CAUZIONE PER LA PARTECIPAZIONE AD APPALTI PUBBLICI



(continua a leggere)


AUTORIZZAZIONE AL DECENTRAMENTO SEDI FARMACEUTICHE



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                              N.44/06  REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                  N. 10995 REG:RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,   Quinta  Sezione          ANNO  2004 ha pronunciato la seguente decisione sul ricorso in appello n. 10995/2004, proposto dalla società LONGO DAMIANI  s.a.s di NICOLA LONGO & C., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avv.ti Antonio e Maria Antonietta BARRA, con domicilio eletto in Roma, via Eudo Giulioli 47/B/17, presso il sig. Giuseppe MAZZITELLI, contro la società IOTA RESTAURO s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., non costituitasi in giudizio, e nei confronti del Comune di ROCCABASCERANA, in persona del Sindaco p.t., non costituitosi in giudizio, per la riforma della sentenza del TAR della Campania, Sezione I di Salerno, n. 1709 del 2 luglio 2004; visto il ricorso in appello con i relativi allegati; vista la memoria prodotta dall’appellante a sostegno delle proprie difese; visti gli atti tutti della causa; relatore, alla pubblica udienza del 28 giugno 2005, il Cons. Paolo BUONVINO; nessuno è comparso per le parti. visto il dispositivo n. 420 del 30 giugno 2005. Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO 1) - È impugnata la sentenza con cui il TAR ha accolto il ricorso proposto dalla società Iota Restauro s.r.l. per l’annullamento degli atti relativi ad un gara d’appalto di lavori indetta dal Comune di Roccabascerana, in particolare nella parte in cui le società Edil Castello s.r.l. e l’impresa edile Longo Damiano s.a.s. sono state ammesse a partecipare. Il TAR ha annullato gli atti impugnati e, quindi, anche l’ammissione alla gara delle due predette imprese. 2) - Per l’appellante – originaria aggiudicataria della gara – la sentenza sarebbe erronea in quanto i primi giudici avrebbero dovuto pronunciare l’illegittimità della clausola del bando di gara che, ad avviso della stessa deducente, sarebbe stata, a sua volta, illegittima in quanto, in violazione della disciplina primaria, avrebbe consentito alle concorrenti di avvalersi di cauzioni rilasciate da intermediari finanziari non autorizzati. Non si sono costituite in giudizio le parti appellate. Con memoria conclusionale l’appellante ribadisce i propri assunti difensivi. DIRITTO 1) - È impugnata la sentenza con cui il TAR ha accolto il ricorso proposto dalla società Iota Restauro s.r.l. per l’annullamento del verbale redatto dalla commissione esaminatrice nella seduta del 10 settembre 2003 nella parte in cui le società Edil Castello s.r.l. e l’impresa edile Longo Damiano s.a.s. sono state ammesse a partecipare al pubblico incanto indetto dal comune di Roccabascerana per l’affidamento dei lavori di restauro e consolidamento conservativo del campanile dei SS. Giorgio e Leonardo e sistemazione dell’area contigua e della determinazione di aggiudicazione provvisoria in favore della impresa Longo Damiano s.a.s., nonché del bando di gara se interpretato nel senso di consentire l’ammissione alle concorrenti che abbiano presentato fideiussioni rilasciate da intermediari finanziari sprovvisti di autorizzazione ministeriale. Il TAR ha annullato gli atti impugnati e, quindi, anche l’ammissione alla gara delle due predette imprese (entrambe notificatarie dell’originario ricorso, sebbene la Edil Castello s.r.l. non sia stata indicata nell’epigrafe della sentenza appellata), avendo ritenuto fondato il motivo principale di ricorso (relativo alla contestata ammissione alla gara delle due predette imprese per avere presentato una cauzione rilasciata da un intermediario finanziario non autorizzato) e avendo, invece, assorbito ogni ulteriore censura. 2) - Per l’appellante – originaria aggiudicataria della gara – la sentenza sarebbe erronea in quanto i primi giudici avrebbero dovuto pronunciare l’illegittimità della clausola del bando di gara che, ad avviso della stessa deducente, sarebbe stata, a sua volta, illegittima in quanto, in violazione della disciplina primaria, avrebbe consentito alle concorrenti di avvalersi di cauzioni rilasciate da intermediari finanziari non autorizzati. L’appello è infondato. 3) - La ricorrente in primo grado ha impugnato, principalmente, il provvedimento di ammissione in gara della controinteressata, odierna appellante, nel presupposto che l’ammissione stessa non fosse conforme a quanto previsto dall’art. 30 della legge n. 109/1994, come modificato dall’art. 145, comma 50, della legge n. 388 del 23 dicembre 2000; solo in subordine ha impugnato la stessa disciplina di gara se e in quanto da interpretare nel senso dell’ammissibilità alla gara stessa di imprese avvalentisi di cauzione rilasciata da parte di intermediari finanziari privi dell’autorizzazione ministeriale di cui all’art. 30 della legge n. 109/1994. Il TAR si è pronunciato sul primo di detti motivi e lo ha accolto, mentre ha assorbito ogni ulteriore censura. Per l’appellante, aggiudicataria della gara e controinteressata soccombente in primo grado, la sentenza sarebbe erronea in quanto il TAR avrebbe dovuto comunque procedere all’annullamento della lex specialis della gara perché recante la previsione (ancorché illegittima) di ammissione alla gara di concorrenti munite di cauzioni rilasciate da intermediari finanziari privi della detta autorizzazione; a tale annullamento avrebbe dovuto fare seguito la rinnovazione della gara, che è, comunque, nell’interesse dell’appellante. 4) - La censura è priva di consistenza. La disciplina di gara, invero, non è da ritenere illegittima; essa contempla più forme alternative di cauzione provvisoria: versamento in contanti o in titoli di debito pubblico, fideiussione bancaria o “polizza rilasciata da un intermediario finanziario iscritto nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385……”). Tale ultima modalità non poteva non essere contemplata dalla lex specialis della gara in quanto riconducibile direttamente al dettato normativo primario di cui al citato art. 30 della legge n. 109/1994; non di meno, essa aveva, chiaramente, efficacia condizionata alla circostanza – ancorché remota nel suo verificarsi - che, nelle more procedurali (e, in particolare, nel periodo corrente tra l’indizione della gara e la data per la presentazione dell’offerta) fosse stata introdotta la disciplina autorizzatoria in questione e fosse stato possibile, quindi, per le concorrenti, fare ricorso ad intermediari finanziari che fossero riusciti a munirsi della detta autorizzazione. La gara in questione è stata bandita, del resto, sulla base della disciplina di cui alla stessa legge n. 109/1994, che, con il citato art. 30, consente la presentazione di cauzioni rilasciate da intermediari finanziari solo in quanto muniti della detta autorizzazione. Poiché la disciplina di gara doveva essere interpretata in conformità con la legge di settore, correttamente il TAR, nell’accogliere il ricorso, ha disposto l’esclusione dell’odierna appellante dalla gara; la stessa appellante, del resto, non c......