CONSEGUENZE DELLA MANCATA OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO



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Identificazione cause debiti fuori bilancio



































































































SEZIONE SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE LAZIO Sentenza 387 2010 Responsabilità 22-02-2010 Sent. n. 387/2010 LA CORTE DEI CONTI IN NOME DEL POPOLO ITALIANO SEZIONE GIURISDIZIONALE PER  IL LAZIO composta dai seguenti Magistrati: Salvatore Nottola                               Presidente Adriana LA Cava                       Consigliere Annunziata Francioso                         Consigliere- relatore ha emanato la seguente SENTENZA nel giudizi di responsabilità iscritti al n.  65714/R e 59721/R del registro di Segreteria, promossi ad i­stanza del Procuratore regionale nei confronti del dr. BRUZICHES Tommaso, nato a CAPRAROLA, il 30.7.1957, rappresentato e difeso dall’ avv. Giulio Correale, e poi avv. V. Scorsone e E. Sigillò per successiva procura speciale depositata in atti, presso il cui studio ha eletto domicilio in Roma, via Pisanelli 4; + altri convenuti per il secondo dei giudizi; Visti l'atto introduttivo e tutti gli atti e i documenti del giudizio; Uditi alla pubblica udienza del giorno  30 novembre 2009 il relatore Cons. Annunziata Francioso,   udito  il Pubbli­co Ministero nella persona del Vice Proc. Gen.  B. Tridico; l’avv.  V. Scorsone per il convenuto;  considerato in                                                      FATTO Con primo atto di citazione depositato il  30.10.2003, notificato ai convenuti, la Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio ha citato in giudizio innanzi a questa Sezione il signor BRUZICHES T., E. STELLIFERI, P. PECORELLI, A.F. BLASI, P. CHIAVARI, E B.F. VALENTINI, nella loro qualità all’epoca dei fatti di sindaco e di assessori del comune di Caprarola, per sentirli condannare al pagamento in favore del comune, delle somme indicate nello stesso atto di citazione per ciascuno dei predetti, per un totale pari ad €. 74.287,91,  oltre ad accessori, per le diverse ipotesi di danno erariale prospettate in citazione, tra cui al n. 1 quella relativa alla mancata decisione di fare opposizione ai 7 decreti ingiuntivi emessi a favore di sette lavoratrici nei confronti della Cooperativa Il Ponte, e del comune. Il giudizio iscritto al ruolo n. 59721 risulta deciso per  tutte le fattispecie di danno, tranne la prima, con sentenza di questa Sezione n.1437 del 14 luglio 2005 che ha condannato i sigg. Blasi, Chiavari, Pecorelli e Stelliferi al pagamento di €. 364,10 ognuno; e il sig. Bruziches all’ulteriore pagamento di €. 516,45, il tutto oltre ad accessori, secondo quanto motivato nella stessa. Per la prima ipotesi di danno ( opposizione ai DI), la sentenza ha fatto rinvio all’ordinanza istruttoria n. 579/05 emessa dal Collegio   nella stessa udienza, con la quale ha disposto l’acquisizione agli atti della documentazione relativa alla definizione del giudizio civile pendente; con successiva ordinanza n. 142/08 ha sospeso il giudizio fino alla definizione dl giudizio civile non ancora concluso, ritenuto pregiudiziale al presente. Con successivo atto di citazione integrativo depositato il 5 ottobre 2006, oggetto del giudizio iscritto al n. 65714, la Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio ha citato in giudizio innanzi a questa Sezione il signor BRUZICHES T., sempre nella sua qualità di sindaco all’epoca dei fatti, per ivi sentirlo condannare al pagamento in favore dell’erario del Comune, della somma  intera di €. 37.184,37, a seguito dell’estromissione del dr. Borgna da precedente giudizio;  oltre ad €. 64.652,61, per spese legali e spese per giudizio arbitrale sostenute dal comune;  tutto oltre a rivalutazione monetaria, interessi legali e spese di giudizio. Con ordinanza n. 200 del 10.4.2008 questa Sezione ha disposto la riunione dei due giudizi, chiedendo anche un supplemento istruttorio al Procuratore regionale. Con atto integrativo del 3.12.2008 la Procura, ritenuto eseguiti i diversi supplementi istruttori disposti, ha rideterminato il danno per la prima ipotesi che riguarda la somma pagata dal comune per difendersi nell’Arbitrato, ed ha chiesto la nuova fissazione di udienza per la data odierna. Risulta acquisita in atti  la sentenza n. 660 del 1.10.2007 del  Tribunale di Velletri, che  ha revocato i decreti ingiuntivi opposti dalla Cooperativa, ma ha ribadito che i decreti non opposti dal comune  nei termini di legge, hanno acquisito efficacia di giudicato sostanziale nei confronti dell’ente, dichiarandoli immediatamente esecutivi nei confronti dell’ente stesso, per l’importo però rideterminato e ridotto. Con delibera consiliare n. 45 del 28.12.2007 il Comune da atto di aver pagato il 3.8.2007, in esecuzione dell’ordinanza del giudice dell’esecuzione, per 4 decreti ingiuntivi per un totale di €. 214.821,09, (mentre tre delle lavoratrici risulta abbiano rinunciato al loro credito nei confronti del solo comune). Secondo la Procura, la sentenza citata che ha  annullato i decreti ingiuntivi opposti ed ha rideterminato quanto dovuto alle lavoratrici,   rafforza ancor più  quanto sia stata sbagliata la scelta, dolosa, del comune di non opporsi ai decreti ingiuntivi emessi nei suoi confronti, cosa che ha consentito alle lavoratrici di ottenere somme in misura maggiore a quelle effettivamente dovute. La Procura ritiene quindi, con atto integrativo depositato il 3.12.2008, che tale scelta ha determinato per il comune l’ulteriore danno per il pagamento di €. 83.996,71, ( determinato da €.120.181,08  in esecuzione dei DI, – €. 37.184,37 chiesta già con primo atto). Individua pure l’altra posta di danno conseguito  alla sospensione dei pagamenti alla Cooperativa da parte del  comune, che ha dovuto poi liquidare  al proprio legale per la difesa svolta  la somma di €. 24.761,40, come da fattura n. 4 del 28.1.2008; anche di detta somma deve essere chiamato a rispondere il sindaco BRUZICHES poiché consegue alla sua scelta di sospendere i pagamenti, scelta arbitraria. Cita, pertanto, il convenuto per il danno complessivo pari ad €. 108.758,11, oltre ad accessori come determinato nell’atto integrativo. Con memoria depositata il 6 11.2009, dopo il decesso dell’avv. G. Correale, si sono costituiti, per mandato successivo, l’avv. Scorsone e Sigillò che, richiamato tutto quanto già espresso dal primo difensore con la memoria depositata in data 8.2.2008,  precisato che l’atto integrativo di citazione non elabora ulteriori forme di responsabilità ma precisa quelle oggetto già di precedente giudizio, definito, per altro con la citata sentenza di questa Corte, hanno precisato quanto di seguito.  Per la principale contestazione mossa dalla Procura, la scelta dolosa  di non fare opposizione ai DI, contesta la memoria come debba ritenersi superata poiché certo non era scelta del solo sindaco ma dell’intero Consiglio, che al limite dovrebbe essere chiamato a rispondere; Consiglio supportato da un parere legale che aveva evidenziato al rischiosità di opporsi, se non  vi erano elementi certi per farlo. Richiama poi come la sentenza penale n. 262/2006 sia  di assoluzione piena (assolti perchè il fatto non sussiste; la decisione di non opposizione a DI è scelta discrezionale e non sindacabile), per cui non può non tenersene conto in questa sede, ai fini dell’accertamento del fatto. Sottolinea poi la memoria come la voce di danno relativa alla sospensione dei pagamenti alla cooperativa non possa essere imputata al sindaco Bruziches in carica solo fino al 2001, ma all’amministrazione successiva che comunque ha proseguito a non pagare, causando così l’aggravio del danno; quindi è alla nuova amministrazione che andrebbe imputata tale posta di danno. Conclude chiedendo l’assoluzione dl suo assistito, in subordine il contraddittorio nei confronti degli altri responsabili. Risulta dagli atti che esiste sequestro autorizzato su beni del sindaco, esteso anche per i compensi dovuti dall’ ASL di Viterbo, in misura di 1/5, come da ordinanza  n. 18/2004. All’odierna  pubblica udienza, con l’assistenza del segretario dott.ssa A.M. Ponturo, sentito il consigliere  relatore;  il Pubblico Ministero che si è riportato a quanto in atti ed ha insistito nella tesi accusatoria secondo quanto riportato nell’atto introduttivo dei giudizi; sentito  l’avv. V. Scorsone che ha insistito nelle proprie richieste come già in atti; la causa è passata in decisione.