CONTROLLO SUI CONTRATTI DI SUBAPPALTO



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Rimborsi spese elettorali



































































































N N. 00217/2011 REG.PROV.COLL. N. 01225/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1225 del 2010, proposto da: Cooperativa Sociale Elleuno s.c.s. e Cooperativa Sociale Ass.i.ste. s.c.s., rappresentate e difese dagli avv. Luigi Gili e Sergio Fienga, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Luigi Gili in Torino, via Vela, 29; contro Casa di soggiorno per anziani "San Giuseppe", in persona del Presidente pro tempore del Consiglio di Amministrazione, rappresentata e difesa dagli avv. Maria Teresa Fanzini e Riccardo Ludogoroff, con domicilio eletto presso il loro studio in Torino, corso Montevecchio, 50; Comune di Castelnuovo Don Bosco; per l'annullamento del verbale di deliberazione adottato dal Consiglio di Amministrazione della Casa di soggiorno per anziani "San Giuseppe" in data 14.6.2010, n. 50, pubblicato all’albo pretorio del Comune dal 30 giugno al 15 luglio 2010; di tutti gli atti connessi, presupposti e consequenziali, ivi incluso, per quanto possa occorrere, il capitolato speciale di appalto, nella specie l’art. 38, il parere tecnico preventivo reso dal Segretario dell’Ente nonché la comunicazione della Casa di soggiorno per anziani "San Giuseppe" prot. n. 2073 del 19 luglio 2010.   Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio della Casa di soggiorno per anziani "San Giuseppe"; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 27 gennaio 2011 il dott. Richard Goso e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO Le ricorrenti riferiscono di aver partecipato, nella rispettiva qualità di mandataria (Coop. Soc. Elleuno) e di mandante (Coop. Soc. Ass.i.ste.) dell’associazione temporanea di imprese costituenda con Onama S.p.a., alla procedura aperta di gara indetta dalla Casa di soggiorno per anziani San Giuseppe di Castelnuovo Don Bosco per l’affidamento quinquennale del servizio di gestione delle attività sanitarie, assistenziali e alberghiere da svolgersi presso la struttura della stazione appaltante. All’esito delle operazioni di gara, l’appalto era affidato, con deliberazione del 21 giugno 2008, all’a.t.i. suddetta. Il contratto di appalto veniva stipulato in data 7 ottobre 2008. Durante l’esecuzione del servizio, la Coop. Soc. Elleuno comunicava all’amministrazione committente, con nota del 11 giugno 2010, di aver stipulato un contratto preliminare con il quale si era impegnata a cedere alla Coop. Soc. Ass.i.ste., a far data dal 1° luglio 2010, il ramo di azienda inerente il complesso dei beni e dei rapporti giuridici funzionali all’esecuzione del servizio presso la Casa di soggiorno per anziani. La cessione avrebbe comportato, in concreto, il recesso di Elleuno dall’a.t.i. e il subentro di Ass.i.ste. nel ruolo di mandataria. Con deliberazione n. 50 del 14 giugno 2010, il Consiglio di Amministrazione della Casa di soggiorno per anziani prendeva atto di tale intenzione, ma subordinava l’efficacia della cessione alla condizione che la Società cedente garantisse in via solidale con la cessionaria il corretto adempimento di tutte le obbligazioni a suo tempo assunte con la stipula del contratto. Le ricorrenti, ritenendo che tale statuizione fosse illegittima e lesiva dei loro interessi, ne chiedevano il riesame e, in difetto di riscontro, la impugnavano con il ricorso giurisdizionale in trattazione, fondato sui seguenti motivi di gravame: I) Violazione e/o falsa applicazione dell’art. 116 del d.lgs. 12 aprile 2006. n. 163, nonché dell’art. 38 del capitolato speciale di appalto. Eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, contraddittorietà ed illogicità manifesta. L’art. 116 del codice dei contratti pubblici delimita in modo tassativo le ipotesi nelle quali la stazione appaltante può opporsi al subentro di un nuovo soggetto all’affidatario originario: al di fuori di tali ipotesi, non ricorrenti nella fattispecie, non residuano margini di discrezionalità in capo all’amministrazione. La Cooperativa subentrante, in ogni caso, aveva già comprovato in sede di partecipazione alla gara il possesso dei requisiti e delle qualificazioni richieste dal menzionato art. 116 e il contratto a suo tempo stipulato dall’a.t.i. non prevedeva ipotesi di incedibilità assoluta. II) Violazione e/o falsa applicazione dell’art. 2558 del codice civile. Sviamento, eccesso di potere per difetto di motivazione e d’istruttoria e illogicità manifesta. La delibera impugnata si porrebbe in contrasto con l’art. 2558 cod. civ., secondo cui la cessione d’azienda opera con effetto immediato nei confronti del contraente ceduto, fatta salva la sola possibilità per quest’ultimo di recedere dal contratto, qualora sussista una giusta causa, nel termine di tre mesi dalla notizia del trasferimento. III) Violazione e/o falsa applicazione degli artt. 21 quater e 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e ss.mm.ii. Sviamento, eccesso di potere per difetto di motivazione e d’istruttoria e illogicità manifesta. Dalla lettura del provvedimento impugnato non sarebbe dato evincere le ragioni che hanno indotto l’amministrazione ad esprimere un assenso condizionato alla cessione. Sulla scorta di tali censure, le ricorrenti instano per l’annullamento del provvedimento impugnato, previa sospensione dell’esecuzione. Si è costituita in giudizio l’intimata Amministrazione, eccependo pregiudizialmente la carenza di giurisdizione del giudice adito e, nel merito, contrastando la fondatezza del ricorso. Con ordinanza n. 856 del 19 novembre 2010, la Sezione ha ritenuto la propria giurisdizione e accolto l’istanza cautelare proposta in via incidentale dalla parte ricorrente. L’amministrazione ha depositato una memoria difensiva, contenente argomenti a favore della già dedotta eccezione pregiudiziale, alla quale ha replicato con memoria la difesa delle ricorrenti.