CRITERI PER L’APPLICAZIONE DEL DL 168/2004



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OCCUPAZIONE D’URGENZA E DELEGA DELLE FUNZIONI AL SINDACO



































































































Deliberazione n Deliberazione n. 2/2004 REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA   composta dai magistrati: Dott. Enrico Gustapane                   Presidente (relatore) Dott. Mario Donno                   Consigliere Dott. Donato Maria Fino                   Consigliere Dott. Antonio Caruso                   Consigliere Dott. Giorgio Cancellieri                   Consigliere Dott. Lucia d’Ambrosio                   Referendario nell’adunanza del 23 settembre 2004          Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214;          Vista la legge 21 marzo 1953, n.161; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000 che approva il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con la deliberazione della Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Visto il decreto- legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito con la legge 30 luglio 2004, n. 191; Vista l’ordinanza n. 2/2004 del 7 settembre 2004 con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per l’adunanza odierna per l’esame dei problemi relativi all’applicazione dell’articolo 1, commi 5 e 9, del decreto legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito con la legge 30 luglio 2004, n. 191; Udito il relatore, presidente Enrico Gustapane. Considerato L’articolo 1, comma 5, del decreto – legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito con la legge 30 luglio 2004, n. 191, ha inserito, nel testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali 18 agosto 2000, n. 267, l’articolo 198 – bis, disponendo che le strutture operative, alle quali sono assegnate presso gli enti locali, le funzioni di controllo di gestione devono comunicare i risultati delle verifiche eseguite, oltre che agli amministratori e ai responsabili dei servizi, anche alla Corte dei conti. La norma completa quella dell’articolo 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131 che ha attribuito alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti la verifica del funzionamento dei controlli interni degli enti locali, infatti, l’obbligo dell’invio alla Corte dei conti delle relazioni delle strutture addette al controllo di gestione, permette alle Sezioni regionali di conoscere tempestivamente i risultati del controllo di gestione degli enti locali e di disporre perciò d'importanti documenti per la verifica della “sana gestione finanziaria” delle province e dei comuni. L’uso delle relazioni, da parte delle Sezioni regionali, dovrà avvenire secondo il procedimento prescritto, per l’esercizio del controllo sulla gestione della Corte dei conti, dall’articolo 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, richiamato dall’articolo 148 del testo unico n. 267/2000, e dal “Regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti” approvato con deliberazione delle Sezioni riunite 16 giugno 2000, modificata con la deliberazione 3 luglio 2003. La Sezione ritiene, pertanto, nel rispetto delle disposizioni citate, di stabilire le seguenti procedure per l’attuazione dell’articolo 1, comma 5, del decreto – legge n. 168/2004. Il presidente della Sezione assegnerà ai magistrati le undici province della Lombardia e i rispettivi comuni. Il magistrato istruttore, ricevute dalla segreteria le relazioni: 1)          accerterà se le strutture della provincia e dei comuni, che gli sono stati assegnati, abbiano ottemperato all’obbligo di comunicare alla Corte le loro relazioni. Nel caso d’omissioni, dopo gli accertamenti opportuni sugli eventuali disguidi o altri motivi di ritardo, riferirà alla Sezione affinché la medesima provveda alla segnalazione dell’inadempienza ai rispettivi consigli; 2)          se, dall'esame delle relazioni, rilevi situazioni che possano compromettere l’equilibrio finanziario dell’ente, riferirà alla Sezione, ai sensi dell’articolo 3, comma 12, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, affinché la medesima possa provvedere alle segnalazioni opportune al rispettivo consiglio; 3)          potrà ricavare, dalle medesime, elementi da offrire alla Sezione per l’elaborazione del programma annuale del controllo. La Sezione passa poi ad esaminare i problemi derivanti dall’attuazione del successivo comma 9 dell’articolo 1 del decreto – legge n. 168/2004. L’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” permette alle amministrazioni pubbliche, comprese le regioni, le province e i comuni, di conferire incarichi “ad esperti di provata competenza” per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio. La disposizione, poiché l’incarico comporta una spesa aggiuntiva a quella prevista per il personale dell’ente, deve essere applicata in casi eccezionali e la giurisprudenza della Corte dei conti ha elaborato i seguenti criteri, per valutare la legittimità del conferimento dell’incarico: a)    rispondenza dell’incarico agli obiettivi dell’amministrazione; b)    inesistenza, all’interno della propria organizzazione amministrativa, della figura professionale idonea allo svolgimento dell’incarico, da accertare attraverso una reale ricognizione; c)     specifica indicazione dei contenuti e dei criteri di svolgimento dell’incarico; d)    indicazione della durata dell’incarico; e)    proporzione fra i compensi corrisposti all’incaricato e l’utilità conseguita dall’amministrazione. La giurisprudenza della Corte dei conti è stata puntualmente richiamata e ha costituito il fondamento della circolare 15 giugno 2004, n. 4/04, pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 203 del 30 agosto 2004, che il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri ha diramato a tutte le amministrazioni pubbliche, comprese le regioni, le province e i comuni. Per contenere la spesa corrente delle amministrazioni pubbliche, aumentata anche a causa del ricorso frequente e ingiustificato al conferimento d’incarichi esterni, l’articolo 1, comma 9, del decreto – legge n. 168/2004, convertito con la legge n. 191/2004, ha ora stabilito, per tutte le amministrazioni pubbliche, comprese regioni, province e comuni, escluse le università e gli enti di ricerca, un limite alla spesa per gli incarichi di studio e consulenza, che non può superare la spesa media sostenuta nel biennio 2001 – 2002, ridotta del 15 per cento. Ha poi disposto,......