CONSEGUENZE DELL'ANNULLAMENTO DI UN ATTO ILLEGITTIMO



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LEGITTIMA L'ESCLUSIONE DALLA GARA SE MANCA IL "BUSINESS PLAN"



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                   N.5124/08 REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                 N. 9574 e N. 9755   REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale, (Quinta Sezione)         ANNO   2007       ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorsi in appello: n. 9574/07 Reg. Gen., proposto dalla REGIONE LOMBARDIA, in persona del Presidente in carica della Giunta regionale, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Viviana Fidani e Federico Tedeschini, elettivamente domiciliata presso il secondo in Roma, via Largo Messico n. 7; CONTRO la signora Piera Giacomelli, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Andrea Mina e Ludovico Villani, elettivamente domiciliata presso il secondo in Roma, via Asiago n. 8; E NEI CONFRONTI di Sistema Ambiente s.r.l., in persona del legale rappresentante in carica, non costituita in giudizio; n. 9755/07 Reg. Gen., proposto da SYSTEMA AMBIENTE s.r.l., in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dall’Avv. Paolo Dell’Anno ed elettivamente domiciliata presso il medesimo in Roma, via Umberto Saba n. 54, sc. C; CONTRO la signora Piera Giacomelli, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Andrea Mina e Ludovico Villani, elettivamente domiciliata presso il secondo in Roma, via Asiago n. 8; E NEI CONFRONTI della Regione Lombardia, in persona del Presidente in carica della Giunta regionale, non costituita in giudizio; entrambi per la riforma della sentenza 11 agosto 2007 n. 726 del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, sezione prima, resa tra le parti. Visti i ricorsi con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’appellata; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 17 giugno 2008, relatore il consigliere Angelica Dell’Utri Costagliola, uditi per le parti gli Avv.ti Tedeschini, Villani, Mina e Dell’Anno; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: F A T T O A.- Con il primo degli appelli in epigrafe la Regione Lombardia ha gravato la sentenza 11 agosto 2007 n. 726 del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, sezione prima, con la quale ella, in solido con la Società esercente l’impianto di smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi sito in Brescia, è stata condannata a risarcire, con la procedura di cui all’art. 35 del D.Lgs. n. 80 del 1998 ed in favore della signora Piera Giacomelli, il danno da ritardato svolgimento della procedura di VIA in relazione all’intervenuto annullamento giurisdizionale per omissione di detta procedura del provvedimento in data 29 aprile 1999, di rinnovo quinquennale dell’originaria autorizzazione regionale. All’uopo ha contestato la sentenza appellata sotto i seguenti aspetti: 1.- Asserita necessità della VIA; 2.- Asserite conseguenze del ritardato svolgimento della VIA; 3.- Ritenuta irrilevanza dell’elemento soggettivo; 4.- Asseriti danni lamentati: violazione del ne bis in idem; 5.- In subordine: misura del danno.          La signora Giacomelli si è costituita in giudizio ed ha svolto difese anche con memoria del 25 gennaio 2008. A sua volta con memoria del 5 giugno 2008 l’appellante ha insistito nelle proprie tesi. B.- Con il secondo appello la Systema Ambiente s.r.l. (già Ecoservizi), esercente l’impianto, ha anch’essa gravato la stessa sentenza, esponendo articolate doglianze in relazione ai seguenti punti: 1.- Sulla necessità della VIA nel caso di specie e sui principi che caratterizzano l’istituto. 2.- Sul ritardo dello svolgimento della VIA. 3.- Sull’elemento soggettivo della colpa. 4.- Sul difetto di legittimazione passiva della Società. 5.- Sul ne bis in idem e sull’efficacia vincolante delle pronunce della Corte Europea dei diritti dell’uomo. 6.- Sul danno.          La signora Giacomelli si è costituita in giudizio ed ha svolto controdeduzioni con memoria del 24 gennaio 2008. A sua volta l’appellante ha replicato ed ulteriormente illustrato le proprie deduzioni con memorie del 26 gennaio e 5 giugno 2008. C.- All’odierna udienza pubblica entrambi gli appelli sono stati posti in decisione. D I R I T T O 1.- Gli appelli riassunti nella narrativa che precede investono la stessa sentenza, sicché vanno riuniti per essere decisi contestualmente. 2.- Con la sentenza in questione il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, in accoglimento del ricorso della signora Piera Giacomelli ha condannato la Regione Lombardia e la Systema Ambiente s.r.l. (già Ecoservizi S.p.A.), in solido, con la procedura di cui all’art. 35 del D.Lgs. n. 80 del 1998 ed in favore della medesima signora Giacomelli, al risarcimento dei danni conseguenti all’esercizio nel periodo dal 1999 al 2004 dell’attività di smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi svolta senza il previo esperimento della procedura di valutazione di impatto ambientale –VIA - dalla Ecoservizi S.p.A. in impianto sito nei pressi dell’abitazione dell’interessata a seguito del rinnovo quinquennale dell’autorizzazione originaria disposto con deliberazioni 12 aprile 1999 n. 42443, 29 aprile 1999 n. 42740 e 15 ottobre 1999 n. 45667 della Giunta regionale lombarda. 3.- Detti provvedimenti sono stati annullati, su ricorso della stessa signora Giacomelli, con sentenza 6 giugno 2003 n. 836 del TAR per la Lombardia, Sezione di Brescia, per difetto di istruttoria e mancanza di VIA preventiva; tale sentenza è stata confermata con decisione 31 agosto 2004 n. 5715/2004 del Consiglio di Stato, Sezione quarta, con la quale il rinnovo dell’autorizzazione disposto, in particolare, con la deliberazione n. 42740 è stato ritenuto illegittimo perché non preceduto dalla valutazion......