COSA SI DEVE INTENDERE PER AVANZO DI BILANCIO



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Un’interpretazione della Corte dei Conti di “avanzo di bilancio” richiamato dall’art Un’interpretazione della Corte dei Conti di “avanzo di bilancio” richiamato dall’art. 30 del Decreto Bersani La Corte dei Conti - Sezione regionale di controllo per la Liguria, con il Parere n. 7 del 16 ottobre 2006, non ancora disponibile sul proprio sito internet, ha ritenuto che per “avanzo di bilancio”, contenuta nel comma 204-ter, dell’art. 1, della Legge n. 266/05 (Finanziaria 2006), introdotto dalla Legge n. 248/06, di conversione del Dl. n. 223/06, possa intendersi il “risultato di amministrazione in avanzo”, calcolato ai sensi dell’art. 186 del Tuel (Dlgs. n. 267/00), definito come “fondo di cassa aumentato dei residui attivi e diminuito dei residui passivi”. La Corte dei Conti ha risposto ad un quesito posto da un Comune che chiedeva se, per avanzo di bilancio verificatosi negli ultimi tre esercizi finanziari, potesse intendersi l’avanzo di amministrazione di cui all’art. 187 del Tuel, quale condizione per poter escludere dal computo delle spese di personale quelle relative a contratti di lavoro a tempo determinato, anche in forma di collaborazioni coordinate e continuative stipulate nel corso dell’anno 2005 (previsto dal comma 204-ter della Legge n. 226/05). E’ opportuno infatti ricordare che l’art. 30 della Legge n. 248/06 (“Verifica delle economie in materia di personale per Regioni ed Enti Locali”), in sede di conversione del Dl. n. 223/06, ha aggiunto come detto, all’art. 1 della Legge n. 266/05, il comma 204-ter, riconoscendo agli Enti Locali che negli ultimi tre esercizi finanziari hanno conseguito un “avanzo di bilancio” la possibilità di escludere dal computo delle spese di personale (di cui al vincolo della riduzione dell’1% su base 2004) prevista dal comma 198 della stessa Finanziaria 2006, le spese riferite a contratti di lavoro a tempo determinato, anche in forma di collaborazione coordinata e continuativa., stipulati nel corso del 2005. La Corte, come emerge dagli atti parlamentari della Commissione Bilancio del Senato, ha ribadito che le disposizioni del comma 204-ter intendono premiare i “soli Enti Locali virtuosi”, quelli cioè “che hanno registrato negli ultimi tre anni bilanci in avanzo”. La Sezione regionale della Corte ha chiarito anche che l’espressione “avanzo di bilancio” possa essere intesa sia come “risultato contabile di amministrazione” (art. 186 del Tuel), sia come “risultato contabile di gestione” (art. 187 del Tuel). E’ legittimo affermare, considerato il contesto delle norme in cui l’espressione è inserita e la ratio della disposizione (incentivare comportamenti virtuosi), che il “risultato contabile di amministrazione”, di cui all’art. 187 del Tuel, coincida con l’avanzo di bilancio, che consente di verificare la gestione finanziaria complessiva dell’Ente e , quindi, l’effettiva condizione di virtuosità. La lettura della norma fornita dalla Corte dei Conti risulta infatti coerente con la volontà del Legislatore che ammette la deroga per gli Enti in avanzo di amministrazione. ......