CRITERI PER L'ATTRIBUZIONE DEI PUNTEGGI SUL PREZZO DELL'OFFERTA



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VERIFICA DEI REQUISITI DI PARTECIPAZIONE ALLA GARA



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 3404/2009 Reg.Dec. N.9884-10064 Reg.Ric. ANNO   2008 Disp.vo n. 249/2009 Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sui ricorsi riuniti in appello nn. 9884/2008 e 10064/2008 proposti rispettivamente: 1) n. 9884/2008, da BUCAP s.p.a., in persona del legale rappresentante in carica, quale mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese con le società Lacchi Spa, CNI Spa, Italia Logistica Srl, S.I.A.V. Spa e Poste Italiane Spa, rappresentata e difesa dagli avvocati Sandro Ridolfi, Cinzia Trivelloni e Angelo Clarizia, ed elettivamente domiciliata presso lo studio di quest’ultimo, in Roma, via Principessa Clotilde n. 2; contro STI s.p.a. in proprio e quale mandataria del costituendo raggruppamento temporaneo con le società S.I.A. s.p.a., Alfa 81 s.p.a., Coop. Ge. S.c.r.l. e Elsag s.p.a., in persona dei rispettivi legali rappresentanti in carica, rappresentata e difesa dall’avvocato Roberto Colagrande, ed elettivamente domiciliata presso lo studio legale Scoca, in Roma, via Paisiello n. 55; e nei confronti di INAIL, in persona del legale rappresentante in carica, non costituito; 2) n. 10064/2008, da INAIL, in persona del legale rappresentante in carica, rappresentato e difeso dagli avvocati Vincenzo Pone e Bettino Torre, ed elettivamente domiciliato presso i medesimi, in Roma, via IV Novembre n. 144; contro STI s.p.a. in proprio e quale mandataria del costituendo raggruppamento temporaneo con le società S.I.A. s.p.a., Alfa 81 s.p.a., Coop. Ge. S.c.r.l. e Elsag s.p.a., in persona dei rispettivi legali rappresentanti in carica, rappresentata e difesa dall’avvocato Roberto Colagrande, ed elettivamente domiciliata presso lo studio legale Scoca, in Roma, via Paisiello n. 55; e nei confronti di Bucap s.p.a., in persona del legale rappresentante in carica, quale mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese con le società Lacchi Spa, CNI Spa, SDA Logistica Srl, S.I.A.V. Spa e Poste Italiane Spa, non costituita; entrambi per la riforma della sentenza del T.A.R. del Lazio – Roma, sez. III-quater, 13 novembre 2008 n. 10141. Visti i ricorsi in appello; visto l'atto di costituzione in giudizio della società appellata in entrambi gli appelli; viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; visti gli atti tutti di causa; relatore alla pubblica udienza del 24 marzo 2009 il consigliere Rosanna De Nictolis; uditi per le parti gli avvocati Colagrande, Pone e Clarizia; ritenuto e considerato quanto segue: FATTO E DIRITTO 1. La società odierna appellata partecipava alla gara di appalto n. 5/2007 indetta dall’INAIL per l’affidamento del servizio di gestione degli archivi cartacei dell’ente, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il bando prevedeva l’attribuzione di massimo 60 punti per gli elementi qualitativi e di massimo 40 punti per il prezzo. Rimanevano in gara due soli concorrenti, la società odierna appellante e la società odierna appellata. La società Bucap, odierna appellante, risultava aggiudicataria, avendo conseguito 60 punti per l’offerta tecnica, e 30,4741 punti per l’offerta economica, pari a euro 13.335.900. La società odierna appellata si collocava al secondo posto, avendo conseguito 43 punti per l’offerta tecnica, e 29,1374 punti per l’offerta economica, pari a euro 9.051.052. 1.1. La società odierna appellata con il ricorso di primo grado impugnava l’aggiudicazione nonché il bando e il disciplinare di gara, contestando la manifesta illogicità dei criteri di valutazione dell’offerta economica, criteri che hanno condotto al risultato aberrante di attribuire un maggior punteggio, per l’elemento prezzo, all’offerta economica più alta anziché all’offerta più bassa, nonostante che tra i prezzi offerti dalle due concorrenti vi fosse una differenza di quasi tre milioni e trecentomila euro. Il ricorso di primo grado indicava quali fossero i vizi del criterio di valutazione del prezzo, consistenti, in particolare: - nel distribuire il punteggio per il prezzo tra vari elementi, attribuendo poi un punteggio elevato per alcuni elementi nei quali la Bucap, precedente gestore del servizio, poteva offrire un prezzo pari a zero, non avendo costi proprio a causa della pregressa gestione; - nell’attribuire il punteggio per il prezzo non tenendo conto delle singole offerte, ma del prezzo medio delle offerte, così provo......