COMANDO DI PERSONALE DI AZIENDA ASPECIALE A COMUNE



(continua a leggere)


PRIMA SEDUTA C.C. DEL CONSIGLIERE IN SURROGA



































































































14/04/2005 - n 14/04/2005 - n. 211/05 Ufficio personale pubbliche amministrazioni Servizio mobilità 14 aprile 2005 All'Unione nazionale incremento razze equine Direzione generale amministrativa Servizio affari generali Via Cristoforo Colombo 283/A 00147 ROMA Prot. n. 211/05 Oggetto: richiesta di parere sul comando di personale dipendente di una azienda speciale presso un ente pubblico non economico. SINTESI: L'utilizzo di dipendenti di soggetti privati da parte delle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 per lo svolgimento di prestazioni lavorative è possibile soltanto nei casi previsti dalla legge. Poiché le aziende speciali si configurano come enti pubblici economici, il cui personale è sottratto all'ambito di applicazione del d.lgs. n. 165/2001, non è conforme alla normativa vigente l'attivazione di un comando di un dipendente da un'azienda speciale verso un ente pubblico non economico. Si fa riferimento alla lettera del 15 marzo 2005, prot. n. 17879, con la quale codesto Ente chiede il parere del Dipartimento della funzione pubblica riguardo alla possibilità di attivare il comando di un dipendente appartenente ad una azienda speciale del comune di Roma per lo svolgimento di servizio temporaneo (comando) presso l'U.N.I.R.E.. A parere dello scrivente, in mancanza di diversa disposizione tale possibilità non é in linea con la normativa vigente, attesa la natura di ente pubblico economico delle aziende speciali, come riconosciuto dalla giurisprudenza. Infatti, l'istituto del comando, che trovava la sua disciplina nell'art. 56 del d.P.R. n. 3/1957 e che è stato ridisciplinato da alcuni contratti collettivi di comparto (comparti presidenza del consiglio dei ministri, ministeri, aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, agenzie fiscali, i quali regolano "l'assegnazione temporanea"), è attivabile soltanto nei confronti del personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche comprese nell'ambito di applicazione dell'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 e sempre che la contrattazione collettiva abbia proceduto a regolarlo. Al riguardo, non si ritiene condivisibile quanto prospettato dall'Aran nel parere allegato alla citata nota, secondo cui, in virtù dell'equiparazione tra lavoratore pubblico e privato, sarebbe consentito effettuare assegnazioni in base agli articoli 2103 e 2104 c.c. non solo tra pubbliche amministrazioni, ma anche da aziende private. Infatti, le ipotesi di utilizzo di prestazioni lavorative di soggetti estranei alla pubblica amministrazione sono state espressamente previste e disciplinate dal legislatore. Basti pensare al conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti esterni (art. 19 d.lgs. n. 154/2001), all'immissione negli uffici di diretta collaborazione degli organi politici (art. 14 d.lgs. n. 165/2001) e al ricorso all'affidamento di incarichi di collaborazione ad esperti di "provata esperienza" per esigenze cui non si può far fronte con personale in servizio (art. 7, comma 6, del d.lgs. n. 165/2001). A contrario, ciò significa che non è presente nell'ambito dell'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni una regola di generale utilizzabilità di prestazioni lavorative di personale dipendente da soggetti privati o comunque estraneo all'amministrazione, in quanto, come noto, per principio generale le pubbliche amministrazioni si avvalgono di dipendenti reclutati mediante concorso. Ciò premesso, ove codesto Ente volesse utilizzare personale non dipendente da una pubblica amministrazione di cui all''art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001, dovrà valutare la ricorrenza in concreto dei presupposti di legge. In particolare, per l'affidamento di incarichi o di collaborazioni coordinate e continuative si dovrà tener conto dei limiti finanziari previsti dai commi 11 e 116 dell'art. 1, della l. 311/2004 (legge finanziaria 2005), che fissa la spesa relativa che le amministrazioni pubbliche possono sostenere. Si richiama peraltro la lettera 15 marzo 2005 del Dipartimento della funzione pubblica, adottata a seguito di richieste di chiarimenti provenienti dalle pubbliche amministrazioni, sul tema dell'affidamento di incarichi di studio, di ricerca e di consulenza, anche alla luce delle considerazioni formulate sull'argomento dalle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, Adunanza del 15 febbraio 2005. IL DIRIGENTE DELL'UFFICIO Francesco Verbaro ......