingiuntiva della demolizione di opere edilizie abusive (realizzazione di una sala di riunione in una preesistente rimessa, sita in via Socrep, p.f. 94/3); b) del provvedimento del Sindaco di Ortisei 17 agosto 1987, n. 3573, contenente diffida a non proseguire nei lavori abusivi; c) del provvedimento del Sindaco di Ortisei 4 giugno 1987, n. 2387, reiettivo della domanda di concessione di un’area destinata ad opere di urbanizzazione secondaria per la costruzione di un locale destinato al culto della Congregazione; d) di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente; - sul ricorso n. 702/1988 (N.R.G. 1710/1988) proposto dalla CONGREGAZIONE CRISTIANA dei TESTIMONI di GEOVA della Val Gardena, con sede in Ortisei, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Sergio Dragogna, con il quale è elettivamente domiciliata in Roma, via A. Gramsci, n. 36, presso lo studio dell’avv. Maurizio Calò; contro il Comune di Ortisei, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avv. Roland Riz, con il quale è elettivamente domiciliato in Roma, via dei Prefetti, n. 46; per l’annullamento dell’ordinanza di demolizione 25 gennaio 1988, prot. n. RB/RP/392 del Sindaco del Comune di Ortisei nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente - sul ricorso n. 703/1988 (N.R.G. 1711/1988) proposto dalla Soc. Immobiliare Bel Stè S.a.s. di Prinoth E. e C., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Sergio Dragogna, con il quale è elettivamente domiciliata in Roma, via A. Gramsci, n. 36, presso lo studio dell’avv. Maurizio Calò; contro il Comune di Ortisei, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avv. Roland Riz, con il quale è elettivamente domiciliato in Roma, via dei Prefetti, n. 46; per l’annullamento dell’ordinanza di demolizione 25 gennaio 1988, prot. n. RB/RP/392 del Sindaco del Comune di Ortisei nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente; Visti i ricorsi con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del resistente Comune di Ortisei con i relativi allegati; Visti le memorie difensive prodotte dalle parti ed i relativi allegati; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 7 giugno 2005, relatore cons. Goffredo Zaccardi, uditi gli avv.ti C. Totino, pe delega dell’avv. Dragogna, e R. Riz come da verbale di udienza; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: 1) I tre ricorsi indicati in epigrafe sono riuniti, al fine della decisione con unica sentenza, perché connessi sia soggettivamente che oggettivamente. I fatti di causa sono dati per conosciuti così come descritti negli atti difensivi delle parti e nella sentenza appellata con salvezza delle precisazioni qui di seguito svolte. 2) E’ preliminare l’esame del ricorso n. 703/1988 proposto dalla Società Immobiliare BEL STE’ s.a.s. di Prinoth E. & C. diretto all’annullamento degli atti,impugnati anche con ricorso n. 702/1988 dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova della Val Gardena (in seguito Congregazione), con i quali il Comune di Ortisei ha ordinato la demolizione di “tramezza divisoria interna, chiusura portoni di ingresso del garage lato sud e la costruzione locali accessori” su un fabbricato, ceduto in locazione dalla Società ricorrente alla Congregazione, situato sulla particella 94/3 del Comune di Ortisei  e destinato a rimessa e del quale, in forza delle modifiche in questione,veniva modificata la destinazione ad un uso non consentito in area agricola, l’attività di culto della Congregazione. Si tratta, in particolare, dell’ordinanza n. 392 del 25 gennaio 1988 con cui si è intimato di demolire le opere abusive,ordinanza preceduta da un ordine di sospensione dei lavori del 22 dicembre 1987. 2.1) E’ fondato il primo motivo con cui parte ricorrente fa rilevare che, essendo solo proprietaria del fabbricato, l’ordine di demolizione sarebbe dovuto essere diretto, a tenore dell’articolo 3 della Legge Provinciale n. 4 del 21 gennaio 1987 (in seguito LP 4/1987), ai soggetti che sono indicati nella disposizione richiamata che non include il proprietario dell’area dal novero dei possibili destinatari dei provvedimenti sanzionatori in materia edilizia se egli non è committente dei lavori, titolare della concessione, costruttore o direttore dei lavori. In effetti il proprietario dell’area che non abbia partecipato in alcun modo alla realizzazione delle opere abusive e che, come nel caso di specie in forza di un  contratto di locazione non ha la disponibilità materiale dell’immobile su cui è stato compiuto l’abuso, non può essere chiamato a rispondere delle violazioni alle norme urbanistiche ed edilizie sulla edificazione di un manufatto cui è rimasto del tutto estraneo. 3) Quanto si è qui osservato consente anche di respingere la eccezione di inammissibilità del ricorso n. 702/1988 (proposto dalla Congregazione contro gli stessi atti) avanzata dal Comune di Ortisei e fondata proprio sulla circostanza della notifica della ordinanza in parola alla Società proprietaria e non alla Congregazione che, non essendo stata contemplata tra i destinatari, non avrebbe avuto titolo ad impugnare l’ordine di demolizione. E’, peraltro, chiaro che il danno derivante dalla demolizione sarebbe stato principalmente della Congregazione che aveva già impugnato un precedente ordine di demolizione (oggetto del ricorso n. 1744/1987) e non ha, quindi, oggettivamente pregio alcuno sostenere che non avrebbe interesse all’annullamento dell’atto ripetitivo dell’ordine di demolizione solo perché non notificato nei suoi confronti. Invero, avendone avuto conoscenza ben poteva, anzi doveva,impugnarlo nei termini per evitare che si consolidasse. 3.1) Nel merito anche il ricorso n. 702/1988 è fondato. Sostiene, infatti, la difesa della Congregazione, con il primo motivo, che l’ordine di demolizione è stato emesso in aperta violazione del provvedimento di sospensione della efficacia della precedente ordinanza del 24 luglio 1987 n. 3220 emesso da questa Sezione in sede cautelare (ordinanza n. 709 in data 4 dicembre 1987). In effetti il Comune di Ortisei, in chiaro contrasto con la ordinanza della Sezione qui richiamata,senza procedere ad una nuova istruttoria e con la evidente finalità di conseguire comunque l’obiettivo dell’abbattimento del manufatto, ed anche al fine di eliminare un vizio del procedimento in cui era incorso nell’adottare la precedente ordinanza di demolizione (emessa senza essere stata preceduta da un ordine di sospensione dei lavori a tenore dell’articolo 2, terzo comma, della LP 4/1987), ha meramente reiterato il provvedimento sanzionatorio la cui efficacia era stata sospesa senza attendere la definizione del giudizio in corso instaurato per stabilirne la legittimità, comportamento che sarebbe stato doveroso. Tanto basta per l’accoglimento anche del ricorso n. 702/1988.