CARENZA DOCUMENTALE PER INTERVENTI SU BENI SOGGETTI A VINCOLO PAESAGGISTICO



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Lo studio di fattibilità nel project financing



































































































N N. 02611/2011REG.PROV.COLL. N. 01053/2011 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1053 del 2011, proposto dal Ministero per i beni e le attivita' culturali, Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio di Genova, in persona dei rispettivi legali rappresentanti in carica, tutti rappresentati e difesi dalla Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, alla Via dei Portoghesi n. 12, sono ope legis domiciliati; contro La s.r.l. Iris, in persona del legale rappresentante in carica, rappresentato e difeso dagli avvocati Andrea Manzi, Marco Luigi Di Tolle e Luigi Manzi, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Luigi Manzi in Roma, via Federico Confalonieri, 5; nei confronti di Il Comune di Chiavari, in persona del Sindaco pro tempore, non costituitosi nel secondo grado del giudizio; per la riforma della sentenza breve del T.A.R. della LIGURIA, Sezione prima, n. 10001/2010;   Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio della Società Iris; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 marzo 2011 il Consigliere Fabio Taormina e uditi per le parti l’Avvocato dello Stato Paola Palmieri e l'Avvocato Di Mattia, per delega dell'Avvocato Luigi Manzi; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 del codice del processo amministrativo;   1. Con il ricorso di primo grado, proposto al TAR per la Liguria, la società appellata ha chiesto l’annullamento del parere negativo del 25 maggio 2010, n. 0012349, reso dalla soprintendenza di Genova sulla domanda da essa proposta per la ristrutturazione di un immobile ubicato in via Aurelia 102 nella località sant’Andrea di Rovereto del comune di Chiavari, nonché della successiva comunicazione 7 giugno 2010, n. 284 con cui il comune di Chiavari ha negato il richiesto assenso al titolo edilizio, motivando la determinazione con l’assenza del presupposto parere favorevole in via paesistica. Erano state dedotte le censure di eccesso di potere e di violazione di legge. Il Tribunale amministrativo regionale adito, con sentenza in forma abbreviata assunta alla camera di consiglio fissata per la delibazione dell’istanza cautelare, ha accolto il ricorso, rilevando in primo luogo la fondatezza del dedotto vizio istruttorio in cui era incorsa l’amministrazione statale (che aveva basato il diniego sull’insufficienza della documentazione allegata a corredo della domanda). Secondo il primo giudice, infatti, era stato violato l’art. 146, comma settima, del d.lvo 22 gennaio 2004, n. 42, laddove si prevedeva che l’amministrazione statale dovesse richiedere un’integrazione documentale ove avesse ritenuto insufficiente il materiale rassegnatole per la decisione. In punto di fatto ha rilevato che il primo capoverso della motivazione del provvedimento statale era incentrato sulla carenza documentale rilevata (che avrebbe impedito alla Soprintendenza di comprendere con compiutezza quale fosse la situazione in fatto). Senonché - secondo il Tribunale amministrativo- in una simile condizione l’amministrazione statale avrebbe potuto e dovuto (non già pronunciarsi sfavorevolmente ma) interrompere il procedimento, chiedendo tutti gli atti ritenuti necessari per una più precisa determinazione (condotta, quest’ultima, che non avrebbe compromesso il rispetto dei tempi del procedimento). Del pari è stata riconosciuta la fondatezza della doglianza incentrata sulla circostanza che la Soprintendenza ligure aveva apprezzato il progetto presentato (non solo nei suoi profili paesaggistici ma anche) per gli aspetti edilizi: la motivazione del diniego impugnato, infatti, richiamava l’illegittimità che sarebbe derivata dalla trasformazione delle preesistenti intercapedini orizzontali in spazi abitabili (condotta vietata dalla legge regionale della Liguria 6 agosto 2001, n. 24, sul recupero dei sottotetti). La valutazione paesistica, infatti, si era indebitamente sovrapposta a quella edilizia ( che competeva al comune). L’amministrazione statale soccombente ha criticato la sentenza in epigrafe, chiedendo che in sua riforma il ricorso di primo grado sia respinto e deducendo che l’art. 146, comma settimo, del d.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, non prevedeva alcun potere o dovere della Soprintendenza di richiedere ulteriore documentazione integrativa. Tale possibilità, invece, era prevista unicamente a favore della Regione, cui era parimenti riferibile la disposizione di cui all’art. 6 della legge n. 241 del 1990. Sotto altro profilo, la circostanza relativa all’avvenuto esame da parte della Soprintendenza di profili urbanistici era fuorviante, atteso che il provvedimento demolitorio scaturiva (unicamente) dalla riscontrata incompletezza della documentazione trasmessale: ne discendeva che essa non aveva espresso giudizi di merito, e men che meno travalicando l’ambito delle proprie competenze. La sentenza impugnata, in quanto erronea, meritava di essere annullata. L’appellata ha depositato una articolata memoria chiedendo la reiezione dell’appello perché infondato nel merito. Alla camera di consiglio del 22 marzo 2011, fissata per l’esame della istanza cautelare di sospensione della esecutività dell’appellata sentenza, la causa è stata posta in decisione DIRITTO 1. Stante la completezza del contraddittorio e la mancata opposizione delle parti, la causa può essere decisa nel merito, tenuto conto della infondatezza dell’appello. 2. Entrambi le censure contenute nell’atto di appello non appaiono al Collegio condivisibili. 2.1. Quanto al primo profilo, esso si fonda sulla testuale lettura dell’art. 146, comma settimo, del d. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 che così dispone ai commi da 5 a 8: “5. La domanda di autorizzazione dell'intervento indica lo stato attuale del bene interessato, gli elementi di valore paesaggistico presenti, gli impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte e gli elementi di mitigazione e di compensazione necessari. ......