CONDIZIONI PER LA REVOCA DI UNA GARA D'APPALTO



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USO DELLE ECONOMIE PRODOTTE DA TRASFORMAZIONE DI POSTI DI LAVORO



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                        N. 2882/09 REG.DEC.              IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                  N.5691 REG.RIC.   Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale,Quinta Sezione             ANNO 2008 ha pronunciato la seguente   DECISIONE Sul ricorso in appello n. 5691/2008 del 10/07/2008, proposto dall’AZIENDA ULSS N. 16 DI PADOVA, rappresentato e difeso dagli Avv.ti ALBERTO CARTIA e ANDREA MANZI con domicilio eletto in Roma, VIA F. CONFALONIERI, 5 presso ANDREA MANZI;   contro TELEKNA SRL IN PR. E N. CAPOGRUPPO COSTITUENDA ATI, rappresentato e difeso dagli Avv.ti ENRICO MINNEI, PAOLO PIVA e STEFANO GATTAMELATA con domicilio elettoin Roma, VIA DI MONTE  FIORE, 22 presso STEFANO GATTAMELATA;  ESPERIA SPA IN PR. E NQ. MANDANTE COSTITUENDA ATI; rappresentata e difesa dagli Avv.ti ENRICO MINNEI, PAOLO PIVA e STEFANO GATTAMELATA con domicilio eletto in Roma, VIA DI MONTE FIORE, 22 presso  STEFANO GATTAMELATA;  AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA rappresentatae difesa dagli Avv.ti ALBERTO CARTIA e ANDREA MANZI con domicilio eletto in Roma, VIA F. CONFALONIERI, 5 pressoANDREA MANZI; FELLETTI SPADAZZI SPA, non costituitasi; COOPERATIVA SOCIALE SOLIDARIETA' A.R.L., non costituitosi;   per la riforma della sentenza del TAR VENETO - VENEZIA: Sezione I n.1547/2008 , resa tra le parti, concernente AFFIDAMENTO  ALL'ESTERNO DEL SERVIZIO DI LOGISTICA DEL MATERIALE SANITARIO ASL; Visto l’atto di appello con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio della TELEKNA SRL IN PR. E N. CAPOGRUPPO COSTITUENDA ATI; ESPERIA SPA IN PR. E NQ. MANDANTE COSTITUENDA ATI; AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA; Viste le memorie difensive; Visti gli atti tutti della causa; Visto l’art. 23 bis comma sesto della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, introdotto dalla legge 21 luglio 2000, n. 205; Alla pubblica udienza del 16 Dicembre 2008 , relatore il Consigliere Cons. Nicola Russo  ed uditi, altresì, gli avvocati Manzi e Piva; Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto quanto segue:   FATTO La controversia concerne l’appalto del magazzino farmaceutico destinato a servire sia la Azienda U.l.s.s. 16 di Padova, sia l’Azienda Ospedaliera di Padova. La relativa procedura concorsuale viene indetta con delibera n. 1226 del 31.12.2004, la quale reca anche proroga dei pregressi (ma, almeno in parte, scaduti) rapporti già in essere per assicurare i servizi posti in gara. Parallelamente, viene indetta anche una procedura per l’affidamento all’esterno del magazzino economale.             Trascorre oltre un anno senza che nulla si sappia della procedura per l’affidamento del magazzino farmaceutico. Nel marzo 2006 (quando sono passati quindici mesi dalla indizione della gara), la partecipante Ati Telekna s.r.l. effettua il previsto sopralluogo in contraddittorio con la stazione appaltante. Dopo altri sette mesi di silenzio, la stessa Ati Telekna s.r.l., in data 24.10.2006, si rivolge formalmente alla stazione appaltante per aver notizie ufficiali circa lo svolgimento della procedura concorsuale.             Circa due mesi dopo (la nota è del 27.12.2006) la stazione appaltante comunica che l’appalto è stato revocato con delibera n. 1035 del 20.12.2006 e che, contestualmente, è stata ancora una volta disposta la proroga dei rapporti già esistenti. Tale proroga (che già dura da almeno due anni) viene così ulteriormente a perpetuarsi.             Revoca dell’appalto e proroga dei rapporti scaduti vengono impugnati da Ati Telekna davanti al TAR Veneto. Messa ivi in risalto la singolare connessione tra revoca e proroga (la prima viene infatti a risolversi in un mezzo per agevolare la prosecuzione della seconda), la legittimità della proroga è contestata a partire dal divieto di rinnovo dei contratti pubblici stabilito dal diritto interno. Quanto alla revoca, premessa la violazione del diritto al contraddittorio, ne viene contestata la mancanza di una reale motivazione e, pertanto, anche la violazione del principio di buona amministrazione. Viene chiesto il risarcimento dei danni subiti anche in via equitativa.             Costituitasi in giudizio, la stazione appaltante nega che le proroghe disposte possano essere qualificate alla stregua di rinnovi: osserva che si tratta di atti volti a consentire precariamente, in pendenza della gara, la prosecuzione di un servizio non eludibile. Circa la revoca, essendo essa intervenuta prima ancora dell’apertura dell’offerta economica, è respinta ogni ipotesi di illegittimità del ripensamento, anche perché la motivazione fornita (non conformità del capitolato alle effettive esigenze della stazione appaltante) porta con sé la dimostrazione della conformità dell’azione amministrativa al superiore interesse pubblico. Quanto alla domanda di danni, ogni plausibilità in proposito sarebbe esclusa dalla clausola  contenuta nel capitolato (peraltro impugnata dal ricorrente) a mente della quale la stazione appaltante si riserva “la facoltà di sospendere, revocare, modificare, rinviare o annullare totalmente o parzialmente, in qualsiasi momento, la gara e (…) di non pervenire ad alcuna aggiudicazione, senza che i soggetti invitati possano vantare pretese o diritti di sorta” (capitolato, pag. 15).             In corso di causa, delibata dal TAR l’illegittimità della proroga (ordinanza n. 208/2007), viene prodotta la delibera (dell’agosto 2007) con la quale la stazione appaltante approva uno studio di fattibilità per la realizzazione di un unico magazzino esterno interaziendale, con contestuale, ennesima proroga del pregresso (e scaduto) rapporto.             Anche detti atti vengono gravati (con motivi aggiunti) da Ati Telekna. La pror......