CITAZIONE NORMATIVA ERRATA: LA MULTA E' VALIDA



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FOGLIO DI PROROGA DELLA CARTA D'IDENTITA' ELETTRONICA



































































































Corte Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n Corte Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 8885/2009                                       Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 8885 del 14/04/2009  FATTO E DIRITTO S.D. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza indicata in epigrafe con cui il Giudice di Pace aveva rigettato l'opposizione dal medesimo proposta avverso il verbale di contravvenzione con cui gli era stata contestata la violazione dell'art. 171 C.d.S., comma 8, per non avere indossato la cintura di sicurezza Non ha svolto attività difensiva l'intimato. Attivatasi procedura ex art. 375 cod. proc. civ., il Procuratore Generale ha inviato richiesta scritta di rigetto del ricorso per manifesta infondatezza. Il ricorso è manifestamente infondato e va rigettato. Con il primo motivo il ricorrente, lamentando violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 23, deduce la nullità della sentenza impugnata per omessa lettura del dispositivo. Il motivo è infondato. Il Giudice di Pace ha attestato nella sentenza di avere dato lettura del dispositivo in udienza: orbene, l'attestazione contenuta nella sentenza e nei verbali di causa in ordine all'avvenuta lettura in udienza del dispositivo, conformemente a quanto prescritto dalla L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 23, comma 7, può essere contrastata soltanto con la querela di falso, e ciò anche nel caso in cui non risulti reperibile in atti il foglio con il dispositivo di cui si afferma esservi stata lettura. (Cass. 7124/2006). Con il secondo motivo il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 14, denunciando l'erronea indicazione nel verbale di contravvenzione della norma violata (art. 171 C.d.S.) rispetto alla condotta addebitata (mancato uso della cintura di sicurezza). In tema di infrazioni amministrative, l'obbligo di contestazione prescritto dalla L. n. 689 del 1981, art. 14, a tutela del diritto di difesa del trasgressore, deve ritenersi osservato anche in presenza, nel relativo verbale, di errori circa la individuazione della norma applicabile, ove risulti che detti errori non abbiano in concreto implicato un pregiudizio per il diritto di difesa dell'incolpato, in relazione alle facoltà accordategli dagli artt. 16 e 18 della citata legge (Cass. 11745/2003). Nella specie,nessun pregiudizio è derivato (e non è stato neppure allegato) alla difesa dell'opponente, il quale ha presentato prima il ricorso amministrativo e, poi, ha esperito il rimedio giurisdizionale. Non va adottata alcuna statuizione in ordine alla regolamentazione delle spese relative alla presente fase, non avendo l'intimato svolto attività difensiva. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso.   ......