COMPETENZE IN MATERIA DI IGIENE E SANITÀ PUBBLICA



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Contributo "trasporto pubblico"



































































































N N. 05267/2011REG.PROV.COLL. N. 09977/2008 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 9977 del 2008, proposto da: Azienda per i Servizi Sanitari n. 2 "Isontina" in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Riccardo Cattarini, con domicilio eletto presso Domenico Battista in Roma, via Trionfale, n. 5637; contro Comune di Gorizia in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Stefano Piccoli, con domicilio eletto presso Domenico Vicini in Roma, via Emilio De' Cavalieri, n.11; Regione Friuli Venezia Giulia; per la riforma della sentenza del T.A.R. FRIULI-VENEZIA-GIULIA - TRIESTE n. 00491/2008, resa tra le parti, concernente TRASFERIMENTO COMPETENZE IN MATERIA DI DERATTIZZAZIONE   Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 15 luglio 2011 il Cons. Roberto Capuzzi e uditi per le parti gli avvocati Sorrentino su delega di Cattarini e Piccoli; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO e DIRITTO 1. Il Comune di Gorizia aveva impugnato dinanzi al Tar Friuli Venezia Giulia, chiedendone l’annullamento: - la nota prot. n. 24549 del 20.7.2007 del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda per i Servizi sanitari n.2 “Isontina” con la quale si comunicava che a seguito della nota regionale prot. n. 12911/SPS-AAGG del 15.6.2007, le competenze in materia di derattizzazione sarebbero state trasferite dall’A.S.S. ai Comuni a decorrere dal 1°.1.2008; - la nota prot. n. 12911/SPS-AAGG del 15.6.2007 della Direzione Centrale Salute e Protezione Sociale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con cui si era espresso l’avviso che le competenze in materia di derattizzazione erano dei Comuni e non delle Aziende Sanitarie, dando a queste ultime direttive in tal senso; -la deliberazione n. 768 del 20.7.2007 del Direttore Generale dell’Azienda per i Servizi Sanitari n.2 “Isontina” nella parte in cui demandava alla struttura operativa complessa di sanità pubblica veterinaria, la predisposizione degli atti necessari per il trasferimento ai Comuni, entro e non oltre il termine del 31.12.2007, delle funzioni relative all’esercizio diretto dell’attività di derattizzazione, in conformità agli indirizzi espressi dalla Direzione Centrale Salute e protezione sociale con nota 12911 del 15.6.2007, fermo restando il compito di espletare la vigilanza sulla predetta attività in capo alla medesima struttura. Il Comune di Gorizia si doleva che i provvedimenti impugnati, attribuendo la competenza relativa alla attività di derattizzazione e disponendo il trasferimento della relativa funzione dalla ASS n. 2 al Comune, violavano le disposizioni di legge statali e regionali nonché alcuni atti normativi di rango secondario in particolare: - l’art. 14 comma 3 lettere c) e p) della legge n. 833 del 1978; - l’art. 7 comma 1 punto 1) e l’art.9, art. 15 lett. B) della l.r. n. 43/81; - l’art 7 bis e l’art. 7 ter comma 1, lettera a) del d.lgs. n. 502 del 1992; - l’allegato 1.A e 1.B al D.P.C.M. 29.11.2002. Il Tar, con la sentenza appellata dichiarava inammissibile il ricorso nella parte in cui era diretto all’annullamento della nota prot. 19911/SPS-AAGG del 15.6.2007 della Direzione Centrale Salute e Protezione Sociale della Regione con la quale si esprimeva un parere in punto di competenza del Comune in materia di derattizzazione; per il resto accoglieva il ricorso disponendo l’annullamento della nota prot. 24549 del 20.7.2007 del Dipartimento di Prevenzione della ASS. n.2 e della deliberazione n.768 del 20.7.2007 del Direttore Generale della ASS.n.2. Compensava, inoltre, le spese di giudizio e condannava la ASS. n.2 a rifondere al Comune ricorrente, ai sensi dell’art. 13 comma 6 bis DPR 30 maggio 2002 n.115 l’importo del contributo unificato. Avverso la sentenza del Tar ha presentato appello la Azienda per i servizi sanitari n. 2 Isontina lamentando con dovizia di argomentazioni le conclusioni cui è pervenuto il primo giudice concludendo con una richiesta di riforma della sentenza. Si è costituito il Comune di Gorizia per resistere al ricorso argomentando per il rigetto dell’appello. All’udienza di trattazione del 15.7.2011 la causa è stata trattenuta dal Collegio per la decisione. 2. La Sezione ritiene che l’appello merita accoglimento. Va premesso, al fine di collocare nella giusta prospettiva il presente contenzioso, che le attività di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione non possono essere considerate quali compiti sanitari in senso proprio ed appaiono piuttosto da assimilare ad attività che, pur avendo una sicura rilevanza per la salute, rientrano nella competenza di enti diversi dalle aziende sanitarie locali. Infatti, come rilevato nella nota n. 10652/DS del 15 giugno 2007 che ha richiamato una pertinente sentenza del giudice amministrativo (Tar Campania, Napoli, Sez. I, 7 ottobre 2004 n. 13593), per antica tradizione i comuni sono dotati di una competenza generale in materia di igiene e sanità pubblica sicché, in mancanza di dati normativi univoci che attribuiscano alle aziende sanitarie locali l'esercizio delle attività di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione, le attività in parola che, si ribadisce, non possono essere considerate quali compiti sanitari in senso proprio (come ad es. la somministrazione di terapie e di medicinali, interventi chirurgici o ricoveri ospedalieri), essendo invece assimilaboli ad attività quali il corretto smaltimento dei rifiuti, il mantenimento di idonee condizioni igieniche o ambientali, e devono quindi considerarsi come rientranti nella competenza di enti diversi dalle aziende. La competenza dei comuni circa l'esercizio delle attività in questione si evince dagli artt. 3 e 33 del R.D. n. 1265 del 1934, ed in particolare dall'art. 259 di tale R.D., che testualmente recita: "I comuni provvedono ai servizi di profilassi, assistenza e disinfezione per le malattie contagiose. Tali servizi possono essere assicurati mediante consorzi fra comuni secondo le norme contenute nel testo unico della legge comunale e provinciale".