CASI DI OFFERTE AL RIBASSO NON ACCOGLIBILI



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Definizione dei tempi di pagamento



































































































N N. 02757/2010 REG.DEC. N. 07374/2009 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 7374 del 2009, proposto da: Comune di Verona, rappresentato e difeso dagli avv. Giovanni R. Caineri, Marcello Clarich, con domicilio eletto presso Marcello Clarich in Roma, piazza di Monte Citorio N. 115; contro Clear Channel Jolly Pubblicità Spa, rappresentato e difeso dagli avv. Fulvio Lorigiola, Luigi Manzi, con domicilio eletto presso Luigi Manzi in Roma, via Federico Confalonieri, 5; nei confronti di Ipas Spa; per la riforma della sentenza del T.A.R. VENETO - VENEZIA: SEZIONE I n. 02183/2009, resa tra le parti, concernente della sentenza del T.A.R. VENETO - VENEZIA: SEZIONE I n. 02183/2009, resa tra le parti, concernente AFFIDAMENTO CONCESSIONE DI SPAZI PUBBLICITARI SU IMPIANTI DI PROPRIETA' COMUNALE..   Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Clear Channel Jolly Pubblicita' Spa; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 19 gennaio 2010 il dott. Francesco Caringella e uditi per le parti gli avvocati gli avv.ti Clarich e Manzi; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:   FATTO Con determinazione dirigenziale 7174 del 2006 il Comune di Verona indiceva una gara per l'affidamento della concessione di spazi pubblicitari su impianti di proprietà comunale destinati alle affissioni dirette, suddivisi in tre lotti, per un periodo di sei anni, da aggiudicarsi in base all’offerta del canone più elevato rispetto alla base d'asta fissata in € 450.000,00 per lotto. In attuazione della previsione recata dall’art. 13 del regolamento comunale, in ordine al “limite alle aggiudicazioni a un medesimo soggetto che non può superare, in ogni caso, il 50% dell'oggetto della gara", l’ impresa aggiudicataria del lotto esaminato per primo veniva esclusa dal successivo e lo stesso accadeva per il lotto aggiudicato per secondo. Il lotto 2 non veniva tuttavia assegnato per mancanza di offerte. La proposta conseguentemente formulata dal Comune all’indirizzo delle due aggiudicatarie - tra cui la Clear Jolly, aggiudicataria del primo lotto - non veniva coronata da successo a seguito delle difficoltà incontrate dalle parti nella definizione consensuale delle relative condizioni. Il Comune, a questo punto, indiceva una nuova procedura concorsuale aperta, con aggiudicazione all’offerta ritenuta più vantaggiosa, sia al rialzo che al ribasso, su un canone fissato in euro 450.000. L'offerta più vantaggiosa risultava quella della controinteressata Ipas s.p.a. I Primi Giudici hanno accolto il ricorso proposto dalla Clear Channel Jolly Pubblicità Spa avverso l’esito di tale procedura mentre hanno respinto la domanda risarcitoria. Il Comune di Verona propone appello. La ricorrente originaria resiste al gravame e ripropone, in sede di appello incidentale, la domanda risarcitoria disattesa in prime cure. Le parti hanno affidato al deposito di apposite memorie l’ulteriore illustrazione delle rispettive tesi difensive. All’udienza del 19 gennaio 2010 la causa è stata trattenuta per la decisione. DIRITTO L’appello principale è infondato. 1.1. Devono, in prima battuta, essere superati i dubbi in ordine all’ammissibilità del ricorso di primo grado. Si deve osservare, in primo luogo, che la presentazione di domanda di partecipazione, lungi dal configurare acquiescenza alle clausole contenute nella lex specialis che regge la procedura, costituisce fattore necessario di differenziazione che fonda la legittimazione alla proposizione del ricorso. Quanto, poi, al profilo di inammissibilità del ricorso collegato dalla mancata impugnazione della previsione regolamentare che limitava la partecipazione alla procedura, si deve re......