CONTRO VIZI DI FORMA DEL PRG IL CONSIGLIERE PUO’ RICORRERE AL TAR



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STU: LA DISCIPLINA DI RIFERIMENTO E’ QUELLA DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia Sezione staccata di Brescia ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 233/2002, proposto da CONZADORI GIACOMO, rappresentato e difeso dagli Avv. Enzo Bosio e Massimo Piazza con domicilio eletto presso quest’ultimo in Brescia via Ferramola 1/A; contro COMUNE DI GAMBARA, in persona del Sindaco, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dagli Avv. Domenico Bezzi e Francesco Noschese, con domicilio eletto presso il loro studio in Brescia via Cadorna 7; e nei confronti di IMMOBILIARE LAGO srl, BONAZZOLI MARIA LUISA, BONAZZOLI LIVIO, non costituiti in giudizio, per l'annullamento della deliberazione del Consiglio comunale di Gambara n. 64 del 19 novembre 2001, con la quale è stata approvata in via definitiva una variante semplificata al PRG; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle proprie difese; Visti gli atti tutti della causa; Designato quale relatore alla pubblica udienza del 30 gennaio 2004 il dott. Mauro Pedron; Uditi i difensori delle parti; Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue: FATTO Il Consiglio comunale di Gambara con deliberazione n. 64 del 19 novembre 2001 ha approvato definitivamente una variante semplificata al PRG ai sensi dell’art. 2 comma 2 lett. c)-e)-i) della LR 23 giugno 1997 n. 23, respingendo le osservazioni che il ricorrente aveva presentato in qualità di consigliere comunale. La variante consiste nell’aggiornamento della cartografia, nell’individuazione di tre nuove aree residenziali di completamento (zona B3), e nella modifica dei criteri dell’art. 14 delle NTA per il calcolo del volume in zona A (esclusione delle porzioni interrate di fabbricati esistenti “purché destinate ad attrezzature di interesse pubblico o private di interesse pubblico convenzionate”). Con ricorso notificato il 18 febbraio 2002 e depositato il 15 marzo 2002 il ricorrente ha impugnato la deliberazione n. 64/2001 proponendo le seguenti censure: a)   violazione dell’art. 2 comma 4 lett. a) della LR 23/1997, che vieta di utilizzare la variante semplificata per ottenere come effetto la conformità alle previsioni urbanistiche di interventi abusivamente realizzati. Nel caso in esame vi sarebbero tre abusi potenzialmente beneficiari delle modifiche introdotte con la variante; b)   disparità di trattamento, in quanto la modifica dei criteri dell’art. 14 delle NTA per il calcolo del volume è stata prevista per la sola zona A (nuclei di antica formazione) senza ragioni a sostegno di tale limitazione. Il Comune si è costituito in giudizio contestando l’interesse e la legittimazione ad agire del ricorrente in quanto consigliere comunale, e chiedendo in ogni caso la reiezione del ricorso. All’udienza del 30 gennaio 2004 il ricorso è stato trattenuto in decisione. DIRITTO Il ricorrente, in qualità di consigliere comunale, ha impugnato la deliberazione del Consiglio comunale n. 64 del 19 novembre 2001, con la quale è stata approvata definitivamente una variante semplificata al PRG ai sensi dell’art. 2 comma 2 lett. c)-e)-i) della LR 23 giugno 1997 n. 23. 1. Il Comune resistente sostiene in via preliminare che il ricorso, essendo stato presentato da un consigliere comunale che non ha interessi personali nella vicenda, dovrebbe essere dichiarato inammissibile per difetto di interesse e di legittimazione. In effetti la giurisprudenza consolidata permette ai consiglieri comunali di impugnare le deliberazioni dell’organo di appartenenza e in generale gli atti del Comune soltanto quando sia lamentata una violazione del munus. Occorre quindi stabilire quale grado di collegamento con le funzioni di consigliere sia sufficiente per consentire l’impugnazione. Nel caso in esame il ricorrente lamenta con il primo motivo l’erronea utilizzazione della procedura della variante semplificata al posto di quella ordinaria. Pur non trattandosi di un vizio limitato alla fase di deliberazione (come la convocazione irrituale o la mancanza del quorum), l’utilizzazione di una procedura semplificata per l’approvazione delle varianti al PRG coinvolge anche i poteri del consiglio comunale, che viene chiamato a decidere in via definitiva sull’approvazione senza l’ulteriore esame della Regione. Questa circostanza, aumentando la rilevanza del voto consiliare in rapporto al risultato urbanistico, influisce in modo sostanziale sulla posizione dei consiglieri, e può far sorgere in quanti si oppongono all’approvazione delle varianti semplificate l’interesse a contestare la legittimità della procedura. Di conseguenza l’eventuale annullamento della deliberazione consiliare potrebbe accertare indirettamente anche il “peso” del voto dei consiglieri e fissare una regola procedurale per il rinnovo dell’esame della proposta. In base a questa impostazione il ricorso deve quindi essere considerato ammissibile. 2. Nel merito il primo motivo non può invece essere condiviso. Secondo il ricorrente la variante semplificata contrasterebbe con l’art. 2 comma 4 lett. a) della LR 23/1997, che vieta di utilizzare questa procedura per ottenere come effetto la conformità alle previsioni urbanistiche di interventi abusivamente realizzati. Uno degli abusi sarebbe quello realizzato dalla Immobiliare Lago srl, che ha costruito un immobile con un piano interrato alto 4 metri, sforando quindi la soglia di 2,5 metri prevista dalle NTA. Questa società beneficerebbe ora del nuovo sistema di calcolo del volume per gli edifici della zona A, che esclude dal computo i piani interrati anche con altezza superiore a 2,5 metri, purché destinati ad attrezzature di interesse pubblico. La modifica alla regola generale dell’art. 14 comma 4 delle NTA riguarda in effetti i fabbricati esistenti (come risulta dalla relazione illustrativa - doc. 4 del Comune), e pertanto interessa sia gli edifici che momento della costruzione non erano conformi alle disposizioni in vigore sia quelli che saranno modificati o ristrutturati in futuro. In altri termini nuova norma contiene, accanto a una disp......