CONTROLLO SULL'ATTIVITÀ DELL'AGENTE CONTABILE



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Ufficiali gli importi 2010 dei trasferimenti erariali



































































































SEZIONE SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE SECONDA APPELLO Sentenza 548 2009 Responsabilità 09-12-2009   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE SECONDA GIURISDIZIONALE CENTRALE DI APPELLO composta dai seguenti magistrati: dott. Carmelo       Geraci                 Presidente dott. Stefano         Imperiali            Consigliere dott.ssa Manuela Arrigucci             Consigliere dott. Mario           Pischedda           Consigliere dott. Vittorio        Raeli                   Consigliere relatore ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio, iscritto al n. 21025 del registro di segreteria, sull’appello avverso la sentenza della Sezione Giurisdizionale per il Lazio n. 1757 del 14-21.7.2004 proposto dal Sig. Fioravanti Luciano (n. a Guidonia Montecelio il 27.4.1952), rappresentato e difeso dall’avv. Mario Palombi, giusta mandato ad litem in calce all’atto di ricorso e domicilio presso il suo studio in Roma, alla via Luigi Capuana,175. Visto l’atto di appello  depositato in segreteria il 21 luglio 2004 e ritualmente notificato il 14 settembre 2004 alla procura generale; Uditi alla pubblica udienza del 22 ottobre 2009 il consigliere relatore dott. Vittorio Raeli, l’avv. Mario Palombi – per l’appellante -  e il vice procuratore generale dott.ssa Maria Giovanna Giordano – in rappresentanza del procuratore generale. Considerato in FATTO La sezione giurisdizionale della Corte dei conti per il  Lazio, con sentenza n. 1757/04 emessa il 14.7.2004 e depositata il 21.7.2004, ha condannato Sciotti Archimede (nato a Roma il 24.2.1950) al pagamento, in favore del Comune di Guidonia Montecelio (Roma) della somma di € 38.442,21 (corrispondenti alle originarie £ 74.434.500 ), nonché Fioravanti Luciano (come sopra generalizzato) al pagamento dello stesso danno, in via sussidiaria, nei limiti di € 5.164,57 (corrispondenti alle originarie  10.000.000) - oltre  rivalutazione monetaria, interessi – dal deposito della sentenza - e spese di giustizia, quest’ultime in favore dello Stato. I fatti di causa da cui trae origine la vicenda processuale sono i seguenti. A seguito di una verifica di cassa presso l’ufficio economato del Comune di Guidonia Montecelio (Roma), disposta dal responsabile dell’ufficio e riferita all’anno 1991, risultava un ammanco di £. 74.434.500 (pari a € 38.442,21), relativo alle somme incassate quali diritti sulle marche segnatasse utilizzate in sede di rilascio dei certificati da parte delle circoscrizioni comunali. Tali somme erano state consegnate personalmente nel corso dell’anno 1991 dai responsabili delle varie circoscrizioni al Sig. Sciotti Archimede, dipendente del Comune di Guidonia Montecelio, in servizio presso l’ufficio Economato; lo Sciotti, peraltro, aveva omesso di operare il versamento nelle casse comunali di tali somme  ovvero di consegnarle al responsabile dell’Economato, affinchè le custodisse in cassaforte, fino al momento dell’effettivo versamento. I fatti venivano denunciati alla Procura della Repubblica competente, che instaurò il procedimento penale n. 21861/91 (N.R.G.T. 04891/93 e N.R.S.T. 00570/93 ) nei confronti dello Sciotti per i reati di cui agli artt. 61, n. 7, 81 cpv e 314 c.p.. Tale procedimento penale  (nel quale il Comune di  Guidonia Montecelio si è costituito parte civile) si concludeva con la sentenza del 31.10.1996 di applicazione della pena su richiesta delle parti – ex art. 444 c.p.p. – per anni uno e mesi sei di reclusione. Non avendo provveduto a restituire all’Amministrazione le somme illecitamente trattenute, lo Sciotti veniva citato in giudizio dal Comune di Guidonia Montecelio in sede civile, per ottenere la condanna alla restituzione della somma di £ 74.434.500, accertata come mancante alla verifica di cassa del novembre 1991. Detto giudizio (nel quale venivano evocati e si costituivano anche i dipendenti dell’ufficio Economato, sigg.ri Fioravanti Luciano e Marini Mario, oltre alla dirigente del settore tributi dott.ssa Mancaniello Aurora) era definito con la sentenza del Tribunale civile di Roma n. 31173 del 30 luglio 2002, che dichiarava “il difetto di giurisdizione del giudice ordinario stante il collegamento funzionale tra la qualità di pubblici dipendenti delle parti – a diverso titolo convenute in giudizio – e le condotte produttive di danno all’erario“ in quanto la della responsabilità degli amministratori e dipendenti degli Enti locali è attribuita alla giurisdizione della Corte dei conti. A seguito dell’esito del giudizio civile, il Procuratore regionale competente, al termine di una complessa ed accurata istruttoria, emetteva l’informativa ante causam prevista e disciplinata dall’art. 5, comma 1, legge n. 19/1994, ritualmente notificata al Sig. Sciotti Archimede – che ometteva di depositare le proprie deduzioni – e citava in giudizio lo stesso Sciotti, nonché il Sig. Fioravante Luciano, nella sua qualità di funzionario di settimo livello addetto al medesimo ufficio Economato, a cui pure era stata notificata l’informativa ante causam, non ritenendo sufficienti le deduzioni presentate in data 2 luglio 2003 e contestandogli responsabilità a titolo sussidiario nella produzione del suddetto danno erariale per avere egli omesso, con colpa grave, ogni forma di controllo e vigilanza sull’operato dello Sciotti, in tal guisa facilitando la fraudolenta appropriazione delle somme da questi incassate dai responsabili delle Circoscrizioni comunali. Nell’atto introduttivo del giudizio, il Procuratore regionale, al fine di chiarire la esatta posizione dei convenuti in ambito burocratico, si diffonde minuziosamente nel precisare il modo in cui l’ufficio Economato era organizzato e il procedimento relativo alla riscossione ed al versamento nelle casse comunali delle somme incassate dalle circoscrizioni comunali. Con la sentenza ora appellata, nelle forme di rito, dal solo Fioravanti – lo Sciotti, infatti, non si era costituito in giudizio – i primi Giudici hanno condannato lo Sciotti al pagamento, in favore del Comune di Guidonia Montecelio, della somma di € 38.442,21 (corrispondente alle originarie £ 74.434.500), nonché il Fioravanti al pagamento del medesimo danno, in via sussidiaria, nei limiti di € 5.164,57 (corrispondenti alle originarie £. 10.000.000) - oltre alla rivalutazione monetaria ed agli interessi dal deposito della sentenza, ed alle spese di giustizia, in favore dell’erario, liquidandole nella misura di € 628,26. Circa la responsabilità del Fioravanti, ha evidenziato la Sezione territoriale che l’ordine di servizio n. 2 del 20.5.1986  menzionava lo svolgimento delle attività comprese nell’area amministrativa contabile alla quale il dipendente apparteneva, precisando che con riguardo al servizio economato egli si doveva occupare di tutto quanto riguardava il servizio stesso e che “ …nel momento in cui le marche segnatasse uscivano dalla diretta sua cura per essere affidate allo Sciotti, è configurabile in capo al medesimo un obbligo di vigilanza, la cui violazione determina una responsabilità di tipo amministrativo, non potendo più configurarsi la qualità soggettiva di agente contabile” (pag. 13), ritenendo provato l’addebito mossogli a titolo di colpa grave e consistente nell’omesso controllo sull’operato dello Sciotti, nel rilievo che “ …il Fioravanti avrebbe dovuto, quanto meno, insospettirsi del mancato deposito delle somme da versare in cassaforte, da parte dello Sciotti” Con l’appello in epigrafe,   sotto l’unico motivo addotto, “ violazione di legge, eccesso di potere per errore nei presupposti di fatto e di diritto”, il Fioravanti ripropone, sostanzialmente, argomentazioni e censure già addotte in primo grado ed esaminate nell’appellata sentenza, concernenti: l’assoluta propria estraneità ai fatti di causa o, quanto meno, la non concausalità del suo agire nella produzione del danno, che, a suo dire, sarebbe addebitabile al titolare dell’ufficio, dott.ssa Mancaniello, relativamente alla mancata vigilanza; la mancanza della sua preposizione al controllo dell’attività dello Sciotti; la mancanza della colpa grave e delle funzioni vere e proprie di economo. In particolare, l’appellante sostiene: -         l’infondatezza del fatto che lo Sciotti fosse stato incaricato della riscossione delle marche presso gli uffici e le delegazioni comunali, essendogli affidata soltanto la contabilità cartacea del servizio marche, mentre la riscossione dei proventi era di pertinenza dell’economo o in caso di sua assenza dei Sigg.ri Fioravante e Marini; -         la dott.ssa Mancaniello, in qualità di economo, avrebbe dovuto procedere alla verifica di cassa, alla presa in consegna dei valori, e a prendere in consegna le chiavi della cassaforte; -         il controllo dell’ufficio economato, che ricomprendeva non solo la sottoscrizione dei verbali dei riepiloghi dei diritti riscossi, la cui compilazione era di competenza dello Sciotti, fu affidato alla dott.ssa Mancaniello; -         la dichiarazione fatta ai Carabinieri, all’indomani della scoperta dell’ammanco, si riferisce solo ed esclusivamente all’incarico avuto nell’occasione dalla dott.ssa Mancaniello “con l’invito al controllo delle marche stesse “ Nel rimandare alle argomentazioni della citazione in giudizio, il Procuratore generale, nelle conclusioni scritte in data 21 ......