COSTO DEL PERSONALE: COME GIOCANO I DIPENDENTI DI SOCIETÀ STRUMENTALI?



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Indennità di direzione generale ai segretari comunali: -10%



































































































Del Del. n. 208/2011/PAR Sezione Regionale di Controllo per la Toscana composta dai magistrati:     -        Pres. Sezione Vittorio GIUSEPPONE                    Presidente -        Cons. Paolo PELUFFO                                               Componente -        Cons. Graziella DE CASTELLI                             Relatore -        Cons. Raimondo POLLASTRINI                                    Componente -        1°Ref. Laura D'AMBROSIO                                         Componente -        1°Ref. Marco BONCOMPAGNI                                      Componente   VISTO l'art. 100, secondo comma, della Costituzione; VISTO il Testo Unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con r.d. 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; VISTA la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei Conti; VISTA la legge 5 giugno 2003 n. 131, recante disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3; VISTO il regolamento (14/2000) per l'organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei Conti, deliberato dalle Sezioni Riunite della Corte dei conti in data 16 giugno 2000 e successive modifiche; VISTA la convenzione stipulata il 16 giugno 2006 tra Sezione Regionale, Consiglio delle autonomie locali e Giunta regionale Toscana in materia di "ulteriori forme di collaborazione" tra Corte ed Autonomie, ai sensi dell'art. 7, comma 8, della citata legge n. 131 del 2003. UDITO nella Camera di consiglio del 7 ottobre 2011 il relatore, Cons. Graziella De Castelli; PREMESSO Il Consiglio delle autonomie locali ha inoltrato alla Sezione, con nota in data 28 luglio 2011 prot. n. 12911/1.13.9, richiesta di parere formulata dal Sindaco del comune di Campi Bisenzio, in cui l'ente chiede la corretta interpretazione della norma di cui all'art. 76, comma 7 del D.L. 112/2008, convertito in L. 133/2008, come modificato dall'art. 20, comma 9 del D.L. 98/2011, convertito in L. 111/2011, nella parte in cui impone di calcolare le spese di personale derivanti da società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo. Precisamente l'ente chiede: 1. se le società partecipate da considerare siano quelle in cui la percentuale di partecipazione è compresa tra il 50 e il 100% o quelle in cui l'ente possiede un rappresentante nel consiglio di amministrazione; 2. se le spese sostenute dalle società partecipate vanno considerate in quota parte proporzionalmente alla percentuale di partecipazione dell'ente o nel loro valore assoluto; 3. se le spese da  considerare siano quelle correnti e del personale da sommarsi a quelle analoghe dell'ente  o solo quelle per il personale. CONSIDERATO Secondo ormai consolidati orientamenti assunti dalla Corte dei conti in tema di pareri da esprimere ai sensi dell'art. 7, comma 8, della legge n. 131 del 2003, occorre verificare in via preliminare se la richiesta di parere formulata presenti i necessari requisiti di ammissibilità, sia sotto il profilo soggettivo, che riguarda la legittimazione dell'organo richiedente, sia sotto il profilo oggettivo, che concerne l'attinenza dei quesiti alla materia della contabilità pubblica, come espressamente previsto dalla legge, e la coerenza dell'espressione di un parere con la posizione costituzionale assegnata alla Corte dei conti ed il ruolo specifico delle Sezioni regionali di controllo. Nel caso in esame, la richiesta di parere è ammissibile sotto il profilo soggettivo, provenendo essa dal Sindaco del comune interessato, tramite il Consiglio delle autonomie. In ordine al requisito oggettivo, occorre preliminarmente accertare se la richiesta di parere sia riconducibile alla materia della contabilità pubblica, se sussistano i requisiti di generalità ed astrattezza, se il quesito non implichi valutazione di comportamenti amministrativi, ancor più se connessi ad atti già adottati o comportamenti espletati, se l'ambito in concreto sia oggetto di indagini della procura regionale o di giudizio innanzi alla sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti, ovvero oggetto di contenzioso penale, civile o amministrativo. Anche sotto il profilo oggettivo la richiesta in esame risponde ai parametri su indicati ed è, pertanto, da ritenersi ammissibile. Nel merito, la norma di cui all'art. 20, comma 9 del D.L. 98/2011, convertito in L. 111 del 15 luglio 2011 ha introdotto un nuovo periodo all'art. 76, comma 7 del D.L. 112/2008 convertito in L. 133/2008 (a sua volta integrato dall'art. 14, comma 9 della L. 122/2010), in virtù del quale l'articolo in questione recita: "È fatto divieto agli enti nei quali l'incidenza delle spese di personale è pari o superiore al 40% delle spese correnti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale; i restanti enti possono procedere ad assunzioni di personale nel limite del 20 per cento della spesa corrispondente alle cessazioni dell'anno precedente. Per gli enti nei quali l'incidenza delle spese di personale è pari o inferiore al 35 per cento delle spese correnti sono ammesse, in deroga al limite del 20 per cento e comunque nel rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno e dei limiti di contenimento complessivi delle spese di personale, le assunzioni per turn-over che consentano l'esercizio delle funzioni fondamentali previste dall'articolo 21, comma 3, lettera b), della legge 5 maggio 2009, n. 42. Ai fini del computo della percentuale di cui al periodo precedente si calcolano le spese sostenute anche dalle società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo che sono titolari di affidamento diretto di servizi pubblici locali senza gara, ovvero che svolgono funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale, né commerciale, ovvero che svolgono attività nei confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica. La disposizione di cui al precedente periodo non si applica alle società quotate su mercati regolamentari." Il legislatore limita la fattispecie normativa alle società destinatarie di affidamento diretto di servizi, a quelle che svolgono servizi privi di rilevanza economica e a quelle che svolgono servizi a supporto di funzioni amministrative (società strumentali), escludendo le società quotate in mercati regolamentati e le società che hanno ricevuto l'affidamento con procedura competitiva sul presupposto che, per queste ultime, la previsione di una gara assicuri la presenza dei requisiti di economicità, efficienza ed efficacia necessari all'attuazione del "buon andamento" chiesto dalla Costituzione all'art. 97, mediante il confronto competitivo sul mercato e la verifica della congruità dei costi, soprattutto in materia di personale. La norma in questione avvalora l'interpretazione già avanzata da diverse sezioni regionali in riferimento a svariati soggetti partecipati (unioni, comunità montane, consorzi e società partecipate) e avallata dalle Sezioni riunite della Corte dei conti che, nella deliberazione n. 3/2011, hanno sostenuto che sussiste nell'ordinamento "un tendenziale principio inteso a rilevare unitariamente le voci contabili riferite alla spesa per personale tra ente locale e soggetto a vario titolo partecipato al fine di rendere più trasparente la gestione delle risorse", precisando, altresì, che tale principio deve fungere da canone di riferimento affinché sia data rigorosa ed effettiva attuazione alle diverse disposizioni di contenimento della spesa e sia scongiurato il rischio di elusioni delle stesse. Difatti non vi è dubbio che l'espansione del fenomeno delle esternalizzazioni delle attività delle amministrazioni locali sia nato dall'esigenza di perseguire la maggiore efficienza privatistica nella resa dei servizi pubblici, ma lo sviluppo straordinario del fenomeno va interpretato anche quale reazione alle limitazioni poste alla gestione finanziaria dalle ultime leggi finanziarie che hanno spinto gli amministratori locali a trasferire all'esterno molte attività, alleggerendo il bilancio dei relativi oneri e trasferendo il  personale interessato. La norma di cui all'art. 76 citato risponde all'esigenza di evitare elusioni ponendosi, peraltro, in linea con i principi espressi con la recente deliberazione n. 27/2011 dalle Sezioni Riunite della Corte dei conti che, chiamate a pronunciarsi in funzione nomofilattica in ordine al "significato da attribuire all'espressione spesa di personale da considerare ai fini del calcolo dell'incidenza percentuale di cui al comma 7 dell'art. 76 D.L. 112/08 s.m.i.", operano una differenziazione tra l'aggregato rilevante per la verifica del rispetto della spesa storica di personale (commi 557 e 562 dell'articolo unico della legge finanziaria per il 2007) e quello da assumersi quale ......