D.L. N. 92/2008: LIMITI AL POTERE DI ORDINANZA



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Tranche parziale addizionale Irpef



































































































N N. 00981/2010 REG.SEN. N. 01063/2009 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA Sul ricorso numero di registro generale 1063 del 2009, proposto da: Franco Ovara Bianchi, Luigi Albano Vinotti, Simonetta Matrundola, Decio Vinotti, Ketti Henich, Brandon Vinotti, Dylan Vinotti, Gioele Vinotti, Kemuel Vinotti, Samanta Morandi, Alisea Morandi, Fraida Vinotti, Albertina Bianchi, Enrico Carlo Bianchi, Maddalena Vacchino, Giuseppe Vinotti, Maddalena Amalia Ferrari, Jhonny Bianchi, rappresentati e difesi dall'avv. Pietro Massarotto nel cui studio a Milano, corso Lodi n. 47 sono elettivamente domiciliati; contro Comune di Gambolò con l'avv. Graziano Lissandrin ed elettivamente domiciliato presso l’avv. Marco Branzoli in Milano, viale Regina Margherita 30; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - all'ordine di liberare entro il 30/4/2009 da roulottes, caravan, manufatti e oggetti di qualsiasi tipo l'area di Via Mazzini, in fregio alla S.P. 81, nei pressi del fiume Terdoppio, con previsione, in caso di inottemperanza, di esecuzione di sgombero coattivo il giorno 1/5/2009; nonché per l'annullamento di tutti gli atti prodromici, conseguenti e/o dipendenti.   Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Gambolo'; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 04/03/2010 il dott. Raffaello Gisondi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:   FATTO I ricorrenti, cittadini italiani di etnia Sinti, residenti da almeno tre decenni nel Comune di Gambolò in un’area sita nei pressi del torrente Terdoppio ove stazionano con le proprie roulottes, sono stati raggiunti da un’ordinanza con cui il Sindaco del predetto Comune: - considerati i rapporti della Polizia locale dai quali si evince che le condizioni igienico sanitarie dei luoghi occupati dai ricorrenti con i propri caravan sono del tutto precarie e tali da pregiudicare la salute dei residenti; - rilevato, inoltre che dette condizioni igienico sanitarie, già attualmente precarie sono destinate a subire un peggioramento qualora si prolungasse la permanenza dei soggetti utilizzatori non autorizzati; - avuto riguardo alle caratteristiche del luogo, non idoneo a svolgere la funzione di struttura ricettiva, e, ancora, alle esigenze di igiene e sicurezza della zona circostante; - precisato che “la permanenza dei nomadi sulla suddetta area crea di fatto un potenziale pericolo per la salute e l’igiene in considerazione del fatto che mancano le attrezzature idonee a garantire le normali condizioni di vita”; - dato atto che la sosta di camper, roulottes e carovane costituisce violazione dell’art. 185 del codice della strada: - visti gli articoli 50 comma 5° e 54 del D.Lgs 267/00 come modificato dal D.L. 92/08 e gli artt. 6, 7, 54 e 185 del codice della strada ordina di allontanarsi dall’area in premessa indicata con sgombero di ogni persona appartenente al proprio nucleo familiare e di sgomberare l’area interessata da veicoli, i beni di proprietà e qualsiasi altra cosa depositata o in sosta. Avverso tale atti hanno proposto ricorsi gli interessati sulla base dei seguenti: MOTIVI 1) Violazione degli artt. 50 comma 5 e 54 del D.Lgs 267/00; eccesso per difetto ed incongruità della istruttoria; Non sussiste la situazione contingente di emergenza sanitaria prevista dalle rubricate norme in quanto la comunità Sinti risiede nell’area in oggetto dal molti decenni. E’ mancato inoltre un effettivo accertamento del pericolo sanitario compiuto da organi a tal fine competenti. Inoltre, la situazione esistente sarebbe stata causata dallo stesso Comune di Gambolò che avrebbe omesso di realizzare il campo nomadi avvalendosi del disposto della legge regionale 77 del 1989. 2) Eccesso di potere per carenza dei presupposti, difetto di motivazione e sviamento di potere con particolare riferimento a quanto disposto dalla L.R.L. 77/89 Il reale scopo dell’ordinanza impugnata sarebbe quello di allontanare i cittadini di entia Sinti dal Comune di Gambolò per motivazioni politiche e razziali in violazione del disposto della legge regionale n. 77 del 1989 laddove prevede la tutela del patrimonio culturale delle etnie tradizionali nomadi e semi nomadi, nonché la partecipazione delle popolazioni nomadi alla predisposizione degli interventi che li riguardano. Peraltro, l’azione di forza del Comune di Gambolò avrebbe del tutto omesso di considerare le condizioni di salute di alcuni dei ricorrenti ed il fatto che nell’area risiedono anche minori che frequentano le scuole locali. 3) Violazione dell’art. 43 del D.Lgs 286/98, dell’art. 2 del D.Lgs 215/03. Il Comune avrebbe operato una discriminazione a danno dei ricorrenti in ragione della loro etnia. 4) Eccesso di potere per ingiustizia manifesta e violazione dei criteri di ragionevole ed equilibrato contemperamento degli interessi contrapposti, con riferimento altresì all’assenza di urgenza. L’interesse pubblico al rispetto delle norme igieniche non sarebbe stato correttamente contemperato con i diritti dei ricorrenti al domicilio, alla privacy, abitazione, alla vita familiare, all’istruzione ed alla salute. 5) Violazione dell’art. 2 della L.R.L. 77/89 e dell’art. 68 dello Statuto Comunale. Sono state violate le rubricate norme che prevedono il coinvolgimento degli interessati nelle determinazioni amministrative che li riguardano. 6) Violazione del diritto alla privacy, al domicilio, alla vita familiare, all’abitazione, all’istruzione ed alla salute previsti dagli artt. 14 e 29 Cost, dall’art. 8 della CEDU, dall’art. 12 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dall’art. 17 del patto sui diritti civili e politici, dall’art. 34 della Carta dei diritti fondamentali della UE, dall’art. 5 della Convenzione internazione per la eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, dall’art. 27 della Convenzione sui diritti dell’infanzia. Si è costituito il Comune di Gambolò per resistere al ricorso. All’udienza del 4 marzo 2010, sentiti gli avvocati delle parti come da separato verbale, il ricorso è stato trattenuto in decisione. DIRITTO Il primo motivo di ricorso, con il quale i ricorrenti lamentano il difetto di motivazione ed il travisamento nella valutazione dei presupposti di fatto che legittimano l’esercizio del potere di ordinanza sindacale di cui agli artt. 50 comma 5° e 54 del D.Lgs 267/00, è fondato. Quanto all’art. 50 comma 5 del D.Lgs 267/00, occorre ricordare che tale norma non è stata incisa dalla riforma dei poteri sindacali operata con il D.L. 125 del 2008 ed il successivo D.M. di attuazione del 5/8/2008. Il potere previsto dalla citata norma mantiene, quindi intatti, i suoi originari connotati di intervento extra ordinem giustificato solo da circostanze imprevedibili che sono all’origine di vere e proprie emergenze igienico sanitarie non fronteggiabili con mezzi ordinari (Cons. Stato, V, 16/02/2010 n. 868). Nel caso di specie i paventati pericoli per la salute dei residenti causati dallo stazionamento dei caravan di proprietà dei ricorrenti in assenza di adeguati presidi igienici sono frutto di affermazioni apodittiche contenute nell’ordinanza e non supportate da alcun effettivo accertamento sanitario, anche tenuto conto della ubicazione all’esterno del centro abitato dell’insediamento rilevabile dalla documentazione fotografica prodotta dai ricorrenti. In assenza di un’accertata, documentata ed effettiva situazione di emergenza sanitaria la sola sussistenza di una situazione di precarietà igienica dei luoghi ove risiedono i ricorrenti deve essere fronteggiata con i mezzi ordinari facendo valere le norme previste d......