CONTROLLO SU CERTIFICAZIONE MANCATO GETTITO ICI



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ANCORA DUBBI SULLA NATURA DELLA TIA



































































































Deliberazione n Deliberazione n. 8/SEZAUT/2009/QMIG C o r t e dei C o n t i in Sezione delle Autonomie   nell’adunanza del 4 giugno 2009   Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei Conti, approvato con R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e  successive modificazioni; Visto l’art. 9 della deliberazione 16 giugno 2000, n.14 delle Sezioni  riunite della Corte dei Conti , recante il  regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, come modificato dalla deliberazione delle Sezioni riunite  3 luglio 2003 n. 2 (G.U. 16 luglio 2003 n. 163), nonché  dalla deliberazione del Consiglio di Presidenza della Corte dei conti  n. 229/CP/2008, del 19 giugno 2008 (pubbl. in G.U. 2 luglio 2008, n. 153); Viste le note prot. n. 6656 e 6659 in data 25 maggio 2009, con le quali il Presidente della Corte ha convocato la Sezione delle Autonomie per l’odierna adunanza, ai fini dell’esame dei seguenti argomenti all’o.d.g.: 1) interpretazione dell’art. 2, comma 7 del d.l. 7 ottobre 2008, n. 154, convertito dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189: verifica della veridicità della certificazione trasmessa dai Comuni al Ministero dell’Interno attestante il mancato gettito I.C.I.; 2) interpretazione dell’art. 1 – comma 2 – del d.l. 27 maggio 2008, n. 93, convertito dalla legge 24 luglio 2008, n. 126: estendibilità dell’esonero fiscale con regolamenti o delibere comunali. Udito il relatore, Cons. Rinieri Ferone;   Premesso che:   L’art. 1, comma 1,  del D.L. 27.5.2008, n.93 (convertito dalla legge 24.7.2008, n.126), dispone l’esclusione dall’imposta comunale sugli  immobili, prevista dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo, specificando, nei successivi commi 2 e 3, in quali casi l’unità immobiliare deve essere considerata adibita ad abitazione principale ai fini  dell’esclusione dall’imposta. Il  comma 4 dell’art. 1 del surricordato decreto legge, stabilisce che la minore imposta che deriva dall’applicazione dei sudddetti commi,  “pari a 1700 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008, è rimborsata ai singoli comuni, in aggiunta a quella prevista …” in conseguenza dell’applicazione  dell’ulteriore detrazione dell’1,33 per mille della base imponibile, introdotta dall’art.1 – comma 5 – della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Ai fini del rimborso della minore imposta per l’anno 2008, l’art. 77bis – comma 32 -  della legge 6 agosto 2008, n. 133, di conversione del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112,  dispone che entro il 30 aprile 2009, i comuni trasmettono al Ministero dell’Interno la certificazione del mancato gettito accertato, secondo modalità stabilite con decreto del medesimo Ministero. Il Ministero dell’Interno, con decreto  del  1° aprile 2009, (pubbl. sulla G.U., serie generale,  n. 82 dell’8 aprile 2009) ha  adottato il modello di certificazione di cui sopra. Detta certificazione, secondo quanto successivamente statuito dall’art. 2 – comma 6 – del decreto legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, deve essere sottoscritta dal responsabile dell’ufficio tributi, dal segretario comunale e dall’organo di revisione e, in base al disposto del successivo comma 7, è trasmessa alla Corte dei Conti per “la verifica della veridicità”.   Considerato che:   La verifica affidata alla Corte, secondo l’enunciato normativo, letteralmente inteso, dovrebbe  essere diretta a dare positivo, o negativo, riscontro alla corretta determinazione del “quantum”  del dato certificato da parte dell’ente locale, ai fini della congrua commisurazione dell’entità del rimborso con oneri a carico dello Stato e ciò  a conservazione delle condizioni di equilibrio del bilancio comunale, incise dalle minori entrate conseguenti alle richiamate norme sull’esclusione dall’ICI. Una verifica condotta nella direzione della predetta finalità, non potrebbe prescindere da un riscontro computistico del dato complessivo certificato, con gli  elementi analitici di computo, alla luce dei quali si giustifica lo stesso dato  certificato. In termini più espliciti, una tale verifica dovrebbe vedere impegnate le Sezioni regionali di controllo nella preliminare ed esatta ricostruzione della base imponibile e, quindi, nell’individuazione  delle unità immobiliari adibite, o considerate, abitazioni principali  e, poi,  sulla base della rendita catastale  aggiornata,  dell’aliquota applicata e delle detrazioni spettanti, stabilire  se il dato certificato sia, o meno, veridico. In ultimo, ma non in ordine di importanza, Il dato complessivo relativo al numero di abitazioni principali sul territorio nazionale, stimate in oltre 14 milioni e settecentomila unità immobiliari, completa il quadro di riferimento utile a confermare la pratica impossibilità che le Sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti possano operare le verifiche delle certificazioni del mancato gettito ICI accertato, nei sensi esposti. Peraltro, e conclusivamente sul punto, sul piano formale, una tale verifica, in quanto condotta su elementi di fatto e di diritto e, soprattutto, in quanto diretta ad accertare la veridicità di dati certificati,  non potrebbe prescindere dalla garanzia del contraddittorio con l’Ente certificante ciò che  appare, vieppiù, incompatibile con le potenzialità funzionali della Corte. Le Sezioni Regionali di controllo della Corte dei Conti,  alle quali compete la verifica in argomento, rilevano le insuperabili  difficoltà operative nei sensi appena riassunti ed alcune di esse hanno d......