CLAUSOLE ESCLUDENTI: IMMEDIATAMENTE IMPUGNABILI



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Principi di revisione per i revisori contabili



































































































N N. 05076/2011REG.PROV.COLL. N. 09952/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso in appello iscritto al numero di registro generale 9952 del 2010, proposto da: EUROFIDI SOCIETA’ CONSORTILE DI GARANZIA COLLETTIVA FIDI S.C.P.A., in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dagli avv. Vilma Aliberti, Renato Martorelli, Guido Francesco Romanelli e Marco Scalvini, con domicilio eletto presso l’avv. Guido Francesco Romanelli in Roma, via Cosseria, n. 5; contro REGIONE LOMBARDIA, in persona del Presidente della Giunta regionale in carica, rappresentata e difesa dagli avv. Valentina Mameli e Piera Pujatti, con domicilio eletto presso Emanuela Quici in Roma, via Nicolò Porpora, n. 16; per la riforma della sentenza breve del T.A.R. LOMBARDIA – MILANO, Sez. IV, n. 4992 del 2 settembre 2010, resa tra le parti, concernente APPROVAZIONE AVVISO PER LA CONCESSIONE DI FINANZIAMENTI SUBORDINATI AI CONFIDI LOMBARDI;   Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Regione Lombardia; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 17 maggio 2011 il Cons. Carlo Saltelli e uditi per le parti gli avvocati Aliberti, Romanelli e Pujatti; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.   FATTO 1. Con decreto dirigenziale n. 2202 del 9 marzo 2010 l’amministrazione regionale della Lombardia ha respinto l’istanza in data 28 gennaio 2010 della Eurofidi – Società Consortile di Garanzia Collettiva Fidi s.c.p.a. (d’ora in avanti Eurofidi) di ammissione al finanziamento previsto dalla delibera della Giunta regionale n. VIII/010602 del 25 novembre 2009 (avente ad oggetto “Intervento finanziario a sostegno dei confidi di primo grado operanti a favore di imprese di tutti i settori economici: approvazione dell’avviso per la concessione di finanziamenti subordinati”), a causa della “…mancanza del requisito di cui al punto 3.2 lettera b) dell’avviso, vincolante per la concessione del finanziamento”. Eurofidi ha impugnato tale decreto ed ogni atto ad esso presupposto, nonché la stessa delibera regionale n. VIII/010602 del 25 novembre 2009, limitatamente al punto 3.2, lett. b), dell’avviso, con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, lamentando “I. Violazione ed errata applicazione del punto 3.2. lettera b) dell’avviso, nonché dei principi di par condicio e concorrenza, nonché dell’art. 101 del Trattato CE del 25/03/1957 e s.m.i. e dell’art. 2 della legge n. 287/1990. Eccesso di potere per carenza di motivazione e di istruttoria. Eccesso di potere per illogicità, contraddittorietà e perplessità manifesta” nonché “II. In subordine. Violazione ed errata applicazione dei principi di par condicio e concorrenza, nonché dell’art. 101 del Trattato CE del 25/03/1957 e s.m.i. e dell’art. 2 della legge n. 287/1990). Secondo la ricorrente, infatti, la clausola (punto 3.2., lett. b), dell’avviso, che ammetteva al finanziamento i soli Confidi che, oltre ad avere la sede operativa in Lombardia, alla data del 31 dicembre 2008 avessero prestato in favore di imprese aventi sede operativa in Lombardia almeno i due terzi delle garanzia rilasciate, doveva essere interpretata non già in modo letterale e formalistico, bensì in armonia con i principi di par condicio e concorrenza e alla luce delle finalità perseguite mediante l’intervento finanziario approvato, nel senso cioè che il predetto requisito doveva intendersi soddisfatto da quei Confidi, come la ricorrente, che, ancorché operanti su tutto il territorio nazionale, avevano una o più sedi nel territorio lombardo solo rispetto alle quali doveva essere accertato la prestazione di almeno due terzi delle garanzie in favore delle imprese lombarde. A seguito dell’opposizione dell’intimata Regione Lombardia il ricorso è stato trasposto in sede giurisdizionale e riassunto innanzi al Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia (NRG.1366/2010). 2. Con altro ricorso giurisdizionale notificato il 10 giugno 2010 Eurofidi ha chiesto al Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia l’annullamento del decreto n. 3532 del 12 aprile 2010 del Direttore Centrale della Direzione Centrale Programmazione Integrata della Regione Lombardia di approvazione dell’ “Avviso per la concessione di finanziamenti subordinati ai Confidi lombardi nell’ambito della normativa di cui al d.p.c.m. 3 giugno 2009, ai sensi della d.g.r. n. 8/10602 del 25 novembre 2009”, nonché specificamente del punto 3.2, lettera b, dell’avviso stesso. Lamentando “Violazione ed errata applicazione dell’art. 97 Costituzione. Violazione ed errata applicazione degli artt. 1 e 2 della legge reg. n. 1/2007. Violazione ed errata applicazione dei principi di par condicio e concorrenza nonché dell’art. 101 del Trattato CE del 25/03/1957 e s.m.i. e dell’art. 2 della legge n. 287/1990. Eccesso di potere per illogicità, contraddittorietà e perplessità manifesta” la ricorrente ha sostenuto l’illegittimità del provvedimento impugnato alla stregua delle stesse ragioni spiegate nella precedente impugnativa. Il ricorso è stato iscritto al NRG. 1519/2010. 3. Il predetto tribunale, sezione IV, con la sentenza n. 4492 del 2 settembre 2010, nella resistenza della Regione Lombardia, riuniti i ricorsi, prescindendo dall’eccezione d’inammissibilità sollevata dall’intimata amministrazione regionale, li ha respinti, ritenendo infondate le censure svolte, giacchè la contestata clausola dell’avviso non violava né il canone di imparzialità di cui all’articolo 97 della Costituzione (contenendo soltanto una delimitazione oggettiva, del tutto ragionevole, dei previsti finanziamenti), né il principio della libera concorrenza (le provvidenze economiche in questione non potendo essere qualificate come aiuti di stato). 4. Con rituale e tempestivo atto di appello Eurofidi ha chiesto la riforma di tale sentenza, riproponendo in sostanza le censure spiegate in primo grado, a suo avviso, erroneamente apprezzate, superficialmente esaminate ed ingiustamente respinte con motivazione approssimativa e affatto condivisibile. Ha resistito al gravame la Regione Lombardia, deducendone l’inammissibilità e l’infondatezza ed insistendo in particolar modo sull’eccezione di inammissibilità per tardività dei ricorsi introduttivi dei giudizi di primo gardo, sui quali i primi giudici non si erano neppure pronunciati. 5. Le parti hanno illustrato con apposite memorie, anche di replica, le proprie tesi difensive. All’udienza pubblica del 17 maggio 2011, dopo la rituale discussione, la causa è stata trattenuta in decisione. DIRITTO 6. Deve essere preliminarmente esaminata l’eccezione di tardività dei ricorsi di primi grado, sollevata in primo grado dalla Regione Lombardia, non esaminata dai primi giudici ed espressamente riproposta in sede di ......