CONTRATTI PUBBLICI: DIVIETO DI PROROGA E DI RINNOVO TACITO



(continua a leggere)


Rilascio certificati di esecuzione



































































































N N. 02151/2011REG.PROV.COLL. N. 06724/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 6724 del 2010, proposto da: Comune di Ofena, rappresentato e difeso dagli avv. Diego De Carolis, Marcello Russo, con domicilio eletto presso Marco Croce in Roma, via Nizza, 63; contro Srl Rocco & Domenico di Marzio, rappresentato e difeso dall'avv. Nino Paolantonio, con domicilio eletto presso Angelo Clarizia in Roma, via Principessa Clotilde N.2; nei confronti di Regione Abruzzo, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; Das Srl, Srl di Carlo Mario, Srl Dragaggio del Ponte; per la riforma della sentenza del T.A.R. ABRUZZO - SEZ. STACCATA DI PESCARA: SEZIONE I n. 00055/2010, resa tra le parti, concernente DINIEGO PROROGA DELL'ATTIVITA' ESTRATTIVA   Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Srl Rocco & Domenico di Marzio e di Regione Abruzzo; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 11 gennaio 2011 il Cons. Francesco Caringella e uditi per le parti gli avvocati De Carolis, Paolantonio e l'Avvocato dello Stato Tidore; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO e DIRITTO 1. Il Comune di Ofena, con contratto del 25.9.1989, concedeva alla S.n.c. Caviter la coltivazione della cava per inerti in località Collelungo e su area di proprietà comunale (fg. 41, part.106) alle condizioni vi indicate. Il 17.2.1999, la Caviter chiedeva la proroga della concessione per altri dieci anni ed estesa ad altre particelle e con atto del 3.5.1999 il Sindaco autorizzava tale proroga, precisando in dispositivo che “la presente autorizzazione sarà valida 10 (dieci) anni dalla data della scadenza della concessione e comunque non oltre l’entrata in vigore del piano regionale cave previsto dalla L.R. n.54 del 26.7.1983. Nell’ipotesi che al termine del 10° anno lo sfruttamento della cava non sia terminato secondo quanto disposto dal progetto già autorizzato dalla Regione, la presente convenzione verrà rinnovata automaticamente di ulteriori 10 anni”. La stessa dizione è stata riportata nel punto 3) della consequenziale concessione-contratto stipulata con la Caviter il 23.6.1999. Tale società era poi incorporata nella S.r.l. Lafarge Calcestruzzi (in seguito indicata Lafarge). Insorto contenzioso tra le parti ai fini del subingresso nella concessione della società Rocco e Domenico Di Marzio di Domenico Di Marzio & C. S.a.s. (poi Rocco & Domenico Di Marzio S.r.l., di seguito indicata come società Di Marzio), cui la società Lafarge aveva ceduto il ramo di azienda per la coltivazione della cava, in data 31.5.2004 intervenivano: a) l’atto di transazione tra il Comune, la società Lafarge e la società Di Marzio, con cui il Comune concedeva alla società Di Marzio il subingresso “alle medesime ed immutate condizioni di cui al contratto in essere, così come integrato dalle disposizioni di cui all’atto stipulato in data 31.5.2004 approvato con deliberazione c.c. n.21 del 31.5.2004 che verrà sottoscritto dal subentrante per formale accettazione” b) il contratto n.3 tra il Comune e la società Lafarge, con cui, a modifica della convenzione stipulata il 23.6.1999, era rideterminato il canone annuale di concessione dal 1.1.2004 nell’importo di Euro 150.000,00 corrispondente ad una quantità di materiale scavato di mc 123,300 anche se il materiale estratto fosse risultato di quantità inferiore, mentre, in caso di estrazione in eccedenza, l’importo da pagare sarebbe stato calcolato in Euro 1,21721 al mc per il primo anno, da rivalutare in base agli indici Istat per gli anni successivi. Nel punto n.7 di questo secondo contratto erano “fatti salvi tutti gli altri patti, prescrizioni e condizioni di cui alle autorizzazioni sindacali del 29.3.1989 e del 3.5.1999, nonché alla convenzione del 23.6.1999, purché non modificati o in contrasto con quanto stabilito nel presente atto”. Di conseguenza, il Sindaco di Ofena, con provvedimento dello stesso 31.5.2004, n. 1281 di prot., autorizzava la società Di Marzio “al subingresso nella coltivazione della cava di inerti in loc. Collungo (…) fino alla naturale scadenza del precedente e vigente atto di autorizzazione citato in precedenza”. Detta autorizzazione puntualizzava poi, nella parte dispositiva, che “il termine del ciclo lavorativo non potrà superare quello in precedenza accordato dall’amministrazione, e cioè fino al 3.5.2009, ritenendo il presente atto un semplice provvedimento autorizzatorio di volturazione e subentro nella titolarità concessoria”. Con nota del 17.2.2009 la società Di Marzio comunicava alla Regione Abruzzo ed al Comune di Ofena l’intento di avvalersi della prevista proroga decennale della concessione, con decorrenza dalla scadenza di quella in essere, allegando la relativa documentazione. Il Responsabile del Servizio tecnico del Comune, con nota dell’11.3.2009, deduceva tuttavia l’impossibilità di concedere la proroga ai sensi dell’art. 20 della L.R. n. 54/1983. Il Consiglio comunale di Ofena, con deliberazione 4.5.2009 n. 2, dando atto che la precedente ed analoga delibera n. 1 del 2.4.2009 era priva di effetti, autorizzava la Giunta, il Sindaco ed il Responsabile del servizio all’attivazione della procedura per l’emanazione del bando di gara finalizzato ad una nuova concessione dell’attività estrattiva nell’area di cava, da concludersi entro tre mesi, salvo proroga, ed autorizzava altresì il Sindaco a concedere una proroga trimestrale del rapporto in essere con l’attuale gestore e, comunque, non oltre il 31.12.2009. Il 13.5.2009 il Comune chiedeva alla Regione l’autorizzazione alla proroga trimestrale della concessione in atto ed il Sindaco ha ciò disposto con atto del 20.5.2009, mentre la Giunta comunale, con deliberazione 3.6.2009 n. 20 approvava il bando di gara per il nuovo l’affidamento: questi atti sono stati impugnati dalla società di Marzio con un secondo atto di motivi aggiunti, spedito per la notificazione l’8.6.2009 e depositato il 16 successivo, ancora deducendosene l’illegittimità in conseguenza della già dedotta illegittimità della deliberazione consiliare n.2/2009 e degli atti presupposti, come sopra già impugnati. Il bando di gara era quindi pubblicato sulla G.U.R.......