CONTRIBUTI 2004 ALLE UNIONI DI COMUNI



(continua a leggere)


UTILIZZO DATI CATASTALI: SCHEMA DI CONVENZIONE



































































































NOTA METODOLOGICA PER LA DETERMINAZIONE NOTA METODOLOGICA PER LA DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO ERARIALE ALLE UNIONI DEI COMUNI ANNO 2004 Premessa La legge 3 agosto 1999, n. 265, ha ridefinito l'istituto della fusione e dell'unione dei comuni introdotto dalla legge 8 giugno 1990, n. 142. La nuova normativa iscritta nella legge n. 265 del 1999, prevede l'emanazione di un decreto del Ministro dell'Interno per definire i criteri di attribuzione dei contributi erariali alle unioni dei comuni. Decreto attuativo Il decreto emanato in data 1 settembre 2000, n. 318, è stato modificato ed integrato con il decreto ministeriale 1° ottobre 2004, n. 289. Tali norme hanno fissato i criteri e le modalità da seguire per il calcolo dei contributi statali spettanti ai comuni derivanti da procedure di fusione, alle unioni di comuni ed alle comunità montane svolgenti l'esercizio associato delle funzioni comunali. L'assegnazione del contributo è effettuata per quote, sulla base dei seguenti parametri: a) Popolazione dell'unione; b) Numero dei comuni facenti parte dell'unione; c) Servizi esercitati in forma associata. I contributi erariali considerati per i calcoli sono quelli dell'anno a cui si riferisce il contributo da assegnare all'unione; in caso di costituzione in corso d'anno la quota è determinata in dodicesimi. Di seguito viene enunciata la metodologia di calcolo applicata per l'anno 2004, in cui si è tenuto conto delle modifiche apportate dal citato decreto ministeriale n. 289, del 2004. Fondi stanziati dalle leggi finanziarie L'articolo 3, comma 27, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, ha previsto un fondo di 20 milioni di euro da assegnare alle unioni di comuni per l'anno 2004. L'articolo 53, comma 10, della legge n. 388 del 2000, ha posto a regime un fondo di circa 7.700.000 euro da assegnare alle stesse. Si fa presente che, al primo stanziamento concorrono le sole unioni che hanno gestito servizi in forma associata, mentre il secondo è stato ripartito indistintamente fra tutte le unioni. METODOLOGIA DI CALCOLO Contributo per le unioni dei comuni in base alla popolazione (articolo 3 del decreto ministeriale) A ciascuna unione di comuni è assegnato un contributo pari ad una percentuale del valore nazionale medio per abitante dei contributi erariali assegnati a tutti i comuni. [ Per incentivare l'unione dei comuni di piccola dimensione il contributo in base alla popolazione è ascendente da un massimo del 9 per cento per i comuni fino a 20.000 abitanti ed è discendente ad un minimo del 3 per cento per i comuni superiori ]. La determinazione del valore medio nazionale è effettuata escludendo dai calcoli l' I. C. I. e gli eventuali contributi erariali spettanti ai comuni della Valle D'Aosta, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige. Pertanto, sono totalizzati soltanto i contributi ordinari, consolidati, sviluppo investimenti, ordinario investimenti e contributi per la fiscalità locale. La metodologia per determinare il contributo è la seguente: viene definito l'anno a cui si riferisce il contributo da erogare, viene eseguito il totale dei contributi erariali assegnati in quell'anno e sulla base della popolazione residente nel biennio precedente è calcolato il valore medio nazionale per abitante. Si prende in esame l'unione di comuni costituitasi, si definisce la popolazione complessiva e la classe demografica di appartenenza. Noto questo parametro si sceglie, l'aliquota percentuale da applicare sul valore nazionale medio per abitante "tra le otto classi previste dall'articolo 3". Individuata la percentuale, viene calcolato il suo valore rispetto alla media nazionale, il risultato moltiplicato per la popolazione complessiva (tenuto conto, di quanto previsto dal comma 8, dell'articolo 1 quater, del decreto-legge 31 marzo 2003, n. 50, convertito dalla legge 20 maggio 2003, n. 116) determina l'ammontare del contributo assegnato all'unione di comuni considerata. Contributo per le unioni dei comuni in base al numero degli enti associati (articolo 4 del decreto ministeriale) L'articolo 4, prevede l'assegnazione di una quota di contributo annuale sulla base del numero dei comuni che partecipano all'unione. La metodologia applicata per determinare il contributo è la seguente: viene definito l'anno a cui si riferisce il contributo da erogare, viene eseguito il totale dei contributi erariali assegnati in quell'anno e sulla base della popolazione residente nel biennio precedente è calcolato il valore medio nazionale per abitante. Si prende in esame l'unione di comuni costituitasi e si definisce il numero di comuni che vi hanno aderito. Noto questo parametro si sceglie, l'aliquota percentuale da applicare sul valore nazionale medio nazionale "tra le quattro classi previste dall'articolo 4". Individuata la percentuale, viene calcolato il suo valore rispetto alla media nazionale e il risultato moltiplicato per la popolazione complessiva (tenuto conto di quanto previsto dal comma 8, dell'articolo 1 quater, del decreto-legge 31 marzo 2003, n. 50, convertito dalla legge 20 maggio 2003, n. 116) determina l'ammontare del contributo assegnato all'unione di comuni considerata. Contributo per le unioni dei comuni e le comunità montane in base ai servizi esercitati in forma associata (articolo 5 del decreto ministeriale) La determinazione del contributo è effettuata sulla base della certificazione dei servizi esercitati in forma associata, considerando l'ammontare complessivo delle spese correnti ed in conto capitale impegnate per detti servizi. A tal fine sono state considerate le seguenti disposizioni normative: " Comma 3. Per ciascuna unione costituitasi, si valuta il numero di servizi svolti in forma associata e si seleziona l'aliquota percentuale che deve essere applicata sul totale delle spese certificate. Il contributo varia in funzione del numero dei servizi, da un minimo del 15 per cento delle spese complessive, ove l'ente gestisca due servizi, ad un massimo del 26 per cento delle stesse, ove gestisca più di 5 servizi. " Comma 4. Rispetto alle percentuali del comma 3, è previsto un incremento del 5 per cento per i servizi di: ¢ anagrafe e stato civile, ¢ per il servizio tecnico, ¢ urbanistica e gestione del territorio, ¢ polizia locale. " Comma 4 bis. Inoltre è previsto un incremento del 10 per cento del contributo come determinato ai precedenti commi, ove vengano conferite integralmente in gestione associate una o più funzioni, composte da più di due servizi individuati ai sensi dell'articolo 2, del D.P.R. 31 gennaio 1996, n. 194. " Comma 4 ter. Tale norma è stata applicata solo alle unioni di comuni di prima costituzione e a quelle che hanno variato il numero dei servizi già certificati negli anni precedenti. Pertanto, a tali enti sono stati richiesti i certificati dei comuni fino a 5000 abitanti, con esclusione di quelli superiori. Di conseguenza, l'importo delle spese correnti e in conto capitale dei servizi è stato così calcolato: 1) per i comuni fino a 5000 abitanti, è stato considerato l'importo del certificato esplicitamente richiesto; 2) per i comuni superiori a 5000 abitanti, è stata presa a riferimento la spesa media nazionale dei comuni sino a 5000 abitanti dei servizi gestiti in forma associata dall'unione e moltiplicata per 5000; 3) quindi, sono stati sommati gli importi di cui ai punti 1) e 2) e applicati i commi 3, 4, e 4 bis dell'articolo 5. " Comma 5 bis. La disposizione è stata applicata alle sole unioni composte da tutti comuni superiori a 5000 abitanti, per cui era prevista la revisione triennale del certificato. Di conseguenza, l'importo delle spese correnti e in conto capitale dei servizi è stato così calcolato: 1) è stata presa a riferimento la spesa media nazionale dei comuni sino a 5000 abitanti dei servizi gestiti in forma associata dall'unione e moltiplicata per ciascun comune per 5000, se nell'unione sono presenti uno o più comuni con popolazione maggiore di 30000 abitanti, essi sono esclusi dal calcolo; 2) pertanto alla somma degli importi di cui al punto 1), sono stati applicati i commi 3, 4, e 4 bis dell'articolo 5. Determinazione del contributo Eseguiti i calcoli per la determinazione delle tre quote di contributi da assegnare a tutte le unioni di comuni, definito l'ammontare necessario per i pagamenti, in caso di insufficienza dei fondi stanziati nell'anno a cui si riferisce la spettanza, il contributo complessivo di ciascuna unione è ridotto proporzionalmente entro i limiti delle disponibilità finanziarie fissate. Aggiornamento dei contributi Per i contributi assegnati in base ai servizi svolti in forma associata è stabilita una revisione triennale, mentre per gli altri due metodi la revisione è decennale. Per le comunità montane il contributo è attribuito con lo stesso metodo fissato per la gestione associata dei servizi ( articolo 5, commi 3, 4 e 4 bis del decreto ministeriale). Roma, 14 febbraio 2005 ......