CIRCOLARI: EFFETTI SOLO VERSO ENTI SOTTORDINATI



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N N. 03877/2010 REG.DEC. N. 08163/2007 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente DECISIONE sul ricorso in appello nr. 8163 del 2007, proposto dal MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro pro tempore, e dalla AMMINISTRAZIONE AUTONOMA DEI MONOPOLI DI STATO, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi ope legis dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliati per legge presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12, contro il signor Davide DE VITIS, rappresentato e difeso dagli avv.ti Luigi Pedone e Antonio Cerfeda, con domicilio eletto presso il primo in Roma, via del Cancello, 20, per l’annullamento e/o la riforma, previa sospensione dell’esecuzione, della sentenza del T.A.R. della Puglia, Sezione staccata di Lecce, nr. 2739/2007 del 7 marzo 2007, depositata il 12 luglio 2007.   Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’appellato, signor Davide De Vitis; Viste le memorie prodotte dall’appellato in date 20 novembre 2007 e 15 aprile 2010 a sostegno delle proprie difese; Vista l’ordinanza di questa Sezione nr. 6151 del 27 novembre 2007, con la quale è stata accolta l’istanza di sospensione dell’esecuzione della sentenza impugnata; Visti tutti gli atti della causa; Relatore, all’udienza pubblica del giorno 18 maggio 2010, il Consigliere Raffaele Greco; Uditi l’avv. Cerfeda per l’appellato e l’avv. dello Stato Fabrizio Fedeli per l’Amministrazione appellante; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO Il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato hanno impugnato, chiedendone la riforma previa sospensione dell’esecuzione, la sentenza con la quale il T.A.R. della Puglia, accogliendo il ricorso del signor Davide De Vitis, ha annullato il diniego opposto dall’Amministrazione alla richiesta di autorizzazione per una rivendita speciale di generi di monopolio che il ricorrente intendeva aprire presso la propria stazione di servizio automobilistica. A sostegno dell’appello, le predette Amministrazioni hanno dedotto: 1) violazione e/o falsa applicazione dell’art. 6, nr. 2, del r.d. 17 agosto 1907, nr. 642 (in relazione al mancato accoglimento dell’eccezione di inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione della circolare sulla cui base il diniego era stato motivato); 2) violazione e/o falsa applicazione dell’art. 21 della legge 6 dicembre 1971, nr. 1034 (in relazione all’omessa declaratoria di inammissibilità del ricorso introduttivo, siccome non notificato ad alcun controinteressato); 3) violazione e/o falsa applicazione degli artt. 22 della legge 22 dicembre 1957, nr. 1293, e 53 del d.P.R. 14 ottobre 1958, nr. 1074 (in relazione alla ritenuta inapplicabilità alla fattispecie del requisito della distanza minima, previsto dalle due disposizioni testé richiamate). L’appellato signor Davide De Vitis, costituitosi, ha replicato ai motivi d’impugnazione, chiedendo la reiezione dell’appello e la conferma della sentenza di primo grado. All’esito della camrea di consiglio del 27 novembre 2007, questa Sezione ha accolto la domanda incidentale di sospensione dell’esecuzione della sentenza impugnata. All’udienza del 18 maggio 2010, la causa è stata trattenuta in decisione. DIRITTO 1. L’appello è infondato e va conseguentemente respinto. 2. In primo grado, il signor Davide De Vitis ha impugnato il diniego opposto dall’Amministrazione finanziaria alla sua richiesta intesa a ottenere l’autorizzazione all’apertura di una rivendita speciale di generi di monopolio, motivato con il mancato rispetto della distanza minima di 500 metri dalla rivendita più vicina. Il T.A.R. di Lecce ha accolto il ricorso, sul rilievo che a mente dell’art. 22 della legge 22 dicembre 1957, nr. 1293, la ratio della previsione delle rivendite speciali di generi di monopolio è proprio quella di consentire l’autorizzazione di rivendite laddove, pur in mancanza dei requisiti previsti dalla legge per le rivendite ordinarie, sussistano particolari esigenze connesse a un’eccezionale affluenza di pubblico (nella specie, ci si trovava in una stazione di servizio automobilistica); rispetto a tale conclusione non è stata considerata ostativa la mancata impugnazione della circolare nr. 04/63406 del 25 settembre 2001, la quale espressamente prevedeva invece anche per le rivendite speciali il rispetto del requisito della distanza minima stabilito per le rivendite ordinarie, trattandosi di atto manifestamente contrastante con la normativa primaria testé richiamata. 3. Tanto premesso, e in revisione dell’avviso espresso dalla Sezione in sede cautelare, va disatteso il primo motivo d’appello, col quale l’Amministrazione reitera l’eccezione di inammissibilità del ricorso introduttivo per mancata impugnazione della circolare suindicata, che costituiva il presupposto del diniego censurato. Infatti, è principio giurisprudenziale ormai consolidato che le circolari amministrativi sono atti diretti agli organi ed uffici periferici, ovvero sottordinati, e non hanno di per sé valore normativo o provvedimentale o, comunque, vincolante per i soggetti estranei all’amministrazione, onde i soggetti destinatari degli atti applicativi di esse non hanno alcun onere di impugnativa, ma possono limitarsi a contestarne la legittimità al solo scopo di sostenere che gli atti applicativi sono illegittimi perché scaturiscono da una circolare illegittima che avrebbe, invece, dovuto essere disapplicata (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 30 maggio 2005, nr. 2768). Ne discende, a fortiori, che una circolare amministrativa contra legem può essere disapplicata anche d’ufficio dal giudice investito dell’impugnazione dell’atto applicativo di essa (cfr. Cons. Stato, sez. VI, 10 aprile 2003, nr. 1894).